Mi trovavo a camminare per i vialetti di CityLife tra arte contemporanea, palazzi futuristici, piazza Giulio Cesare con un’antica fontana dedicata delle quattro stagioni, un inverno maestoso e mi è tornata in mente Parigi e il quartiere de La Defense.

Dove passato e futuro della capitale francese si uniscono e dove si incrociano persone, attività ed esperienze.

Fine anno

Ma soprattutto ho capito come in questo 2020, in cui ho dovuto rinunciare ad arei e treni, a viaggi in est Europa e in Africa, Milano è stata il vero regalo di tutti i giorni.

Nei primi mesi dell’anno, in cui tra eventi e cene, mi ha coccolato e fatto scoprire il suo lato mondano.

Durante il primo lockdown, dove tra consegne a domicilio, splendide giornate con caffè bevuti sul terrazzo e quel desiderio spasmodico di rivedere il Duomo, è stata casa, abbraccio e rifugio certo.

Tra maggio e giugno quando ogni piccola uscita fuori casa, ogni angolo della città scoperto nuovamente è stato un vero regalo.

A settembre poi è stata “isola felice” dove un barlume di normalità mi ha fatto capire ciò che mi mancava. Ciò che non vorrei più e ciò che invece desidero ardentemente per il futuro.

Negli ultimi mesi tra zone rosse, arancio e gialle è stata paziente come lo sono stati i suoi abitanti, i suoi ristoratori e tutti coloro che come me l’amano intensamente.

Oggi è semplicemente una città in attesa del suo futuro.

CityLife futuro

Un pezzo di questo futuro, in continua evoluzione è già qui.

E si chiama CityLife

Milano CityLife, il futuro è già qui

Milano va presa a morsi. Anche in questo periodo così critico.

Va scoperta nei suoi quartieri, vicino e lontano da casa.

Il nostro tuor è partito da Gorla, per passare per Porta Venezia, le 5 Vie per arrivare oggi a CityLife.

E’ già stato battezzato il quartiere del futuro, anche se ha le fondamenta poggiate sullo spazio dell’antica Fiera Campionaria.

Iniziato nel 2007, il progetto CityLife non mira solo a creare una nuova urbanistica di grande impatto visivo con i tre grandi grattacieli, ma sviluppa un’anima verde volta a creare un grande parco – il terzo per dimensione del centro città dopo il Parco Sempione e i Giardini Pubblici – per permettere ai cittadini di fruire al meglio i nuovi spazi, arricchiti anche di zone di svago, di gioco e di arte urbana.

CityLife così si è candidata, fin da subito, per diventare uno dei grandi simboli di Milano nel mondo.

Ma una delle altre grandi bellezze di CityLife è la possibilità di unire passato e futuro.

Vediamo insieme come.

Lo Shopping District

Al centro del progetto si trova CityLife Shopping District, un insieme di spazi a destinazione commerciale.

  • The mall, ovvero il centro commerciale al chiuso, collegato direttamente con la Torre Hadid, è stato progetto dallo studi di Zaha Hadid.  Al suo interno i negozi si susseguono in uno spazio dal design contemporaneo e piacevole, dove il legno di bamboo è modellato quasi come fosse creta e dà forma a linee morbide e sinuose con colonne che sostengono la struttura e si fondono nel soffitto o nei banchi dei bar che si trovano nell’area principale;
CityLife futuro
  • la piazza centrale, sulla quale si affacciano le tre torri è circondata da un perimetro di vasche in acciaio nelle quali si trovano piante di diverso genere, è stata progettata dallo studio One Works;
  • la promenade open air, sulla quale si affacciano numerosi negozi e sotto la quale si trovano i parcheggi, è invece opera dello studio Mario Galantino. Il concept adottato in questo caso è quello di rifarsi alla vie dello shopping milanese, con una rivisitazione in chiave moderna attraverso un design pulito, minimale e contemporaneo.

Le tre torri

Quello che però più spicca di CityLife, è senz’altro la presenza delle tre torri che hanno dato anche il nome alla fermata della metropolitana che arriva fin qui. Le tre torri vanno a ridefinire lo skyline milanese finora noto, e già rivisto in seguito alla costruzione del quartiere di Porta Nuova.

CityLife futuro

Abbiamo “Il dritto” (di proprietà Allianz) che è stata progettata da Arata Isozaki, “Lo storto” (di proprietà Generali), progettata da Zaha Hadid e ispirata a un’immaginaria vela scossa dal vento ed infine “ll Curvo” (di proprietà PwC) realizzata da Daniel Libeskind.

Palazzo delle Scintille

Il palazzo delle Scintille, invece rappresenta il passato, inaugurato nel 1923, in occasione del salone dell’automobile, era praticamente il padiglione fieristico numero tre, conosciuto anche come Palazzo dello sport. Realizzato in cemento armato con una grande cupola in vetro e ferro, era proprio un edificio versatile e funzionale.

La costruzione era utilizzata per le esposizioni fieristiche, manifestazioni sportive relative a corse ciclistiche e motociclistiche, concerti e spettacoli. Nel 1946, in seguito ai bombardamenti che hanno danneggiato il Teatro della Scala, gli spettacoli si sono tenuti proprio in questo luogo, in attesa della ricostruzione.

Per il suo valore storico-artistico è stato quindi conservato, e dopo varie ristrutturazioni e modifiche, tuttora ospita eventi pubblici come concerti e mostre.

Fontana 4 stagioni

La Fontana delle 4 Stagioni, in stile neobarocco, si trova, invece, in piazza Giulio Cesare ed è anch’essa un ricordo del precedente quartiere. Fu realizzata in occasione della fiera del 1927, in tempi stretti, poichè i lavori furono commissionati all’ultimo momento. Costruita in calcestruzzo e pietra di Sarnico, ha una lunghezza di circa 78 metri e una larghezza di 18 metri.

La vasca è suddivisa in tre parti comunicanti, dove al centro si trova una struttura rocciosa dalla quale fuoriescono i potenti getti, che creano giochi d’acqua, che la sera sono vivacemente illuminati.

CityLife futuro

La fontana 4 stagioni è così chiamata per le statue delle quattro stagioni poste sui bordi, dove si trovano anche fioriere, pigne e sfere in pietra.

Su questa piazza si trovano delle bellissime palazzine, sempre in stile Liberty. Su alcune di queste la vegetazione è cresciuta su di un lato del palazzo, creando un decoro che abbellisce ulteriormente la struttura.

Parco e opere d’arte

Una costante che rende ancora più piacevole la passeggiata per CityLife è Artline: un progetto di arte pubblica a cielo aperto, visitabile gratuitamente giorno e notte muovendosi tra grattacieli e gli antichi edifici in stile liberty che circondano la fontana delle “4 Stagioni”.

Le opere esposte in maniera permanente sono oltre venti, di cui 8 a cura di artisti under 40 e le rimanenti sviluppate da nomi internazionali già affermati.

CityLife futuro

Alcune secondo me sono imperdibili.

  • Vedovelle e Draghi Verdi di Serena Vestrucci sono una rivisitazione delle fontanelle pubbliche di Milano. Le forme di altri animali, come elefanti, giraffe e conigli hanno sostituito i classici bocchelli in ottone dalla forma di drago
  • Coloris di Pascale Marthine Tayou, l’opera decisamente più colorata di tutte. Consiste di una pavimentazione in calcestruzzo posta all’interno di un’aiuola che raffigura il planisfero terreste su cui si trovano piantati un centinaio di pali metallici dai colori pastello e di un’altezza variabile tra i 6 e i 12 metri. Sopra ad ognuno di questi si trova una chiusura realizzata con un uovo dello stesso materiale e colore;
  • Hand and Foot for Milan, è invece l’opera di Judith Hopf che ha installato tra le aiuole di CityLife, nei pressi delle residenze Hadid una grande mano e un grande piede che spuntano direttamente dal terreno. Entrambe sono create con l’utilizzo di enormi mattoni sagomati ad hoc per queste sculture e che collegano l’opera all’ingente opera di costruzione svolta proprio per gli edifici che la circondano.
CityLife futuro

E il caffé?

Non posso che consigliarvi una vera istituzione, ovvero Venchi, che si trova nella food plaza all’intermo del centro commerciale.

La storia di Venchi inizia nel 1800 in Piemonte, grazie alla passione per il cioccolato di Silviano Venchi.

A 16 anni Silviano inizia a creare cioccolatini nel suo negozio a Cuneo: in poco tempo la sua cioccolateria diventa la più rinomata della città, apprezzata per la straordinaria qualità degli ingredienti e per l’impareggiabile abilità nel presentare le sue creazioni come se fossero gioielli. Una vera e propria “boutique del cioccolato”.

L’azienda nasce ufficialmente nel 1878. Lo stesso anno Venchi lancia il suo Gianduiotto 1878 con un minimo 32% di nocciole Piemonte IGP, un prodotto ormai divenuto iconico.

Con una storia di 140 anni, oggi Venchi è un’azienda italiana che ha raggiunto riconoscibilità internazionale: più di 350 ricette di cioccolato, 90 gusti di gelato e sorbetti stagionali.

A secondo della stagione potete bervi un caffè, accompagnato, sempre, da un cioccolatino o mangiare, camminando lungo i giardini di City Life, un gustoso gelato, dai gusti “cioccolatosi” più vari.