Jatiluwih significa davvero incantevole ed è esattamente quello che si pensa quando si atterra a Bali, quando si vedono le sue coste dal finestrino, quando si capisce che l’aeroporto profuma di incenso e tutti sono cordiali, sorridenti e ci sono fiori dai mille colori ovunque.

È esattamente quello che vedrete nelle mani di chi prega, di chi cucina, di chi ti offre un frangipane, di chi con amore decora le stoffe con la preziosa arte del batik, di chi ti tocca la pelle in un lungo massaggio che arriva dal corpo fino al cuore.

Si trova nel sapore che assaggerete in ogni piatto mangiato nell’interno dove spezie e carne, con l’immancabile riso, creano un mix soave, e sulla costa dove il pesce, di solito appena pescato, è saporito e delizioso.

Tutto accompagnato con il succo di lime che non dimenticherete facilmente e la Bitang, birra locale fresca e leggerissima.

É quello che racconta il mare, non quello trasparente e turchese di altre zone sotto l’equatore, ma quello rumoroso dai flussi della marea, generoso e pescoso per chi lo rispetta e torna a riva con ceste piene e dalle mille sfumature aranciate in tramonti fuori dal comune.

È quello che ho scoperto in una serie di luoghi magnifici che spero di regalarvi in questo racconto per scoprire cosa fare a Bali per una vacanza indimenticabile.  




Andare al mercato di Ubud

Il mercato di Ubud è più un’esperienza di vita vera più che un ritrovo per fare la spesa, almeno per noi occidentali, è sicuramente uno dei luoghi dove andare a Bali.

Si trova nel centro di Ubud, tra Jalan Raya e Monkey forest street.

Si svolge al mattino presto ed è più facile trovare locali che turisti.

Gli odori vi stordiranno da quanto sono intensi e il rumore della vita attiva fa da contorno ai banchi colorati da ogni genere di mercanzia. Sono per lo più le donne a gestire banchetti improvvisati, su pick up e motorini, dove si possono acquistare diverse cose, dai vestiti alla frutta, ma anche articoli di artigianato e fiori per le offerte.

Oltre il traffico tra templi e case di artisti

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Ubud è il cuore artistico di Bali; la città ha numerose gallerie d’arte e musei.

Se volete sapere di più sulla storia e arte balinese, una visita al museo Puri Lukisan è più che dovuta.

Altra tappa obbligata è il Neka Art Museum, una galleria creata dal collezionista e mercante d’arte Suteja Neka, dove si possono ammirare diversi stili pittorici e anche fotografie in bianco e nero della Bali degli anni ’30.

Ma oltre i portoni decorati e pieni di statue, oltre il traffico assordante, si trovano angoli di pace nei vari templi disseminati qua e là e nel grande recinto del Palazzo Reale.

Il tempio più affascinante di Ubud è il Puri Saraswati Temple, conosciuto anche come tempio dell’acqua.

Pura Ulun Danu Bratan

Situato nei pressi di Candikuning, questo è un importantissimo tempio hindu-buddhista molto fotografato per via della sua posizione suggestiva: è completamente circondato dal lago Bratan, è un luogo dove andare se vi trovate a Bali.

È dedicato a Dewi Danu, la dea delle acque, in onore della quale i contadini fanno cerimonie e riti propiziatori per chiedere acqua in abbondanza.

I meru che si rispecchiano nelle acque del lago e le montagne che fanno da cornice creano un quadro meraviglioso, soprattutto nel momento in cui si svolgono le cerimonie propiziatorie e l’aria è invasa da incenso e musica.




La Monkey Forest

Nel cuore di Ubud, la capitale culturale di Bali, la Foresta delle Scimmie è una delle attrazioni turistiche dell’isola. Questa riserva è abitata da una colonia di macachi poco timidi e molto divertenti da osservare.

Attenzione però a non avere cibo nelle borse perché sono molto intelligenti e sono dei formidabili borseggiatori. Idem per occhiali, cappelli o altri oggetti che potrebbero suscitare la loro invidia.

Le risaie di Jatiluwih

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Se volete lasciarvi un po’ alle spalle il caldo di Bali dovete dirigervi verso la zona incredibile delle Risaie di Jatiluwih. Nel bel mezzo delle colline queste strisce di verde sono circondate da palme da cocco.

Guardate i balinesi che lavorano duramente nei campi e chiacchierate con loro per scoprire come si coltiva il riso. Rimarrete senza parole per il verde intenso le cui mille sfumature arrivano fino all’orizzonte.

Questo paesaggio mozzafiato non solo fa parte della vita della gente del luogo, è anche una testimonianza di come Bali non sia fatta solo di spiagge e di vie trafficate.

Vulcani sull’isola

Vi piace l’avventura? Allora salire sui vulcani Gunung Agung e Gunung Batur potrebbe essere l’attività per voi. Ammirare il Gunung Agung non è facile tuttavia, dato che è un’ascesa piuttosto intensa, ma la vista fenomenale vi farà dimenticare immediatamente della salita.

Nemmeno il Gunung Batur è facile, anche se la maggior parte delle persone dice che sia leggermente più semplice rispetto all’Agung. Assicuratevi di essere preparati e di indossare le giuste scarpe prima di partire.

Potete fare l’escursione con una delle tante guide, che si batterà per aggiudicarsi i vostri soldi non appena arriverete sul posto, ma i sentieri sono chiari ed è totalmente fattibile anche da soli.

Se andate per conto vostro tuttavia, non dimenticatevi di portare una torcia dato che le migliori vedute dal vulcano sono la mattina presto, prima dell’alba, e sono davvero mozzafiato!

Tirta Empul

Non è solo un tempio da vedere, Tirta Empul è una vera e propria esperienza. Qui infatti si trova una sorgente sacra e i balinesi periodicamente vengono a fare il bagno per purificarsi. Il nome significa proprio “sorgente sacra”: anche i viaggiatori possono immergersi nelle vasche e prendere parte al rituale.

Vi consiglio di non perdervi questa tappa: è il modo perfetto per entrare in contatto con la spiritualità e la cultura di questo Paese.

Dove dormire

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Se decidete di soggiornare ad Ubud il mio consiglio è quello di scegliere il Green Field Hotel situato nella parte sud della città, a circa 800 metri dal centro cittadino.

È suddiviso in vari appartamenti, ognuno con salottino esterno, camera e bagno. Lo stile é caratteristico, richiama infatti per fattura ed uso dei materiali le architetture tipiche indonesiane, gli spazi sono ampi e ben sfruttati.

Dispone di due piscine, una a sfioro con vista mozzafiato verso le risaie, una spa per godere dei classici massaggi balinesi, e una sala colazioni all’aperto dove poter assaggiare la colazione continentale che vira su sapori asiatici, succhi di frutta, uova espresse e altre mille leccornie.

Tra i servizi aggiuntivi è possibile richiedere lo shuttle gratuito o prenotare escursioni personalizzate nei dintorni.

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Specialità gastronomiche di Bali

Per quanto riguarda il cibo, potete impazzire quanto volete a Bali. Troverete dappertutto bancarelle di cibo che servono pasti abbondanti per pochissimo.

Gli stand sono ideali per i viaggiatori low cost, ma sono anche un modo perfetto per scoprire i piatti tradizionali. Bali è anche famosa per la sua tradizione della pesca e in particolare per il suo villaggio di pescatori Jimbaran.

A Jimbaran la spiaggia viene trasformata in un paradiso del cibo ogni singola notte, in cui vi potete sedere sulla spiaggia per ordinare i più deliziosi piatti di pesce, dall’aragosta alle cozze, fino ai gamberi giganti. È piuttosto turistico, ma il panorama mozzafiato del sole che tramonta sull’oceano vi aiuterà a scordarvelo immediatamente.

Un’altra città popolare per i buongustai a Bali è Ubud. Qui potete trovare autentico cibo indonesiano, così come ristoranti vegetariani e vegani e, vista la sua popolarità negli ultimi anni, ora ha anche alcuni bar di influenza occidentale.

Very local

Quando si viaggia a Bali è necessario provare almeno una volta il caffè di Kopi Luwak.

Kopi è la parola indonesiana per indicare il caffè e Luwak è il nome locale della civetta delle palme.

I Luwak mangiano le bacche di caffè e tramite la digestione le fanno fermentare in maniera particolare e poi le espellono. Nelle farm, sceglietene una etica, è possibile vedere il processo del caffè, assaggiarne una tazza e comprarne la polvere da portare a casa.

E’ uno dei caffè più buoni del mondo. Posso confermare.

Un’altra specialità da comprare a Bali, sempre in fabbrica specializzate, sono i sarong, intessuti a mano e lavorati con la tecnica del batik. Ovvero tessuti disegnati a mano dove il disegno è presente, vivo e brillante, solo sul lato nel quale è stato realizzato dalle ferme mani delle donne indonesiane.

Con questa tecnica vengono realizzate anche sciarpe e ancora di più grandi quadri da appendere alle pareti. Se volete un consiglio, sulla strada dell’aeroporto, fermatevi a Denpasar nella fabbrica Legong-Batik.

Questa è sicuramente una delle cosa fare a Bali per una vacanza indimenticabile.




Mare

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Bali è un’ambitissima meta per i surfisti di tutto il mondo, grazie alle onde perfette che si formano soprattutto nella spiaggia di Seminyak.

Ma anche per i subacquei grazie alla grandissima varietà di pesci tropicali che popolano queste acque. La spiaggia più bella a mio parere si trova a Nusa Dua, dove potrete praticare tantissime attività acquatiche come il jet sky, la banana boat, il parasailing e lo snorkeling.

Ma questa è anche la spiaggia che la sera diventa un vero ristorante a cielo aperto e dove viene grigliato in ogni dove il pesce freschissimo. E’ anche la spiaggia che la mattina si anima di un grazioso mercato ittico che vale la pena visitare, anzi vivere in punta di piedi senza intralciare la vita dei pescatori, degli avventori e dei commercianti.

Meditazione e equilibrio

Come probabilmente saprete, Bali è da sempre una meta molto zen e decisamente hippy. Non è quindi difficile trovare ristoranti che offrono piatti vegetariani e vegani. Infine il centro per antonomasia dello yoga a Ubud è lo Yoga Barn: offre un’ampia gamma di corsi di yoga, pilates, danza e discipline legate al benessere psicofisico.

Ubud: Non è Più Quella di Una Volta…

Si trova in mezzo all’isola, lontano dal mare ed è il posto dove andare a Bali. Ma non è più la Ubud di una volta, purtroppo è così, meglio saperlo subito.

Le strette strade del centro di Ubud dove fino agli anni novanta potevi camminare tranquillo e rilassato oggi sono letteralmente assediate da centinaia e centinaia di auto.

Dal mattino alla prima serata le vedi avanzare a fatica lungo la centralissima Monkey Forest Road, singhiozzando, incolonnate una dietro l’altra. I gas di scarico ammorbano l’aria.

Negli ultimi quindici anni il numero di auto, minibus e camioncini in circolazione sulle strade è decuplicato mentre le strette strade di Bali sono rimaste esattamente le stesse quindi il traffico è diventato infernale.

Ed è così mentre ripenso alle sensazioni intense, contrastanti e meravigliose che mi ha concesso questo viaggio, in questa terra così incantevole e preziosa, spero solo che noi occidentali, me inclusa, possiamo rispettare Bali, i suoi abitanti e le sue bellezze senza volerne fare per forza un avamposto dell’occidente, ma anzi portandone la grazia, parola estremamente religiosa, anche nelle nostre frenetiche giornate.

Vorrei che tutti portassimo a casa la filosofia balinese chiamata “tri hita karana“: tieni la vita in equilibrio come chiave per la felicità.