Una giornata a Pistoia
Ogni tanto sento il bisogno di rallentare, scoprire città meno battute, ma piene di fascino. Così ho deciso di dedicare una giornata a Pistoia, con la mia famiglia al seguito.
Indice
- 1 Colazione da Sosta Loft68 : dolcezze e pellegrinaggi
- 2 Simboli e conchiglie: Pistoia sulla Via di Santiago
- 3 Piazza Duomo: storia e tradizione
- 4 Tra mercati e piazze: Sala e Ortaggi
- 5 Galleria Vittorio Emanuele: un’anima parigina
- 6 Il Giardino di Cino
- 7 L’Arte di Daniel Buren e Pistoia Musei
- 8 Degustare Pistoia
- 9 Pistoia sotterranea
- 10 Il Museo dell’Ospedale del Ceppo e le opere di Della Robbia
- 11 Il più curioso tra i nomi delle strade di Pistoia
- 12 Le bocchette del vino? Anche qui!
- 13 Un dolce finale: i confetti ricci di Pistoia
- 14 La mappa dei luoghi di una giornata a Pistoia
- 15 Dove Parcheggiare? Al Garage San Pietro
- 16 Una giornata a Pistoia
Non è stato solo un tour turistico, ma un viaggio tra arte, curiosità, angoli nascosti e momenti di vera meraviglia condivisi con le persone che amo. E ve lo racconto con il cuore.
Colazione da Sosta Loft68 : dolcezze e pellegrinaggi
Siamo partiti con una colazione golosa da Sosta Loft68 , un locale luminoso, accogliente e moderno in pieno centro.
Anita e i nonni si sono lanciati su brioche calde con crema e marmellata, mentre io ho assaggiato una toast salato con prosciutto toscano e formaggio, accompagnata da un cappuccino perfetto. Una partenza col piede giusto.
Qui, mentre sorseggiavamo il caffè, ho notato delle immagini sul muro: conchiglie, mappe antiche, riferimenti al Cammino di Santiago. Incuriosita, ho chiesto informazioni.
La ragazza dietro il bancone mi ha raccontato che Pistoia è da secoli tappa dei pellegrini diretti a Santiago di Compostela, e custodisce una reliquia di San Giacomo proprio nella Cattedrale. Lo sapevate?

Simboli e conchiglie: Pistoia sulla Via di Santiago
Dopo colazione ci siamo messi in cammino, quasi da “pellegrini urbani”.
Guardando con attenzione i palazzi e le chiese, abbiamo iniziato a scovare le conchiglie del pellegrino scolpite nei muri, sui portali, nelle fontane. I bambini si sono divertiti a cercarle come in una caccia al tesoro. È incredibile come la città sia segnata da un viaggio millenario, a tratti invisibile, ma sempre presente.
Piazza Duomo: storia e tradizione
La nostra prima tappa “ufficiale” è stata la maestosa Piazza del Duomo. Qui ogni edificio racconta una storia: il Duomo di San Zeno, con la sua facciata romanica e l’imponente campanile, custodisce l’altare argenteo di San Jacopo, un capolavoro di oreficeria gotica che pochi conoscono, ma che può competere con i tesori di Siena o Firenze.
Di fronte, il Battistero di San Giovanni in Corte, in marmo bianco e verde, ha incantato i bambini per la sua forma ottagonale e la sua acustica perfetta. Abbiamo provato a sussurrare da un angolo e a sentire l’eco arrivare da un altro.
Qui il 25 luglio si celebra la Festa di San Jacopo, il patrono della città, con la celebre “Giostra dell’Orso”, una competizione a cavallo che si tiene proprio in piazza. Un’usanza che affonda le radici nel Medioevo e infiamma ancora oggi il cuore dei pistoiesi.






Tra mercati e piazze: Sala e Ortaggi
Proseguendo, siamo arrivati alla Piazza della Sala, un angolo vivacissimo e autentico. Tra banchi di frutta, pescherie, botteghe storiche e profumo di schiacciata appena sfornata, si respira la Pistoia di tutti i giorni. Abbiamo comprato qualche prodotto locale: fichi, pecorino stagionato e un vasetto di miele alle castagne.
Travel tips: tra ristorantini, botteghe storiche e banchi del mercato si trova anche un fontanella pubblica perfetta per dissetarsi e riempire le borracce.
A pochi passi c’è Piazza degli Ortaggi, perfetta per una sosta al volo. Localini con tavoli all’aperto, giovani, famiglie, anziani: tutto il meglio dello stile di vita toscano.
Qui è collocato il gruppo scultoreo in bronzo Giro del Sole, opera dell’artista pistoiese Roberto Barni, in cui tre giovani, in partenza da un unico centro, sembrano dirigersi verso punti diversi con gli occhi bendati e una lampada a olio nella mano destra. La tre figure a grandezza naturale, appena sollevate da terra su un disco di pietra, si confondono spesso con la folla del mercato settimanale nell’angolo riservato alla vendita dei fiori.
Galleria Vittorio Emanuele: un’anima parigina
Uno degli angoli più inaspettati è la Galleria Vittorio Emanuele, un passaggio coperto elegante, silenzioso e raffinato. Pavimenti decorati, vetrine storiche, architetture liberty: sembrava di essere in una piccola Milano (o Parigi). Ci siamo fermati a fare una foto ricordo sotto la volta di vetro e davanti alla facciata che stanca dal giallo e dall’ocra dei palazzi vicini.


Il Giardino di Cino
Durante la nostra passeggiata, ci siamo imbattuti in un luogo che non avevo mai sentito nominare prima ma che ci ha davvero sorpresi: il Giardino di Cino. Non è un vero giardino, ma un piccolo angolo urbano tra Piazzetta Sant’Atto e Vicolo dei Bacchettoni, trasformato in uno spazio d’arte a cielo aperto grazie all’energia creativa dell’Associazione Culturale Spichisi.
Il primo impatto è stato con NO HESITATION, un murale gigantesco firmato Millo, uno dei più noti street artist italiani. Bianco e nero, delicato e potente allo stesso tempo. Un invito silenzioso ma deciso a lasciarci andare, a mostrarci vulnerabili, a vivere senza esitazioni. Davanti a quell’opera, anche i bambini si sono fermati in silenzio, col naso all’insù, come ipnotizzati.
Abbiamo scoperto poi che questo spazio è in continua evoluzione. Nel 2019, ad esempio, ci fu un’installazione temporanea chiamata “Romanico Automatico”, firmata dallo studio Ecòl, che ha reinterpretato la pavimentazione in chiave contemporanea ispirandosi allo stile romanico tipico di Pistoia.
Ma la vera sorpresa è stata trovare, sull’altra parete della piazzetta, un murale appena realizzato nel dicembre 2024 dall’artista pistoiese Jonathan Calugi. Un’opera astratta, tutta bianca, che sembra una scrittura segreta disegnata da un “computer analfabeta” — così la descrive l’autore — che ci ha fatto riflettere su come comunichiamo oggi, nell’era digitale.
Un luogo intimo, fuori dai circuiti turistici classici, dove arte e città si incontrano per raccontare storie nuove. E noi, per un momento, ci siamo sentiti parte di quel racconto.

L’Arte di Daniel Buren e Pistoia Musei
Quest’anno (fino al 27 luglio 2025) la città ha ospitato una coloratissima mostra di Daniel Buren, artista francese famoso per le sue installazioni a righe. I giochi ottici, le geometrie colorate e i riflessi ci hanno fatto divertire tutti, grandi e piccoli.
Ma anche senza la mostra, vale la pena visitare le sedi di Pistoia Musei: Palazzo Buontalenti, Antico Palazzo dei Vescovi, San Salvatore… ognuno ospita pezzi di storia, arte sacra, contemporanea e design. Una vera scoperta!
Degustare Pistoia
Nel pieno centro storico di Pistoia, tre locali davvero imperdibili per assaporare i veri sapori pistoiesi e toscani:
- I Salaioli / La Cuvé (Piazza della Sala): perfetto per gustare piatti tipici toscani, pizza con lievito madre e cocktail in un’atmosfera elegante ma informale, aperto dalla colazione alla cena.
- Voronoi Ristocaffetteria (Piazzetta dell’Ortaggio): un ambiente giovane e vivace, ideale per un aperitivo ricco (il celebre VoroAperitivo) o una cena a base di piatti di pesce e pasta alla pistoiese in centro storico.
- Locanda del Capitano del Popolo (vicinanze Piazza del Duomo): atmosfera caratteristica e cucina autentica toscana con piatti locali curati e servizio accogliente.

Questi luoghi offrono ingredienti freschi e ricette davvero radicate nella tradizione pistoiese, come crostini, zuppe di pane, carni stufate e specialità di trippa o lampredotto, in eleganti ambienti nel cuore della città vecchia.
Pistoia sotterranea
Nel pomeriggio ci siamo spinti sotto la città, entrando in uno dei percorsi più affascinanti mai visti: Pistoia Sotterranea. Il percorso inizia proprio dall’antico Ospedale del Ceppo e ci ha portati per circa 650 metri sotto terra, seguendo l’antico letto del torrente Brana, tra canali di scolo, archi medievali e testimonianze di medicina e vita quotidiana.
Una guida appassionata ci ha raccontato delle antiche pratiche ospedaliere, delle erbe curative, delle tecniche chirurgiche medievali. I bambini ascoltavano con occhi sgranati, tra un pizzico di paura e tanto stupore. È un’esperienza che consiglio a tutti, anche solo per vedere Pistoia da un punto di vista totalmente inaspettato.
Il Museo dell’Ospedale del Ceppo e le opere di Della Robbia
Terminato il percorso sotterraneo, siamo tornati alla luce per visitare il Museo dell’Ospedale del Ceppo, all’interno dell’omonimo edificio. Sulla facciata si ammirano le celebri formelle in terracotta invetriata di Giovanni della Robbia, veri e propri “fumetti rinascimentali” che illustrano le opere di misericordia: curare i malati, nutrire gli affamati, accogliere i pellegrini.
All’interno del museo abbiamo potuto vedere antichi strumenti medici, documenti storici, e persino una sala operatoria ottocentesca perfettamente conservata.


Il più curioso tra i nomi delle strade di Pistoia
Tra le tante vie di Pistoia, ce n’è una che mi ha sempre colpito più delle altre: Via Abbi Pazienza. Forse perché fu mio padre a raccontarmi per primo la sua storia, e da allora non l’ho mai dimenticata.
Si dice che questo nome così insolito derivi da un episodio accaduto durante le aspre contese tra due potenti famiglie pistoiesi del Medioevo: i Cancellieri e i Panciatichi.
Pistoia, con il suo centro storico dal cuore medioevale, era teatro di frequenti lotte per il potere tra queste due fazioni: i Panciatichi, di parte ghibellina, e i Cancellieri, schierati con i guelfi.
In quel periodo, tradimenti e imboscate erano all’ordine del giorno, soprattutto nelle notti buie e tempestose.
Fu proprio in una di queste notti, lungo la stretta via che oggi collega Via Curtatone e Montanara a Piazza del Carmine, che accadde il famoso “fattaccio”.
Un uomo, nascosto nell’ombra e avvolto in un pesante pastrano, tese un agguato a un passante che stava rientrando a casa. I due, con ogni probabilità, appartenevano a famiglie rivali.
L’aggressore colpì il malcapitato alle spalle – secondo alcuni con una coltellata, secondo altri a suon di pugni e calci – finché questi non cadde a terra. Fu allora che il volto della vittima si scoprì, e l’aggressore realizzò l’errore fatale: aveva assalito un alleato, forse persino un amico!
A quel punto, non poté far altro che aprire le braccia in un gesto di rassegnazione e dire:
“Non eri tu che volevo colpire… abbi pazienza!”
E da quel giorno, la via prese proprio quel nome curioso e singolare: Via Abbi Pazienza.

Le bocchette del vino? Anche qui!
Una delle curiosità che ci ha fatto sorridere è scoprire che anche a Pistoia esistono le “bocchette del vino”, proprio come a Firenze. Minuscole aperture nei muri da cui si serviva il vino ai clienti direttamente dalla cantina. Abbiamo trovato una delle più famose in via Bonfanti: un dettaglio minuscolo che racconta secoli di vita quotidiana, tant’è che oggi è diventata una buca delle lettere.
Un dolce finale: i confetti ricci di Pistoia
Non potevamo andarcene senza un ricordo goloso. In una pasticceria del centro abbiamo comprato una scatola di Confetti Ricci, dolci tipici pistoiesi a base di anice e zucchero. Croccanti, profumati, perfetti da gustare mentre si torna a casa… o da regalare.
La mappa dei luoghi di una giornata a Pistoia
Su questa cartina dedicata a “Una Giornata a Pistoia“ ho segnato con i point makers tutti i luoghi di interesse descritti in dettaglio nel post da poterli localizzare con facilità e poter preparare un programma di visite.
Dove Parcheggiare? Al Garage San Pietro
Se venite in auto, vi consiglio vivamente il Garage San Pietro: è in pieno centro, comodissimo e permette di iniziare il tour a piedi senza stress. Ed è anche super economico.








Una giornata a Pistoia
Pistoia ci ha regalato una giornata intensa, piena di sorprese, perfetta per tutta la famiglia. Una città da vivere con calma, lasciandosi guidare dalla curiosità e dalla bellezza che si nasconde dietro ogni angolo.
Se cercate una destinazione autentica, ricca di arte e umanità, Pistoia vi aspetta a braccia aperte.
Se siete, come me, appassionati di città ed itinerari meno turistici potete leggere i racconti di viaggio a Pietrasanta, Orvieto, Borgo Parrini o Aielli.

