Il cinema ha il potere di trasportarci in mondi lontani, ma ci sono film che riescono a fare qualcosa di ancora più straordinario: trasformare luoghi reali in mete da sogno. È quello che accade con The Odyssey, il kolossal diretto da Christopher Nolan, che porta sul grande schermo il viaggio più famoso della letteratura occidentale scegliendo di girare gran parte delle scene in scenari autentici e mozzafiato.

Dalle spiagge incontaminate della Grecia ai paesaggi vulcanici dell’Islanda, passando per le acque cristalline della Sicilia e le antiche fortezze del Marocco, ogni location diventa parte integrante del racconto. Nolan rinuncia, quando possibile, agli sfondi digitali per affidarsi alla bellezza della natura e ai siti archeologici, regalando allo spettatore un’esperienza visiva straordinaria.




Per chi ama viaggiare, questo significa una cosa sola: è possibile ripercorrere davvero il cammino di Odisseo, visitando location del film The Odyssey che sembrano sospese tra mito e realtà.

In questo itinerario scopriremo tutti i Paesi che hanno ospitato le riprese di The Odyssey, raccontandone la storia, le curiosità e i motivi che li rendono tappe imperdibili per ogni appassionato di cinema e di viaggio.

La storia di The Odyssey

Prima ancora di diventare uno dei film più attesi degli ultimi anni, The Odyssey è stato uno dei racconti fondanti della cultura occidentale. Il film di Christopher Nolan prende ispirazione direttamente dall’Odissea di Omero, il poema epico composto circa tremila anni fa e ancora oggi considerato una delle opere letterarie più importanti mai scritte.

La storia segue il lungo viaggio di Odisseo, re di Itaca, che dopo la vittoria nella guerra di Troia cerca di tornare dalla moglie Penelope e dal figlio Telemaco. Un viaggio che, secondo il mito, sarebbe dovuto durare poche settimane ma che si trasforma in un’odissea lunga dieci anni.

Durante il percorso l’eroe affronta creature leggendarie, tempeste, divinità capricciose e prove che mettono continuamente alla prova il suo coraggio e la sua intelligenza. Incontra il Ciclope Polifemo, resiste al canto ammaliante delle Sirene, attraversa il regno dei morti, sfida la furia di Poseidone e approda su isole misteriose dove il tempo sembra essersi fermato.

Ma l’Odissea non è soltanto un racconto d’avventura.

È una storia che parla di nostalgia, di famiglia, di identità e del desiderio universale di ritrovare la strada verso casa, soprattutto dopo una guerra sanguinosa. Odisseo non è un eroe invincibile: sbaglia, cade, soffre e si rialza. È proprio questa sua umanità ad aver reso il personaggio immortale attraverso i secoli.

La legge di Zeus e i Popoli del Mare

Christopher Nolan affronta questo materiale con il rispetto che ha sempre dimostrato nei confronti delle grandi storie. Senza rinunciare al proprio stile narrativo, il regista costruisce un film che alterna momenti di spettacolo a riflessioni più intime, valorizzando il viaggio interiore del protagonista tanto quanto quello geografico.

La sua rilettura non si limita alle avventure più celebri di Odisseo, ma richiama anche il contesto culturale e spirituale del mondo omerico: il peso della legge di Zeus, che impone il rispetto dell’ospitalità (xenia) e punisce chi la infrange, diventa un filo conduttore che accompagna molti incontri del protagonista, mentre sullo sfondo si percepisce un Mediterraneo attraversato da guerre, migrazioni e civiltà in trasformazione.

È un richiamo, più evocato che esplicitato, all’epoca dei cosiddetti Popoli del Mare, quel periodo di grandi sconvolgimenti che segnò la fine dell’Età del Bronzo e che, secondo molti studiosi, costituisce lo scenario storico da cui presero forma i racconti epici attribuiti a Omero. Nolan intreccia così mito, storia e simbolismo senza mai trasformare il film in una lezione di archeologia, ma lasciando che siano le immagini e i paesaggi a evocare la profondità di un mondo sospeso tra realtà e leggenda. 

Il risultato è un’opera che non si limita a raccontare il mito, ma invita lo spettatore a viverlo. E quale modo migliore di farlo se non visitando proprio quei luoghi che hanno fatto da sfondo alle riprese?

Perché il film di Christopher Nolan ha conquistato il pubblico

Christopher Nolan non è nuovo alle grandi produzioni. Da Interstellar a Dunkirk, fino a Oppenheimer, il regista britannico ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di unire spettacolarità e profondità narrativa.

Con The Odyssey compie un passo ulteriore, scegliendo di raccontare un mito millenario attraverso immagini che sembrano dipinti in movimento.

Uno degli elementi che colpisce maggiormente è la fotografia. Le riprese in formato IMAX restituiscono tutta la maestosità dei paesaggi naturali, facendo percepire allo spettatore l’immensità del mare, delle montagne e delle coste rocciose attraversate da Odisseo.

La scelta di utilizzare il più possibile effetti pratici rappresenta un altro tratto distintivo della produzione. Navi costruite realmente, scenografie monumentali e location autentiche sostituiscono gran parte degli ambienti digitali, rendendo ogni scena incredibilmente credibile.




Il cast e le location del film The Odyssey

Anche il cast contribuisce a rendere il film memorabile. Matt Damon interpreta un Odisseo intenso e profondamente umano, combattuto tra il desiderio di tornare a casa e il peso delle ferite lasciate dalla guerra. Accanto a lui, Tom Holland veste i panni di Telemaco, il figlio cresciuto nell’attesa del ritorno del padre, mentre Anne Hathaway dà vita a una Penelope elegante, forte e capace di incarnare la resilienza dell’attesa. A completare un cast di altissimo livello troviamo Zendaya, Robert Pattinson, Charlize Theron, Lupita Nyong’o, Jon Bernthal, Benny Safdie, John Leguizamo, Mia Goth, Elliot Page, Corey Hawkins e Cosmo Jarvis, ognuno impegnato nel dare spessore ai personaggi del mito. Eppure, nonostante un ensemble di tale calibro, nessuno finisce mai per oscurare il vero protagonista dell’opera: il viaggio stesso. 

Ed è proprio qui che emerge il motivo per cui The Odyssey interessa anche gli appassionati di turismo.

Le location non sono semplici sfondi, ma raccontano una storia. Ogni spiaggia, ogni castello e ogni isola scelta da Nolan trasmettono un senso di autenticità difficilmente replicabile in studio.

Guardando il film viene naturale chiedersi dove si trovino quei luoghi e se sia possibile visitarli. La risposta è sì.

location del film The Odyssey

Gran parte delle ambientazioni sono facilmente raggiungibili e permettono di vivere un’esperienza che unisce cultura, natura e cinema. Alcune sono famose da secoli, altre sono ancora poco conosciute dal turismo internazionale e proprio per questo conservano un fascino ancora più autentico.

Il viaggio nelle location di The Odyssey diventa così molto più di una semplice vacanza: è un’immersione nella storia del Mediterraneo e nei paesaggi che, da migliaia di anni, alimentano il mito di Odisseo.

The Odyssey isn’t short of travel inspiration

The Odyssey non è soltanto un grande evento cinematografico: è anche una straordinaria fonte di ispirazione per i viaggiatori. Dopo fenomeni come il “Barbenheimer” e la “Brat Summer”, il 2026 potrebbe essere ricordato come l’estate di The Odyssey. Secondo GetYourGuide, la piattaforma dedicata alle esperienze di viaggio, il film ha tutte le caratteristiche per trasformarsi in un nuovo motore di turismo cinematografico.

Un’indagine condotta dalla piattaforma ha infatti evidenziato come il 77% delle persone sarebbe disposto a visitare una destinazione dopo averla scoperta attraverso un film, una serie TV, un video musicale o un libro. Il fenomeno è particolarmente forte negli Stati Uniti, dove la percentuale sale all’84%, seguiti da Regno Unito (81%), Germania (78%) e Francia (65%).

Un dato che conferma come il cinema continui a influenzare il modo in cui scegliamo le nostre mete: le storie che amiamo sullo schermo possono trasformarsi in itinerari reali, spingendoci a cercare quei paesaggi capaci di farci rivivere, anche solo per qualche giorno, le emozioni provate davanti alla pellicola.

Intervistato dall’agenzia AP, Nolan ha dichiarato: «Per me, girare in location reali, in scene come quelle dell’equipaggio che salpa sulla barca o affronta una tempesta, deve sembrare quasi un documentario. Voglio portare il pubblico lì, come se fosse davvero presente». 

Grecia: il cuore del viaggio di Odisseo

Se esiste un Paese che più di ogni altro rappresenta l’anima di The Odyssey, quello è senza dubbio la Grecia. Non è solo la terra che ha dato i natali al mito di Odisseo, ma è anche il luogo dove Christopher Nolan ha concentrato la maggior parte delle riprese, scegliendo paesaggi che sembrano rimasti immutati da migliaia di anni.

Qui il confine tra storia, leggenda e natura diventa sottilissimo.

Visitare queste location del film The Odyssey significa entrare in contatto con il Mediterraneo più autentico, fatto di acque turchesi, uliveti secolari, fortezze veneziane e spiagge considerate tra le più belle d’Europa.

Messenia: la culla del mito

Nel Peloponneso sud-occidentale si trova la Messenia, una regione ancora relativamente poco conosciuta rispetto alle isole greche più famose.

È proprio questa autenticità ad aver conquistato Nolan.

La Messenia offre una straordinaria varietà di paesaggi: baie sabbiose, promontori rocciosi, piccoli villaggi di pescatori e siti archeologici che raccontano oltre tremila anni di storia.

Passeggiando lungo la costa si comprende immediatamente perché questa zona sia stata scelta per rappresentare il viaggio di Odisseo. La luce cambia continuamente durante il giorno, il mare assume sfumature che vanno dal blu intenso al verde smeraldo e il vento sembra raccontare antiche leggende.

Per chi visita la regione, vale la pena dedicare almeno tre o quattro giorni all’esplorazione dei suoi borghi, delle spiagge e dei castelli affacciati sul mare.

Voidokilia Beach: una delle spiagge più belle del Mediterraneo

Tra tutte le location del film, probabilmente nessuna è tanto iconica quanto Voidokilia Beach.

Vista dall’alto, questa spiaggia forma un perfetto semicerchio di sabbia dorata, racchiuso tra due promontori rocciosi. Le acque sono incredibilmente calme e trasparenti, tanto da ricordare una gigantesca piscina naturale.

Camminare sulla battigia nelle prime ore del mattino regala una sensazione di pace assoluta.

Non sorprende che Nolan abbia scelto questo luogo per alcune delle sequenze più suggestive del film: la spiaggia possiede infatti un’atmosfera quasi irreale, dove il tempo sembra essersi fermato.

Gli amanti della fotografia dovrebbero raggiungere il vicino punto panoramico al tramonto. Da lassù si gode una vista spettacolare sull’intera baia, considerata da molti una delle più belle della Grecia.

location del film The Odyssey

La Grotta di Nestore: tra archeologia e leggenda

Pochi minuti di cammino separano Voidokilia dalla Grotta di Nestore.

Secondo la tradizione, proprio qui si trovavano le stalle del leggendario re Nestore, uno degli alleati di Agamennone durante la guerra di Troia.

Al di là del mito, la grotta rappresenta uno dei luoghi più affascinanti dell’intera regione.

L’ingresso si apre sulla costa, regalando una vista spettacolare sul mare Ionio. Le rocce scolpite dal vento e dalla salsedine creano giochi di luce che cambiano continuamente durante la giornata, rendendo l’ambiente perfetto per ricreare l’atmosfera misteriosa del viaggio di Odisseo.

Antro del Ciclope 

Qui Nolan ha girato la sensazionale sequenza dell’Antro del Ciclope.

Matt Damon ha raccontato che le riprese all’interno della grotta sono state tra le più impegnative dell’intera produzione, segnate fin dall’inizio da difficoltà impreviste. All’ingresso della cavità la troupe si è trovata davanti a una vera e propria barriera naturale: migliaia di api costringevano gli attori e la squadra tecnica ad attraversare quella «cortina» per poter accedere all’interno.

Ma le sfide non erano finite. Per ricreare fedelmente l’episodio di Polifemo tratto dall’Odissea di Omero, la produzione ha portato nella grotta circa quaranta pecore, elemento fondamentale del racconto: nella fuga dal Ciclope, infatti, Ulisse e i suoi compagni riescono a salvarsi nascondendosi sotto il ventre degli animali. L’ambiente chiuso, l’umidità e la presenza del gregge resero le condizioni di lavoro estremamente difficili. «Dopo un po’ tutto è diventato molto, molto umido e maleodorante», ha raccontato Nolan, ricordando una delle esperienze più estreme vissute sul set.

Il Castello di Methoni

Pochi castelli in Europa riescono a trasmettere la stessa imponenza del Castello di Methoni.

Costruito dai Veneziani nel XIII secolo, sorge direttamente sul mare ed è collegato alla terraferma da un lungo ponte in pietra.

Camminando tra le mura si ha la sensazione di attraversare un set cinematografico naturale. Bastioni, torri e camminamenti offrono scorci spettacolari sul Mediterraneo, soprattutto nelle ore del tramonto.

Non è difficile immaginare perché Nolan abbia individuato questo luogo come una delle ambientazioni perfette per il suo film: ogni pietra racconta secoli di battaglie, commerci e incontri tra civiltà diverse.




Acrocorinto: una fortezza sospesa nel tempo

Tra le location greche più sorprendenti figura anche Acrocorinto, una delle fortezze più grandi e meglio conservate della Grecia.

Situata su una collina che domina il Golfo di Corinto, offre una vista che spazia per decine di chilometri.

Le sue mura, costruite e ampliate nel corso di oltre duemila anni, raccontano il passaggio di Greci, Romani, Bizantini, Franchi, Veneziani e Ottomani.

Visitare Acrocorinto significa attraversare secoli di storia in poche ore, ma anche comprendere quanto il paesaggio fosse importante per Nolan. Da quassù lo sguardo abbraccia montagne, mare e pianure in un’unica prospettiva, restituendo quella sensazione di vastità che accompagna l’intero viaggio di Odisseo.

location del film The Odyssey

Consigli per organizzare il viaggio in Grecia

Il periodo migliore per visitare queste location è compreso tra maggio e giugno oppure tra settembre e ottobre, quando il clima è piacevole e le spiagge sono meno affollate.

Noleggiare un’auto è la scelta ideale per esplorare la Messenia e il Peloponneso in completa libertà, fermandosi lungo la costa nei piccoli villaggi dove il tempo sembra scorrere più lentamente.

Non limitatevi a rincorrere le location del film. Fermatevi in una taverna sul mare, assaggiate il pesce appena pescato, lasciatevi sorprendere dall’ospitalità greca e osservate il sole che tramonta sullo Ionio.

È in quei momenti che si comprende davvero come il viaggio di Odisseo non appartenga soltanto alla mitologia, ma continui ancora oggi a vivere tra queste coste.

Italia: la Sicilia e le isole dove il mito incontra il mare

Se la Grecia rappresenta il cuore dell’Odissea, l’Italia ne custodisce l’anima mediterranea. La Sicilia e il suo arcipelago sono da sempre legati alle leggende di Odisseo. Molti studiosi ritengono che proprio tra queste coste Omero abbia immaginato alcuni degli episodi più celebri del poema, dalle terre dei Ciclopi ai venti custoditi da Eolo.

Non sorprende, quindi, che Christopher Nolan abbia scelto proprio queste isole per raccontare alcune delle tappe più affascinanti del viaggio di Odisseo.

Qui il mare è protagonista assoluto. L’acqua assume sfumature che passano dal turchese al blu profondo, le scogliere sembrano scolpite da mani divine e ogni tramonto regala colori capaci di lasciare senza parole.

Favignana: il gioiello delle Egadi

Favignana è probabilmente una delle isole più spettacolari del Mediterraneo.

Conosciuta come “la farfalla sul mare” per la sua particolare forma, conquista i visitatori con calette nascoste, cave di tufo e un mare che non ha nulla da invidiare ai Caraibi.

Passeggiando tra le sue stradine bianche si respira ancora l’atmosfera autentica di un piccolo borgo marinaro. Le biciclette sostituiscono spesso le automobili e il tempo sembra rallentare.

Per Nolan rappresentava la location perfetta per evocare le isole misteriose incontrate da Odisseo.

Cosa fare: Il modo migliore per esplorare Favignana è in bicicletta, quindi vi consiglio di fermarvi almeno per una o due notti. Appena scesi dal traghetto, non dimenticate di fare una sosta all’U Bar du Marinaru per gustare il famoso caffè al pistacchio: un espresso con una cucchiaiata di crema al pistacchio. 

Il consiglio è dedicare almeno due giorni all’isola, alternando escursioni in barca a passeggiate lungo la costa.

Cala Rossa: uno spettacolo della natura

Tra tutte le spiagge di Favignana, Cala Rossa è probabilmente quella che lascia il ricordo più intenso.

Le alte pareti di roccia calcarea si tuffano direttamente in un mare incredibilmente trasparente, creando uno scenario quasi irreale.

La luce del mattino rende l’acqua color smeraldo, mentre nel pomeriggio il sole trasforma le pareti rocciose in un mosaico di sfumature dorate.

È uno di quei luoghi dove basta sedersi qualche minuto per comprendere perché il cinema ami così tanto il Mediterraneo.

Le isole Eolie: il regno del fuoco

Il viaggio continua verso le Eolie, un arcipelago vulcanico dichiarato Patrimonio UNESCO.

Qui la natura mostra tutta la sua forza.

Lipari

Lipari è l’isola più grande e rappresenta il punto di partenza ideale per esplorare l’arcipelago.

Tra vicoli bianchi, castelli, terrazze panoramiche e spiagge di pomice, offre un perfetto equilibrio tra cultura e mare.




Vulcano

L’odore dello zolfo accompagna il visitatore già durante l’arrivo.

Le fumarole, i fanghi termali e il grande cratere ricordano continuamente che quest’isola è ancora viva.

Salire fino alla cima del vulcano significa ammirare uno dei panorami più spettacolari del Mediterraneo.

location del film The Odyssey

Basiluzzo

Molto meno conosciuto rispetto alle altre isole, Basiluzzo è uno scoglio vulcanico circondato da un mare cristallino.

Le sue coste selvagge e l’assenza di costruzioni moderne hanno contribuito a renderlo perfetto per alcune sequenze del film.

Per chi ama snorkeling e immersioni rappresenta una tappa imperdibile.

L’Italia scelta da Nolan non è fatta di monumenti famosi o grandi città, ma di paesaggi che raccontano il Mediterraneo nella sua forma più autentica.

Se vuoi scoprire questa terra magnifica leggi la sezione IO SCELGO LA SICILIA.

Marocco: dove il deserto incontra la leggenda

Lasciando il Mediterraneo si raggiunge il Marocco, terra di antiche kasbah, montagne e deserti infiniti.

Da decenni Hollywood sceglie questo Paese per ambientare grandi produzioni storiche, e The Odyssey non fa eccezione.

Aït Ben Haddou

Pochi luoghi al mondo possiedono il fascino di Aït Ben Haddou.

Questa antica città fortificata in terra battuta sembra uscita direttamente da un racconto epico.

Passeggiare tra le sue stradine significa attraversare secoli di storia.

Le case in argilla, le torri decorate e il panorama sulle montagne dell’Atlante creano un’atmosfera unica.

Non è difficile immaginare eserciti, mercanti e viaggiatori attraversare queste mura.

Duna Bianca

La troupe di Odissea ha girato anche nella Duna Bianca, una distesa di sabbia chiara vicino a Dakhla, sulla costa del Sahara Occidentale. Nel film questo luogo rappresenta Ogigia, l’isola dove la ninfa Calipso trattiene Ulisse per sette anni prima che possa riprendere il viaggio verso Itaca.

È una zona la cui sovranità è da decenni contesa tra il Marocco e il Fronte Polisario, un gruppo armato locale che combatte per l’indipendenza del territorio: questa scelta ha ricevuto molte critiche da parte di associazioni e attivisti locali.

Ouarzazate

Conosciuta come la “Hollywood del deserto”, Ouarzazate ospita alcuni dei più importanti studi cinematografici del mondo.

Da qui sono passate produzioni come Il Gladiatore, Lawrence d’Arabia, Game of Thrones e naturalmente The Odyssey.

Per gli appassionati di cinema vale la pena visitare gli studi e scoprire come vengono realizzati alcuni dei set più imponenti.

Marrakech ed Essaouira

Le riprese hanno interessato anche Marrakech e la splendida città costiera di Essaouira.

Marrakech conquista con i suoi souk, i profumi delle spezie e i palazzi decorati.

Essaouira, invece, regala un’atmosfera completamente diversa.

Le mura affacciate sull’Atlantico, il porto pieno di barche blu e il vento costante rendono questa città una delle più affascinanti del Marocco.

Se vuoi scoprire questa terra magnifica leggi la  SCOPRI IL MAROCCO A PARTIRE DALLA COLAZIONE 

Islanda: il volto più selvaggio del viaggio

L’Islanda rappresenta il lato più misterioso dell’intero film.

Qui la natura sembra appartenere a un altro pianeta.

Montagne nere, ghiacciai, cascate immense e campi di lava diventano lo sfondo perfetto per i momenti più drammatici del viaggio di Odisseo.

Hjörleifshöfði

Questo promontorio vulcanico domina una delle coste più spettacolari dell’isola.

Il contrasto tra il nero della sabbia e il verde dei prati crea immagini di straordinaria potenza visiva.

Camminare qui significa sentirsi minuscoli davanti alla forza della natura.

Le spiagge nere

Le celebri spiagge vulcaniche dell’Islanda sono tra le più fotografate al mondo.

Il rumore incessante delle onde e il colore scuro della sabbia regalano un’atmosfera quasi surreale.

Non sorprende che Nolan le abbia utilizzate per rappresentare alcuni dei momenti più oscuri del viaggio.

Tra ghiacciai e cascate

L’Islanda è una continua successione di meraviglie naturali.

Ogni curva della strada regala una cascata, un canyon o un ghiacciaio.

Per questo motivo è consigliabile percorrerla in auto, dedicando almeno una settimana all’esplorazione della costa meridionale.




Scozia: castelli e coste battute dal vento

La Scozia è il Paese delle leggende.

Le sue scogliere, il Mare del Nord e i castelli medievali trasmettono un senso di mistero che si sposa perfettamente con il racconto dell’Odissea.

Findlater Castle

Arroccato su uno sperone di roccia a picco sul mare, Findlater Castle è uno dei castelli più spettacolari della Scozia.

Le sue rovine sembrano sospese tra cielo e oceano.

Nelle giornate di vento è facile comprendere perché il luogo sia stato scelto per evocare la forza del mare.

Proprio qui era ormeggiata la Draken Harald Hårfagre, la più grande nave vichinga costruita in epoca moderna. È lunga 35 metri, fu realizzata tra il 2010 e il 2012 ed è stata utilizzata dalla produzione per ricreare l’imbarcazione di Ulisse. 

location del film The Odyssey

Moray Firth

Questa ampia insenatura è famosa per la presenza dei delfini, ma anche per le sue coste selvagge.

Passeggiare lungo la spiaggia significa ascoltare soltanto il rumore delle onde e il richiamo degli uccelli marini.

Culbin Forest

Boschi, dune e sentieri si alternano creando paesaggi completamente diversi da quelli mediterranei.

La Scozia offre così il perfetto contrappunto alle coste assolate della Grecia.

Stati Uniti: dove la tecnologia completa la magia

Pur privilegiando le location naturali, Christopher Nolan ha utilizzato anche alcuni studi cinematografici statunitensi per le sequenze più complesse.

Tra questi figurano gli Universal Studios e i Sony Pictures Studios in California.

Qui sono stati realizzati set tecnici, vasche d’acqua controllate e scene che richiedevano condizioni impossibili da ottenere all’aperto.

È interessante notare come Nolan abbia scelto gli studi soltanto quando strettamente necessario.

Il cuore del film resta infatti il contatto diretto con paesaggi autentici, una scelta che contribuisce a rendere The Odyssey così immersivo e realistico.

Un viaggio che continua anche dopo i titoli di coda

L’Odissea non è un documento storico. È un’opera letteraria che da quasi tremila anni continua a essere raccontata, reinterpretata e trasformata. Ogni epoca ha avuto il suo Ulisse, ogni artista ha trovato un modo diverso per dare voce a quel viaggio senza tempo. Per questo motivo, pretendere che un adattamento cinematografico sia una copia perfetta del poema di Omero significa, forse, dimenticare la natura stessa del mito.

Sì, anch’io avrei voluto vedere alcuni personaggi raccontati in modo diverso – penso, ad esempio, a Nausicaa – ma allo stesso tempo mi chiedo: avrebbe senso pretendere un’assoluta fedeltà etnica, sociale o letteraria quando accettiamo senza esitazione che gli eroi parlino in inglese, o che un poema tramandato oralmente prenda vita attraverso una macchina da presa IMAX?

location del film The Odyssey

La versione di Christopher Nolan

Christopher Nolan non cerca di sostituirsi a Omero. Fa ciò che ogni grande narratore ha sempre fatto: offre una nuova lettura, personale e profondamente cinematografica, di una storia che appartiene all’umanità intera.

Il cavallo di Troia affonda lentamente nella sabbia. La città brucia. Il mare, invece di promettere il ritorno, diventa un confine popolato di ombre, mostri e divinità. Ma, soprattutto, diventa il riflesso dell’animo di Ulisse.




Nolan non mette semplicemente in scena il viaggio di ritorno verso Itaca. Racconta ciò che la guerra lascia dentro un uomo quando il fragore delle armi si spegne. L’eroismo appartiene ormai al passato; restano il peso delle scelte, i fantasmi della memoria e quegli inferi interiori che, prima ancora del mare, ogni essere umano è chiamato ad attraversare.

È questo, forse, l’aspetto che mi ha colpita di più. Ogni scena trova il proprio posto con una naturalezza sorprendente, ogni interpretazione contribuisce a costruire un equilibrio che non cerca mai il semplice spettacolo fine a sé stesso. Per un attimo, uscendo dalla sala, ho avuto la sensazione che perfino gli antichi aedi avrebbero ascoltato questo racconto con curiosità, più interessati alla forza della narrazione che a contare le differenze rispetto alla versione precedente.

Il mio consiglio

E allora il consiglio è semplice: lasciate da parte la tentazione di trasformare ogni scena in un confronto filologico. Godetevi questo film per quello che è: un’opera cinematografica straordinaria, capace di emozionare, sorprendere e far venire voglia di ripartire. Riguardatelo una seconda volta, una decima, magari una centesima. E concedetevi anche quella piacevole sensazione di straniamento che nasce quando ci si accorge di non avere tutte le risposte, lasciandosi guidare dalla visione di chi ha scelto di raccontare ancora una volta uno dei più grandi viaggi della storia.

(Piccola nota personale: sono laureata in Letteratura e Cinema e l’Odissea l’ho letta più volte nel corso degli anni… anche se, lo ammetto, mai in greco antico.)

FAQ

Dove è stato girato The Odyssey di Christopher Nolan?

Le riprese si sono svolte principalmente in Grecia, Italia (Sicilia ed Eolie), Marocco, Islanda, Scozia e, per alcune scene tecniche, negli Stati Uniti.

Qual è la location più famosa del film?

La spiaggia di Voidokilia, in Grecia, è una delle ambientazioni più iconiche grazie alla sua spettacolare forma a mezzaluna e al mare cristallino.

Si possono visitare tutte le location?

Sì. La maggior parte dei luoghi è aperta al pubblico ed è facilmente raggiungibile organizzando un viaggio in autonomia.

location del film The Odyssey

Qual è il periodo migliore per visitarle?

Per Grecia, Sicilia e Marocco sono ideali la primavera e l’inizio dell’autunno. Islanda e Scozia offrono il meglio tra giugno e settembre.




Quanto tempo serve per visitare tutte location del film The Odyssey?

Per un viaggio completo occorrerebbero almeno tre settimane, ma è possibile organizzare itinerari dedicati a ciascun Paese.

Vale la pena visitarle anche senza aver visto il film?

Assolutamente sì. Sono destinazioni di straordinario valore paesaggistico, storico e culturale, capaci di affascinare qualsiasi viaggiatore.