Menfi, è uno spettacolo che fa bene al cuore. Lontanissimo dalla Sicilia che ho sempre conosciuto da piccola e che improvvisamente mi ha conquistata dopo averne tanto sentito parlare.

Menfi è dove la Sicilia ti abbraccia.

La Sicilia, infatti, se la guardi, lo fai fissandola dritta negli occhi, altrimenti equivale a dire di non averla vista.

E’ una terra mitologica, un terra difficile, una terra che si ama o si odia.


È una terra con la quale ti devi sporcare le mani, in cui non puoi fare solo il turista, ma devi fare il viaggiatore. È una terra nella quale devi essere guidato ed è una terra in cui vorrai ritornare.


È una terra da percorrere km dopo km per scoprirne i segreti, ammirarne i colori dall’ocra al blu, gustarne i sapori e farti lasciare graffi sulla pelle e segni indelebili dentro al cuore.

È una terra così selvaggia, temeraria e marina da nascondere incanti che hanno sedotto un angolino della mia memoria, per sempre.

Tra questi incanti, non poteva che rientrare anche la cittadina di Menfi con il suo mare e i suoi dintorni che scopriamo con #ripartiAMOitalia.

Mare

Menfi mare

Menfi non è solo un punto geografico della Valle del Belìce, è storia, civiltà della vite e cultura contadina.

Il mare e il vino le appartengono: una dimensione liquida che riempie lo sguardo fin dalle spiagge dorate, da cui vigneti a perdita d’occhio si dipanano in filari ordinati su, verso le colline.

Il paesaggio intorno a Menfi, ordinato dalla mano sapiente dell’uomo, sorprende per la ricchezza dell’agricoltura. A sud, l’azzurro del mare, che lambisce alcune delle spiagge più belle ed incontaminate del Mediterraneo.

L’antico borgo marinaro di Porto Palo sorge al centro di un ampio golfo ed è oggi la più rinomata località balneare del territorio, luogo di attracco di imbarcazioni da diporto e di uno sparuto numero di piccoli pescherecci. Il suo paesaggio è inconfondibilmente sovrastato da una Torre di avvistamento anticorsaro, costruita nel 1583 in cima al promontorio.

Menfi Mare

L’antico insediamento di pescatori si inerpica sul promontorio con bianche casette che hanno conservato l’antica fisionomia affacciandosi sul porto, l’antico approdo orientale della vicina Selinunte.

Il litorale è di sabbia chiara e finissima e qui si concentrano i pochi stabilimenti balneari del territorio, lasciando per il resto libero accesso alle spiagge dall’acqua limpidissima.

Cultura

Il territorio di Menfi, situato tra i fiumi Belìce e Carboj, fu abitato sin dall’età preistorica. La città moderna fu fondata nel 1637 da Diego Aragona Tagliavia Pignatelli ed il suo tessuto urbano, a scacchiera, è unico nel suo genere soprattutto in Sicilia.

Menfi


Per gli amanti delle architetture religiose consiglio di visitare la Chiesa Madre dedicata a  Sant’Antonio di Padova che sebbene distrutta dal sisma nel 1968 venne ricostruita ancora più bella di prima tanto che nel 1705 venne elevata a parrocchia.

Pensate che questa chiesa fa parte dei monumenti architettonici che costituiscono il vero cuore di Menfi insieme Palazzo Ravidà e a Palazzo Pignatelli e la Torre Federiciana nella piazza del paese.

Valgono una visita anche la Chiesa e il Collegio di Maria Santissima Annunziata con la loro Torre dell’Orologio ancora più suggestiva all’ora del tramonto.

Palazzo Ravidà


Menfi, poi, è sede di un ricco Museo Malacologico la cui collezione che raccoglie quasi 5.000 conchiglie provenienti dal mare di Porto Palo e da tutti i mari del mondo. Il mio consiglio è quello di contattare la struttura, con un po’ di anticipo, per verificare gli orari di apertura.

La natura

Basta voltare le spalle alla linea di costa e far correre gli occhi sulle colline ricamate da interminabili filari di viti per capire che ci si trova nel vigneto più grande d’Europa, dove aziende storiche, come Cantina Settesoli, e altre molto giovani hanno rilanciato l’immagine del vino siciliano.

Menfi

È questo il Menfishire, uno dei più importanti distretti vitivinicoli della Sicilia, ove  l’agricoltura è la fonte dello sviluppo dell’economia e della comunità locale.

Qui, accanto ad eccellenti vini, nascono anche un ottimo olio di oliva da varietà autoctone, e prodotti ortofrutticoli quali il carciofo e il melone d’inverno. Un ambiente naturale unico, una costa di Sicilia ancora poco conosciuta e per questo incontaminata.

Menfi Giglio Marino

Spiagge, fiumi, colline, vigneti, uliveti, ed un sole abbagliante che splende tutto l’anno creano un patrimonio ambientale di inestimabile biodiversità. Qui trovano il proprio ambiente ideale la palma nana e giglio marino, l’airone e la tartaruga caretta caretta che sceglie questo territorio per deporre le proprie uova.

Cosa vedere nei dintorni

Menfi è anche la base ideale per una vacanza da sogno nella Sicilia occidentale e punto di partenza per visitare i dintorni ricchi di storia, natura e arte di ogni tipo.

Selinunte

Selinunte

Ogni elemento che compone questo intricato sistema di strade, case, templi, mura, porti, mare, dune, lascerà il ricordo di un’infinita emozione. Questo è quello che succede quando si visita il Parco Archeologico di Selinunte al tramonto.


Selinunte, antica città greca, è situata sulla costa occidentale della Sicilia, nella provincia di Trapani.

7 Templi, compongono il Parco Archeologico, alcuni in buono stato di conservazione, costruiti secondo un rigoroso ordine dorico, lo stile architettonico greco più antico, altri solo conservati in minime parti, ma ancora santuari, necropoli, le cave di Cusa e il Baglio Florio che contiene il museo relativo ai reperti trovati in loco.

Selinunte


Qui mito, leggenda e storia si incontrano e regalano un viaggio emozionante e ricco di suggestioni a che vi trascinerà in un vortice bellissimo fuori del tempo e dallo spazio.

Cretto di Burri

“Il Cretto è un luogo di narrazione e conoscenza dove c’era vita, oggi c’è conservazione di memoria: prima era tabernacolo di morte, oggi sacrario che genera vita” Così racconta in un’intervista l’assessore alla cultura di Gibellina.


Il Cretto di Gibellina è, infatti, un’opera di land art voluta dall’allora sindaco Ludovico Corrao e realizzata, a metà anni ’80, da Alberto Burri, lì dove un tempo sorgeva la città di Gibellina vecchia.

Cretto di Burri


Una distesa di 80 mila metri quadri di cemento bianco e detriti che racconta la storia di una città scomparsa dalle cartine geografiche.

Il centro storico di Gibellina venne distrutto da un terremoto il 15 gennaio 1968, provocando 1150 vittime, 98.000 senzatetto e sei paesi distrutti nella valle del Belice, in provincia di Trapani.


Burri compattò le macerie, le racchiuse in cemento armato, tra i vari blocchi lasciò traccia delle vecchie strade ormai inservibili e creò questo immenso cretto bianco a perenne ricordo di quell’avvenimento così distruttivo.


Spiaggia delle solette

Nessuna comodità, solo silenzio, natura e mare blu giustificano la discesa verso la spiaggia delle Solette. Ad aspettare gli amanti di sole e mare ci sono insenature silenziose che si aprono di fronte a una tenuta dove decine di asinelli pascolano liberi. La spiaggia è la continuazione ideale della riserva del Belice e, anche qui, niente lidi, chiringuito o chioschi. I pochi frequentatori passano il tempo divorando libri e facendo interminabili camminate per scoprire che la macchia mediterranea più selvaggia e disordinata può lasciare il posto a file interminabili di vigneti ordinatissimi.

Menfi Mare

Non a caso Menfi, anno dopo anno, viene premiata con la Bandiera Blu, prestigioso riconoscimento internazionale che premia la qualità delle acque e l’attenzione riservata al viaggiatore.

Dove fare colazione

Altro che cappuccino e cornetto: in Sicilia la colazione per eccellenza è “a granita câ brioscia”, praticamente un binomio inscindibile. Non una semplice abitudine, ma una vera e propria istituzione che permette di iniziare la giornata con dolcezza e freschezza.

Se siete di passaggio o in vacanza a Menfi non potete che scegliere di fare una colazione da Euro Caffè e gustarvi le delizie siciliane accompagnate dal sorriso e dalla solarità di Erika, la proprietaria.


La tradizione della granita siciliana affonda le sue radici nella dominazione araba, poi evoluta, soprattutto nel versante orientale dell’isola, in una vera e propria tradizione, soprattutto nella versione al limone.

colazione siciliana

Un rito. Un’abitudine. Prima di tutto un modo di vivere.

La verità è che le albe di Menfi, ma anche i suoi tramonti, l’accoglienza dei suoi abitanti, il paesaggio che riempie di costante stupore già mi fanno sperare in una nuova visita per continuarne a scoprire i dintorni e la ricca gastronomia.

Nella mia agenda ci sono già due o tre indirizzi segnati.

Quindi deliziosa Menfi questo è solo “un arrivederci”.