Africana, mediterranea e europea, Tunisi è una città cosmopolita e multiculturale, ma anche provinciale e intima. E’ una spettacolare realtà dove il tempo sembra essersi fermato e come molte città del nord Africa ha due cuori, due anime contrapposte e integrate tra di loro.

Visitare Tunisi in un fine settimana, le due anime della città

Da una parte c’è la Medina araba con le sue stradine arzigogolate, i suq, le case con gli ampi portoni dalle particolari decorazioni e dall’altra la città nuova con il suo reticolo ordinato, i balconi di ferro battuto, i caffè, il traffico e le palme.

Ed allora diventa bello perdersi attraverso il labirinto di strade strette e tortuose che, a prima vista, possono sembrare disorientanti, ma in breve tempo si rivelano divertenti, in quanto consentono di scoprire angoli nascosti, antichi palazzi dai mirabili arricchimenti o i minareti delle moschee che sono disseminati per la città.




La cattedrale di San Vincenzo De’ Paoli

Merita sicuramente una visita la bella Cattedrale di San Vincenzo de’ Paoli, sede della comunità Cristiana tunisina. Situata alle porte della Medina, questa chiesa si distingue per l’imponente stile romanico-bizantino, e per le due torri campanarie su cui spiccano le cupole in stile arabesco.

Il marmo con cui è realizzata la struttura proviene dalla miniera di Djebel-oust, rimessa in funzione appositamente per la realizzazione di quest’opera mentre l’ingresso avviene attraverso una portale con tre archi sovrastato da un rosone con una grossa croce.

All’interno della cattedrale vedrete alcuni grandi affreschi. Le opere furono realizzate nel 1930 e raffigurano martiri cristiani d’Africa, fra cui, vedrete nell’area centrale, S. Cipriano e sant’Agostino in abiti vescovili in atto benedicente, mentre sul fondo del coro vedrete la statua della Nostra Signora di Cartagine.

La Medina

Visitare Tunisi in un fine settimana

La Medina, la vera anima della città, è la zona più antica di Tunisi sviluppatasi a partire dal 698 intorno alla Moschea di Al-Zaytuna.

Riconosciuto nel 1979 Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, questo labirintico quartiere, si snoda in una fitta ed intricata rete di stradine e viottoli al cui interno coesistono monumenti, palazzi storici, moschee ed ovviamente le caratteristiche botteghe e negozi del Suq, il mercato centrale; tappeti, stoffe, oggetti in rame, argenteria, ceramiche, ori e mercanzie di ogni tipo!

Perdetevi tra le tortuose e confusionarie strade della Medina, barattate con i mercanti e fermatevi a gustare un tè alla menta in uno dei tanti locali: tornerete così indietro nel tempo in un’epoca perduta tra palazzi di rara bellezza, spezie profumate e colori accesi. È un luogo magico dove ogni situazione è imprevista e imprevedibile.

La Moschea di Al-Zayatouna

Altra tappa imperdibile del vostro viaggio a Tunisi è senza dubbio la grande Moschea di al-Zaytouna, uno dei più importanti luoghi di culto del mondo musulmano. L’edificio, costruito con materiali provenienti dai resti dell’antica Cartagine, è davvero imponente ed occupa una superficie di 5000 metri quadrati.

Un’antica leggenda narra che nel luogo in cui oggi sorge la moschea, un tempo si trovasse un oratorio ed un albero di ulivo, motivo per cui tuttora è conosciuta come la Moschea dell’Olivo.

L’edificio è costituito da un cortile di marmo bianco circondato da un porticato, un’imponente sala di preghiera ed una biblioteca con alcune scuole islamiche, dette mederse ed ovviamente il bellissimo minareto, impossibile da non notare alzando lo sguardo verso il cielo. L’ingresso è consentito solamente ai musulmani e l’unica parte accessibile è costituita dal giardino esterno con il porticato (ingresso 5 dinari, circa 2€).

Nei dintorni della Moschea si trovano molti mercanti di tappeti che vi inviteranno ad ammirare il più bel panorama di Tunisi dall’alto di una delle tante terrazze nei paraggi; se lo ritenete opportuno contrattate pure sul prezzo di questa visita speciale ed avrete qualche foto ricordo della città da una prospettiva panoramica.




Il museo del Bardo

E quando tutto questo vi avrà incantato potrete recarvi nelle grandi Avenue o addentrarvi nel quartiere del Bardo. Dove una volta c’era la campagna e le residenze nobiliari adesso si é creata una sorta di periferia.

Nel tragitto osserverete la vita vera dei tunisini: i bar pieni di uomini che sorseggiano tea, le macellerie con le carni appese in bella mostra e i piccoli negozi di quartiere pieni di mercanzia di ogni tipo.

L’idea che si ha è che la situazione sia apparentemente tranquilla. La gente parla volentieri, i bambini schiamazzano per le strade, le donne – con velo e senza- passeggiano insieme, i ragazzi proseguono la propria vita.

Poi si entra nel museo del Bardo e si è sopraffatti dalla bellezza.

Una bellezza che grida di essere vista e di non essere abbandonata. Una bellezza che ha centinaia di anni e che continua ad essere il ricordo di popoli che pur scontrandosi poi salvaguardarono la propria cultura e la integrano con quella degli altri.

Cosa vedere nel Museo Bardo

Dopo il brutale attentato avvenuto il 18 marzo 2015, visitare il Museo del Bardo con la targa all’ingresso riportante i nomi delle 22 vittime è senza dubbio un’esperienza che non vi lascerà indifferenti, ma proprio per questo la ritengo doverosa, oltre che per il suo immenso valore artistico del museo, anche perché rappresenta una vittoria della cultura contro la paura. Io l’ho visitato proprio un mese dopo il doloroso attentato.

Ospitato nella splendida residenza del bey del XIX secolo, il museo, circondato da un grande giardino, è uno straordinario esempio di architettura arabo-musulmana. Al suo interno è custodita la più ampia collezione di mosaici romani al mondo, con opere che vanno dal II secolo a.C. al VII secolo d.C.. Da non perdere anche le collezioni di arte greca e islamica.

Per la visita del museo impiegherete circa 2 ore ed il biglietto di ingresso costa 11 dinari (5€). Vi consiglio di recarvi presto al mattino o nel tardo pomeriggio, evitando così la folla di turisti delle ore centrali.

Cartagine

E se tutto questo non vi basta recatevi a Cartagine. E’ sicuramente una meta imperdibile per visitare Tunisi in un fine settimana.

Ognuno ha incrociato la storia di questo sito archeologico che tanto ha legato il suo destino a Roma. Oggi ne rimangono solo un mucchio di rovine che evocano il suo glorioso ed epico passato: dal passaggio di Annibale, alla leggendaria regina Didone e del suo amore per Enea, fino a Luigi IX di Francia che qui morì durante una crociata.

Visitare Tunisi in un fine settimana

Arrivati a Cartagine imparate subito che i siti archeologici interessanti da vedere sono più di uno, dislocati ad una certa distanza uno dall’altro, ma sicuramente non si possono perdere le terme di Antonino e l’antico porto militare. 

Già da queste vestigia e da quelle che si intravedono intorno ci si può immaginare che meraviglia mozzafiato poteva essere l’antica città che si estendeva dalla rocca fino al mare.

Ed ecco che, dopo questo avvincente salto nella storia, non vi resta che proseguire il viaggio e recarvi a scoprire con più attenzione i dintorni di Tunisi, la sua natura e le tradizioni dei suoi abitanti.

Sidi Bou Said

Sono partita per la Tunisia con grande entusiasmo, immaginando di visitare un luogo con scenari già visti e amati in Marocco. Invece, pur essendoci naturalmente molte similitudini, ogni nazione ha un proprio “spirito” che la caratterizza, rendendola unica e, per questo, affascinante.

Ecco che potrete recarvi a Sidi Bou Said, una deliziosa cittadina a strapiombo sul mare.

Con le sue cascate di buganville e i gerani color rosso acceso sui muri bianchi accecanti in cui si aprono finestre protette da inferriate blu, e con i suoi vicoli ripidi lastricati di ciottoli e gli straordinari scorci di mare azzurro, Sidi Bou Said appare come una delle località più belle della costa tunisina.

È un piacere semplicemente camminare, sulla strada principale e nei vicoletti, fino ad arrivare ad alcuni punti con splendidi panorami sul mare, con il porticciolo ai piedi del pendio.

Cosa vedere a Sidi Bou Said

Il paese è pieno di negozi di artigianato, alcuni proprio per turisti, altri di prodotti veramente locali: si possono trovare le ceramiche colorate, le stole classiche della Tunisia e gli specchi che ricordano i portoni decorati.  Poi per chi sa cercare vi sono dei bugigattoli un po’ defilati che vendono profumi speciali ed artigianato vero.

Nella cultura araba è obbligatorio il mercanteggiamento. Ma si invita a procedere solo se interessati all’acquisto perché quasi sempre i venditori accettano la controproposta al ribasso.

A metà della via principale c’é un piccolo slargo, laggiù sul lato sinistro, proprio all’inizio di una stradina laterale si trova un negozio su due piani che vende vasellame e stoffe. I venditori sono cordiali, la merce è molto curata e diventa divertente anche contrattare per portarsi a casa un pezzo di Tunisia.

Non può mancare, anche, una sosta in una delle celebri terrazze dove ordinare e bere quietamente il famoso tea alla menta con pinoli.

E se mentre camminate vi viene un languorino potete fermarvi ad uno dei chiostri che vendono i bambalouni, delle grosse e zuccherose ciambelle che sembrano essere una specialità di Sidi Bou Said.




Sidi Bou Said è il luogo più rappresentativo del culto del gelsomino.

Tra giugno e settembre le piante di gelsomino e zagara, che abbelliscono i cortili delle case, spandono il loro dolce odore in tutte le strade.

Questo fiore fu portato dall’Andalusia dagli arabi, e con il tempo è diventato un simbolo della cultura locale, nella quale rappresenta la sensualità e la raffinatezza.

Visitare Tunisi in un fine settimana

Alla sera, verso le 5, camminando per il paese vi capiterà di incontrare i venditori ambulanti di fiori di gelsomino. Infatti, in passato le donne tunisine, nei loro cortili, realizzavano collane con fiori di zagara e mazzolini di gelsomini. Adesso è diventata tradizione venderli per strada o riceverne in dono.

Il nome locale è Machmum che deriva dal verbo arabo “Chamma” che significa proprio annusare.

E sappiate che la tradizione vuole che, indistintamente uomini e donne, “indossino” i mazzolini dietro le orecchie.

La Marsa tappa imperdibile per visitare Tunisi in un fine settimana

Se invece non volete dormire nel centro di Tunisi o volete abbinare un po’ di relax sulla spiaggia alla conoscenza della città potete soggiornare a La Marsa.

A La Marsa si trovano alberghi di lusso, hotel basic e appartamentini da affittare tutti con l’affaccio sul mare. L’acqua cristallina e la sabbia dorata accolgono turisti e tunisini.

Al mattino proprio nel momento dell’alba, che esplode nei suoi colori aranciati, è possibile vedere giovani pescatori che si preparano per fare un giro con le loro barche, raccogliere il pescato dalla rete e tornare poche ore dopo.

A quel punto il sole sarà già alto, il cielo sarà di azzurro intenso e le donne del paese andranno incontro ai pescatori per comprare ciò che serve per il pranzo della famiglia.

Se invece vorrete passare un sabato o una domenica mattina a rosolarvi al caldo ecco, anche in questo caso, La Marsa, fa per voi.

E in spiaggia incontrerete turisti di tutte le nazionalità, famigliole locali con figli piccoli che fanno un bel pic nic, gruppi di ragazzi e ragazze, che chiacchierano in riva al mare e fanno il bagno con qualsiasi temperatura.

Voi, soli o in compagnia, sarete rapiti dal mare, dalla natura e dalla vita che vi si svolge. Vitalità e dinamismo ricordano i modi di fare, alle volte simili e alle volte così diversi, che che si svolgono a 140 km più a nord, al di la del mediterraneo, sulle coste della nostra Sicilia.

Dove mangiare a La Marsa

Se volete regalarvi una pranzo o una cena che non dimenticherete con facilità scegliere Le Grand Blue sempre a La Marsa.

Vi si proporrà davanti una vera e propria avventura culinaria nei sapori e nei profumi della Tunisia. Chiedete di provare gli antipasti che, come in tutti paesi del Mediterraneo, sono vari e ricchi: dal polpo affumicato, alle insalate, alla crema di melanzane per arrivare ai gamberi. E per secondo scegliete il pesce fresco, quello del giorno che verrà grigliato per voi.

Infine assaporate il sorbetto di bergamotto che è da non perdere.

Il tutto racchiuso in un locale ricoperto di maioliche colorate con colonne dal motivo moresco e il mare che si riflette sulle pareti.

Vi piace il piccante?

La Tunisia allora è una nazione che fa per voi.

Visitare Tunisi in un fine settimana

La cucina tunisina è ricca e variegata, ma ogni pranzo o cena che si rispetti deve essere accompagnata dall’Harissa. Tre sono gli ingredienti di base: peperoncino rosso fresco, aglio e olio di oliva. Il tutto è arricchito con un mix di spezie locali.

Al ristorante mentre consultate il menù o attendete il vostro ordine, comparirà sul tavolo un piattino riempito con questa salsa accompagnata dal chapati, una specie di piadina cotta sulla piastra e servita molto calda. Attenzione, la salsa è veramente veramente piccante.




I brik tunisini

I brik sono dei fagottini, ricoperti di sottilissimi fogli simili alla pasta fillo, ripieni di patate, tonno, capperi e uovo. Rigorosamente fritti.

Questo piatto ha due particolarità: si mangia con le mani ed é cucinato in modo che il tuorlo dell’uovo rimanga totalmente liquido, quindi arriverà il momento in cui dovrete praticamente risucchiarlo e berlo, dopo averne gustato la prima parte che è sia morbida che croccante.

È un’esperienza da fare. Ve lo assicuro.

Lo shopping

Ovunque andrete in Tunisia troverete negozietti che vendono stole di stoffa, di tutte le dimensioni e di tutti i colori. Se a Tunisi e a Sidi Bou Said avrete rinunciato agli acquisti, varcato il controllo passaporti, non potrete resistere all’ultima tentazione.

Davanti alla zona imbarchi infatti si trova uno dei negozi di Sadika. Sadika è una rinnovata artista tunisina che nei suoi show room vende opere d’arte della sua collezione, asciugamani classici per l’Hammam, tappeti tunisini, gioielleria locale e vasellame di vetro.

Se volete visitate il suo atelier principale però dovete prevedere una tappa alla periferia di Tunisi nella zona di Gammarth. Dicono che non se ne rimane delusi semmai proprio il contrario. Per gli altri entrare nella sua boutique e non ve ne pentirete. Si trova sempre qualcosa di delizioso e accattivante.

Visitare Tunisi in un fine settimana

Sappiate anche che, in aeroporto, varcati i controlli, i negozi accettano solo euro, quindi un consiglio. All’arrivo e durante il vostro soggiorno cambiate sempre piccole somme di denaro, non vi sono commissioni e ogni hotel, più o meno allo stesso tasso, si occupano di tutto e vi daranno i vostri dinari.

In Italia non é infatti possibile cambiare denaro prima della partenza. E non fatevi ingannare dal pensiero che se vi avanza qualche banconota la potrete utilizzare al duty free. Ció non sarà possibile.

Informazioni utili

  • Fuso orario: un’ora in meno durante il periodo nel quale in Italia vige l’ora legale; la stessa ora italiana durante il resto dell’anno.
  • Lingue: arabo (lingua ufficiale) e francese.
  • Religione: musulmana
  • Moneta: dinaro tunisino (TND) – Il cambio si effettua in Tunisia sia in aeroporto che in quasi tutte le strutture alberghiere
  • Prefisso per l’Italia: 0039 – Prefisso dall’Italia: 00216
  • Ambasciata d’Italia a Tunisi 3, rue de Russie – 1000 Tunisi 
Visitare Tunisi in un fine settimana

Buon viaggio !

Prima di partire dai un’occhiata a questa pagina: ATTIVITA’ e ESCURSIONI DA FARE A TUNISI CON CIVITATIS

Le immagini del post “Visitare Tunisi in un fine settimana” sono di UNSPLASH