Il festival della lavanda e i borghi delle Terre di Pisa sono un binomio perfetto per le sere d’estate in Toscana

Infatti questi borghi sono un concentrato di sapori, profumi di campagna, torri e castelli. Chi ama le atmosfere medievali, non può assolutamente perdersi questi piccoli gioielli, custoditi tra le dolci colline che circondano la città della Torre Pendente.

Nella mia lista di attività e bellezze da fare in questa zona non possono mancare il festival della lavanda e la visita ad alcuni borghi delle Terre di Pisa

Il festival della lavanda

È una piccola Provenza quella che fiorisce nel comune di Santa Luce; si diffonde un profumo unico e attraversare i campi regala una sensazione di pace e serenità che non può essere descritta, ma che va provata almeno una volta nella vita.

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival conta ogni anno circa 20.000 visitatori, con un ricco calendario di eventi giornalieri, pensati per tutte le età.

I campi di lavanda infatti, hanno in breve tempo attirato la curiosità dei viaggiatori, trasformando quest’area in una tappa imperdibile.

Aziende agricole e produttori accolgono i visitatori raccontando e mostrando le fasi del lavoro, dalla raccolta alla distillazione in corrente di vapore, fino ad ottenere oli essenziali dalle proprietà benefiche.

Non solo visite

Dall’11 giugno al 23 luglio, nel 2023, sarà  infatti possibile effettuare tutti i giorni visite autonome o guidate ai campi.

In calendario, ci sono inoltre laboratori floreali, massaggi, workshop sull’uso in cosmesi della lavanda, camminate zen e passeggiate in bici, esperienze aromatiche, serate di osservazione delle stelle.

Prevista anche la presenza di stand gastronomici, con possibilità di fare pic nic serali nei campi o assaggiare il gelato veg all’essenza di lavanda.

Il calendario del festival è disponibile sul sito e conta decine di appuntamenti. Quindici gli eventi ricorrenti, a partire dalle ormai celebri “camminate zen nei campi di lavanda in fiore”, tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20.

L’evento è realizzato con il patrocinio dei comuni di Santa Luce, Crespina Lorenzana, Fauglia, Torciano Pisano, Castellina Marittima, Casciana Terme Lari e Chianni e in partnership con Terre di Pisa e la rete d’imprese Colli Pisani.

Un po’ di storia della lavanda

Le proprietà della pianta erano già note ai romani: la usavano come disinfettante e per pulire i pavimenti, come fragranza, unguento e detergente e come infuso e decotto da bere. Nel Medioevo era la pianta degli innamorati. Per la sua versatilità veniva usata per gli scopi più insoliti. Perfino per proteggere il bestiame dalla peste e come antiveleno.

Oggi la lavanda è usata per profumi e cosmetica: candele, sali da bagno, saponi, shampoo, bagnoschiuma, essenze e creme. Come spezia in prodotti a uso alimentare. La pianta è apprezzata come analgesico, antisettico, antidepressivo, equilibrante e calmante.

In Provenza la lavanda ha dato vita a una fiorente industria di profumi. La capitale Grasse è il centro di questi commerci e nel periodo della fioritura assiste alla massiccia presenza di turisti da tutto il mondo. Questa pianta genera un indotto economico di notevoli dimensioni.

Se siete interessati agli itinerari in mezzo alla lavanda potete scoprire sul sito le LANGHE e la PROVENZA.

Dove mangiare – Ristorante La Gozzetta

Poco distante dai campi di lavanda di Pieve Santa Luce si trova il Ristorante La Gozzetta,  della famiglia Cantini, che propone una cucina tipica.

Le mani sapienti dei genitori e quelle della figlia Monica, continuano ad offrire agli ospiti della Locanda, prelibate ricette della cucina toscana. Alcune preparazioni hanno ancora ingredienti segreti. Trovandosi in campagna è più facile selezionare tutte le materie prime del territorio, dando la priorità alla genuinità, per realizzare piatti buoni, vivaci e pieni di gusto.

La terrazza all’aperto, tra maggio e settembre, è perfetta per godere del silenzio delle colline e del magnifico paesaggio collinare.

Acquedotto leopoldino

Archi, arcate, gallerie, canalizzazioni, scalinate, vasche di depurazione, i resti integri dell’acquedotto leopoldino sembrano parte della vegetazione e del bosco ormai da tempo.

La sensazione che vi darà camminare tra il verde acceso delle foglie, passeggiando sopra i resti in arenaria, illuminati dalla luce del sole che filtra tra le alte chiome degli alberi è di pura magia: sembra che queste mura siano qui da molto tempo e che queste scalinate conducano alla scoperta di qualche strana città perduta.

La passeggiata è breve e per niente faticosa, ogni tanto ci sono dei punti dove sostare magari per un bel pic-nic.

Il bosco, ombroso e silente, è animato solo dai gorgoglii delle acque che nelle vasche di depurazione diventano quasi strani sussurri intorno all’Acquedotto di Colognole

Infatti l’Acquedotto di Colognole o Acquedotto Leopoldino inizia a Colognole, sulle Colline Livornesi e prosegue per 17 km fino alle tre cisterne della città di Livorno, la prima a Pian di Rota, poi il Cisternone e infine il Cisternino.

L’acquedotto Leopoldino è una delle principali attrazioni di Collesalvetti: la maestosa struttura, realizzata nell’Ottocento, si estende da Colognole fino a Livorno, seguendo un percorso di 18 km.

L’escursione per visitare l’acquedotto a Colognole è organizzata da Collegamenti.

Calci

A pochissimi chilometri da Pisa, si trova il piccolo centro abitato di Calci che si affaccia sulla Valgraziosa ed è dominato dal Monte Serra, vero e proprio santuario per i ciclisti della zona.

Il cuore pulsante di Calci è senza dubbio la Certosa Monumentale, l’ultima della Toscana e la terza per dimensioni in Italia.

Un complesso che fu fondato nel 1336 dall’ordine dei certosini e caratterizzato da una facciata barocca e da bellissimi soffitti affrescati. L’edificio oggi ospita il Museo di storia naturale dell’Università di Pisa che vanta la più grande galleria dei cetacei a livello nazionale.

Per gli amanti della natura e del trekking, sempre in località Calci, segnaliamo la rocca della Verruca. Si tratta del rudere di una fortezza del XIII secolo arroccata sui Monti Pisani con scopo difensivo. Ci si arriva con una camminata di circa un’oretta, includendo qualche tratto in salita, e un po’ di fatica che sarà ampiamente ripagata dal panorama che si apre una volta sulla cima.

Lari

Lari è di origine etrusca e si trova nel cuore delle colline della provincia di Pisa.

Il centro del paese è dominato dal Castello dei Vicari, una rocca che arriva al massimo splendore dopo il 1400 quando vi prende sede il Vicariato Fiorentino. In questo edificio medievale, per più di quattro secoli, si amministrò quasi un terzo del territorio della provincia di Pisa. 

Il castello è composto dal Palazzo delle Carceri, dotato di una terrazza panoramica, il Palazzo dei Cancellieri e il Palazzo dei Vicari. Oggi il castello è gestito da un’associazione culturale che cerca di preservare il luogo attraverso visite guidate ed eventi. La stampa specializzata ha nominato il castello come uno dei dieci luoghi più belli d’Italia per celebrare il rito civile

Nel  paese di Lari troviamo anche il piccolo pastificio Martelli che, in modo tradizionale e artigianale, produce pasta di semola. La lavorazione lenta è il loro motto, scritto a caratteri cubitali anche sul sito: servono “solo” cinquanta ore per essiccare gli spaghetti, poi rigorosamente confezionati a mano.

Orciano Pisano

Le origini di Orciano Pisano risalgono probabilmente all’VIII secolo, visto che un documento di quel periodo descrive un castello denominato Ursiano. Questa fortificazione deve il nome alla famiglia longobarda che la controllava. La storia di Orciano è simile a quella di tanti altri borghi delle Colline Pisane, che nel 1406 passarono dal dominio pisano a quello fiorentino e successivamente fecero parte dei territori del Granducato di Toscana.

Il paese fu quasi completamente devastato dal terremoto del 1846.

Oggi si presenta come un piccolo centro rurale la cui ricchezza è costituita dalle colline, dai paesaggi piacevoli e rilassanti, attraversati da molti sentieri, che permettono di apprezzare la campagna circostante, come l’anello delle colline che va da Lorenzana a Orciano Pisano.

Nella quattrocentesca Chiesa di San Michele è possibile ammirare la copia di una tela di Raffaello dedicata a San Michele Arcangelo.

La chiesa, a causa del terremoto, ha subito danni ingenti che hanno portato a una ricostruzione.

Oggi l’edificio ha un aspetto neoclassico, ma l’altare in marmi policromi è quello originale.

Il paese si trova lungo la Strada del Vino delle Colline Pisane.

Strada del Vino delle Colline Pisane

La Strada del Vino delle Colline Pisane attraversa uno scenario tipicamente toscano fatto di tanti piccoli borghi con grandi tradizioni. L’itinerario, facilmente accessibile, si snoda nelle vicinanze di Pisa, nelle aree più interne della Valdera e del Valdarno inferiore, fino alla Val di Cecina, ed è percorribile anche a piedi, in mountain bike o a cavallo.

Tra colline, boschi e castagneti, il percorso è costellato da numerose specialità enogastronomiche. Le aziende e gli agriturismi presenti sul territorio sono in grado di offrire un alto livello di ospitalità ampliato alla possibilità di assaggi, degustazioni e acquisto dei prodotti dell’agroalimentare locale di eccellenza.

Nel territorio della Strada del Vino delle Colline Pisane vengono prodotti vini di alta qualità, tra questi si ricordano il Chianti DOCG, uno dei primi simboli del Made in Italy, le DOC Colli dell’Etruria Centrale, il Bianco Pisano di San Torpè.

Se siete estimatori dei percorsi enogastronomici il consiglio è visitare la sezione WINE del sito.

Pomaia

Allontaniamoci per un momento dal passato più antico e avvicinandoci ai giorni d’oggi.

Pomaia è infatti un’esplosione di colori, un assaggio di oriente in Toscana. Qui infatti ha sede l’istituto Lama Tzong Khapa, uno dei centri buddisti più importanti d’Italia aperto a monaci, monache e laici, ospitato all’interno di un casale che somiglia a un castello.

Molto silenzio, e tutta una serie di luoghi per meditare o semplicemente godersi la pace e la tranquillità, caratterizzano la piccola oasi di Pomaia.

Particolare degno di nota è la statua del Budda della compassione. Questa fu realizzata da Dante Ferretti e utilizzata nel film di Martin Scorsese “Kundun”, ma una volta finite le riprese fu trasferita al monastero di Pomaia per essere restaurata e portata a nuova vita.

Dove dormire per visitare il festival della lavanda e i borghi delle Terre di Pisa

Il Glamping La Lodola vi accompagnerà in un viaggio esperienziale davvero unico, trasportandovi all’interno di un piccolo borgo collinare tipico della Toscana costiera.

Il vostro soggiorno sarà una coccola romantica dove potrete concedervi un momento di intimità, contornati dagli ulivi e dal silenzio. La posizione collinare permette di godere di un bellissimo panorama dove le sfumature di colore ricordano i quadri tipici dei Macchiaioli grazie ad albe e tramonti davvero suggestivi.

Al vostro arrivo troverete all’interno della tenda Tipì, un kit benvenuto e un racconto da ascoltare con aneddoti sul territorio, su richiesta sarà possibile ricevere un Aperi- Box contenente prodotti tipici toscani di stagione o assaggiare i vini di zona.

Per connettersi con la natura potrete gustare la vostra colazione direttamente in tenda e decidere di godervi il vostro risveglio con tranquillità rilassandovi seduti sotto l’ombra degli ulivi.

Il post “Il festival della lavanda e i borghi delle Terre di Pisa” rientra nel progetto di promozione turistica #ripartiamoitalia.

Per ulteriori informazioni TERRE DI PISA.