(…e sì: anche se Parigi è già di per sé un classico, ho scoperto che ha qualche asso nella manica che sorprende davvero.)

Parigi mi ha sempre attirato: la bellezza dei boulevard, le luci che si riflettono nella Senna, l’aria che sa di storia e di sogno.

Ma in quest’ultimo viaggio mi sono ripromessa di uscire un po’ dal “solito giro” – non solo la Tour Eiffel, Montmartre e i croissant – e ho selezionato cinque esperienze che, dal mio punto di vista di viaggiatrice curiosa e attenta, aggiungono qualcosa di speciale al soggiorno.




Ecco quindi 5 esperienze particolari da fare a Parigi, perfette se vuoi viverla con occhi nuovi.

Crociera sulla Senna con pranzo gourmet

Quando penso a Parigi e alla Senna, mi viene in mente immediatamente la cartolina: Notre-Dame, il Louvre, la rive gauche, la luce autunnale tra gli alberi, in pieno foliage, sul fiume. Ma viverla da un battello-ristorante, con il tempo giusto per assaporare un pranzo gourmet, è un’esperienza che ti trasporta in un’altra dimensione.

Il battello parte, poco distante dal Museo D’Orsay, alle 12:30, la Senna è calma, ci sono tanti turisti, ma l’atmosfera non è frenetica – grazie al fatto che è un pranzo e non una crociera veloce serale.

Ho iniziato con un calice di Champagne quando la nave si stacca dal molo e naviga piano verso gli isolotti della Senna. 

Il servizio è curato, ed i piatti sono di straordinaria bellezza e bontà; mozzarella di bufala, con pomodorini e riduzione di pesto o un foie gras accompagnato con plumcake salato come antipasti.

Poi il piatto forte: pollo agli aromi con ratatouoille di verdure o pesce alla griglia con tortino di verdure. 

Il servizio è elegante, rilassato, perfetto per una pausa raffinata.




Il finale è d’effetto. Assaggiare il dolce vista torre Eiffel; due opzioni anche in questo caso, la creme brulee come la più tipica Amelie parigina o la rappresentazione scenografica della torre in cioccolato ideata da una delle migliori pasticcerie parigine. 

Mi sono goduta ogni piatto grata di ogni bellezza e ogni bontà che stavo vedendo e assaporando.

Perché lo consiglio

Prenotando una crociera pranzo con Paris Seine – che puoi trovare anche attraverso GetYourGuide – ho scoperto che non è solo “un pasto sul fiume”, ma una vera e propria pausa di charme.

Mentre si naviga, si ha la città che scorre lentamente ai lati, i ponti, le rive, la luce che cambia. Per me è stato un momento in cui mi sono fermata davvero, ho messo da parte la mappa, ho chiuso per un attimo il telefono, e ho goduto semplicemente la città che amo più di ogni altra.

Se vuoi scoprire Parigi ti segnalo di leggere; Dove mangiare bene spendendo poco a Parigi o Parigi insolita e nascosta .

Qualche consiglio pratico

  • Prenota con anticipo, soprattutto se vuoi un tavolo finestrino.
  • Arriva almeno 15-20 minuti prima dell’imbarco.
  • Considera abbigliamento “smart casual”:
  • Se vuoi “fare wow”, chiedi di sederti sul lato che dà sulla riva sinistra (rive gauche) per avere la migliore visuale sui monumenti principali.

Se vuoi vivere Parigi da un’altra prospettiva — dalla Senna, con calma e gusto — questa crociera con pranzo è davvero un ottimo inizio.

Musée Marmottan Monet

Se Parigi è già piena di musei – e molti li conoscono – posso assicurarti che il Museo Marmottan Monet è uno di quei posti “fuori dai riflettori” che regalano sorprese. Situato nel 16° arrondissement, in un elegante palazzo signorile, custodisce la più grande collezione al mondo di opere di Claude Monet.

È il museo a cui spesso ci si arriva “decisi a farlo passare” nella giornata, e invece finisce per diventare uno dei momenti più intensi. Tra gli ambienti tranquilli, le sale che risplendono, la luce che filtra poco, puoi avvicinarti davvero ai quadri, alle superfici, ai tocchi di colore di Monet e degli impressionisti.




Non è sovraffollato come altri grandi musei del centro, ed è immerso in un quartiere più residenziale, il che lo rende perfetto per una pausa contemplativa. E poco distante dal Trocadero, dove, dopo la visita, potrai ammirare la torre Eiffel dalla migliore prospettiva. 

Nel museo spicca innanzitutto Impression, soleil levant (1872) di Claude Monet, il quadro che ha dato il nome al movimento impressionista.

Si trovano poi numerosi lavori della sua produzione matura: tra gli altri la serie delle Nymphéas (le “ninfee” del suo giardino a Giverny) e la tela Cathédrale de Rouen, effet de soleil, fin de journée (1892) che esplora gli effetti di luce sulla cattedrale. Importante anche Le Train dans la neige. La locomotive (1875) di Monet, che unisce paesaggio innevato e presenza dell’industria.

Infine è da citare anche la collezione dedicata a Berthe Morisot, con oltre 25 oli e numerosi acquerelli/pastelli, che rappresenta una delle raccolte più rilevanti dell’artista donna nell’impressionismo.

Il mio racconto personale

Entrare nel museo, camminare tra quelle sale, mi ha dato una boccata d’aria, dopo una giornata veramente impegnativa. 

C’è stato un momento, davanti ad una delle raffigurazioni delle ninfee di Monet, in cui mi sono fermata, ho preso fiato, e ho pensato: «questo è ciò per cui amo l’arte».

Ho osservato le pennellate, i riflessi della luce sull’acqua, i colori dei fiori, e ho capito che un museo “meno chiacchierato” può dare molto più spazio all’esperienza personale e sono uscita con la mente più leggera.

Qualche consiglio pratico

  • Controlla gli orari: è aperto dal martedì alla domenica, chiuso il lunedì.
  • Evita i fine settimana o visita al mattino presto per più tranquillità.
  • Prenditi tempo: non cercare di “fare tutto” in un’ora. Lascia un’ora e mezza almeno per camminare lentamente, soffermarti.
  • Se sei un amante dell’impressionismo, porta con te un piccolo block-notes o la fotocamera (senza flash) per memorizzare particolari che ti colpiscono: spesso è proprio quel dettaglio in un dipinto che poi torna nella memoria.
  • Considera che non è nel centro più “turistico” (come Louvre o Orsay) – ma questo è un vantaggio: più relax, più spazio per goderti l’arte senza fretta.

Cimetière du Montparnasse

Potrà sembrare un po’ fuori dall’ordinario (o forse “non-luogo turistico”), ma visitare il Cimitero di Montparnasse è stata una delle esperienze più inaspettate e toccanti del viaggio.

Perché lo consiglio

Situato nel 14° arrondissement, questo cimitero, aperto nel 1824, è un vero e proprio polmone verde, un luogo di pace dove arte, storia e riflessione si incontrano. Con circa 19 ettari e oltre 1 200 alberi di quaranta essenze diverse, è più di un semplice luogo di sepoltura: è uno spazio verde nel cuore della città.
Ho trovato che passeggiare tra tombe, monumenti, cipressi e tigli mi abbia dato un lato di Parigi che non è “solo festa e luci”, ma anche introspezione.




Tra le personalità che hanno le loro tombe qui ci sono scrittori (Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Charles Baudelaire, Robert Desnos, Samuel Beckett, Eugène Ionesco, Marguerite Duras, Joseph Kessel, Guy de Maupassant, Pierre Louÿs, Vercors, Henri Troyat), attori (Mireille Darc, Bruno Cremer, Serge Reggiani, Jean Seberg, Philippe Noiret, Jean Poiret, Delphine Seyrig, Jean Carmet) e registi (Jacques Demy, Éric Rohmer, Maurice Pialat, Alain Resnais, Gérard Oury, Claude Sautet, Jacques Becker).

Il mio racconto personale

Entrando ho notato subito la calma: pochi turisti, qualche local che passeggiava, qualche anziano seduto su una panchina. Mi sono avvicinata a tombe famose – autori, artisti, intellettuali – ma mi sono fermata anche su epitaffi semplici, fiori freschi, piccoli dettagli.
Ho scattato fotografie: un particolare del ferro battuto, un cipresso, una lapide elegante in stile Art-Nouveau. Nessuna fretta, solo ascolto.

Non dimenticare di visitare la tomba di Serge Gainsbourg, dove i fan di tutto il mondo continuano a deporre ogni giorno fiori, biglietti della metropolitana e persino cavoli!

Il Cimetière du Montparnasse è stato costruito sul sito di tre fattorie, e ancora oggi è possibile vedere questi resti del passato: una delle torri di uno dei mulini è ancora in piedi nel cimitero, ed è stata persino classificata come monumento storico. Questo per me lo rende il luogo ideale da inserire tra 5 esperienze particolari da fare a Parigi. +

Marché des Enfants Rouges

Nel cuore pulsante del Marais, nascosto dietro un portone discreto di rue de Bretagne, il Marché des Enfants Rouges si rivela come un microcosmo di vita parigina autentica. Fondato nel 1615, è il mercato coperto più antico della città — ma la sua energia è tutt’altro che antica. Appena varcata la soglia, l’aria cambia: profuma di pane appena sfornato, di spezie lontane, di caffè tostato e formaggi stagionati. I colori si moltiplicano — i pomodori lucidi delle bancarelle bio, i bouquet selvatici avvolti nella carta grezza, le ciotole fumanti di tajine che arrivano dal bancone marocchino.

Mi fermo da Chez Alain Miam Miam, dove la fila è un rito e il tempo sembra sospendersi. Alain prepara galette generose con mani esperte, parlando con ogni cliente come a un vecchio amico. Poco più in là, un banchetto giapponese serve bento minimalisti accanto a una tavola italiana che profuma di basilico e burrata. Qui, il mondo si incontra sotto un’unica tettoia di ferro battuto.

Seduta a un tavolo condiviso, con un calice di vino naturale e la musica francese che si mescola al brusio delle conversazioni, mi rendo conto che il Marché des Enfants Rouges non è solo un mercato: è una dichiarazione d’amore alla convivialità parigina. Un luogo dove il tempo rallenta, la curiosità si risveglia e ogni sapore racconta una storia.

Ecco perchè questo mercato, tra i tanti, rientra, tra i 5 esperienze particolari da fare a Parigi.

Curiosità

Questo grazioso mercatino, rinnovato nei primi anni ’90 ed iscritto nella lista dei monumenti storici l’8 Marzo del 1982, conta una ventina di bancarelle e numerosi ristorantini in cui si può pranzare nell’allegria dell’atmosfera di un tipico mercatino rionale.




È vero che, a prima vista, ci si potrebbe chiedere quale sia il legame tra gli Enfants Rouges e un mercato alimentare. Si tratta di un simpatico richiamo all’uniforme indossata dai bambini che vivevano nell’ospedale-orfanotrofio locale, che era di colore rosso. Anche se l’uniforme è scomparsa, il nome del mercato è rimasto!

Aperto dal martedi al sabato dalle 8:30 alle 19:30; la domenica dalle 8:30 alle 14:00. Chiuso il lunedì.

59 Rivoli

Per finire, voglio parlare di un’esperienza più “underground”, più libera, più creativa: 59 Rivoli, un edificio che racchiude atelier, arte contemporanea, residenza per artisti… e un pubblico curioso come te e me.

Perché lo adoro

Situato al numero 59 della rue de Rivoli, nel 1° arrondissement, è stato occupato nel 1999 da un collettivo di artisti (KGB: Kalex, Gaspard, Bruno) e successivamente legalizzato e trasformato in un polo artistico autogestito.
Dentro trovi trenta atelier aperti al pubblico, gallerie, eventi, performance. L’ingresso è libero.

E per me è stata una scoperta: entrare, girare tra studi, incontrare gli artisti al lavoro, vedere opere in divenire, respirare creatività “vera”. Non il museo perfetto e immobile, ma l’arte che pulsa, che cambia.

Il mio racconto personale

Visitare il 59 di Rue de Rivoli è come entrare in un vortice di colore e creatività che pulsa nel cuore di Parigi. Le scale sembrano vive, ricoperte di murales, collage e pennellate che raccontano mille storie diverse. 

Ogni piano è un mondo a sé: atelier aperti dove gli artisti lavorano, chiacchierano e ti invitano a curiosare tra tele ancora fresche e installazioni improvvisate. 

Ho avuto la sensazione di esplorare un organismo in movimento, caotico e meravigliosamente autentico. È uno di quei luoghi che ti ricordano quanto l’arte, a Parigi, non sia solo nei musei — ma anche, e soprattutto, nelle strade.

5 esperienze particolari da fare a Parigi

Consigli pratici: 5 esperienze particolari da fare a Parigi

  • Partenza smart da Milano

Il modo più comodo per raggiungere Parigi? Se parti da Linate e lascia la macchina al Parking Go, un parcheggio vicinissimo all’aeroporto, con navetta gratuita, veloce e super efficiente. Perfetto per chi vuole iniziare il viaggio in modalità “zero pensieri”.

  • Arrivo a Parigi: meglio il transfer che la metro

Se viaggi con bambini piccoli, evita l’avventura della RER + metropolitana (non proprio stroller friendly). Meglio prenotare, con Civitatis, un transfer privato con seggiolino, che vi accompagna direttamente in hotel — comodo, sicuro e senza scale infinite da affrontare.

Cosa farai quando sarai a Parigi?

  • Muoversi in città con la Navigo Card

Per gli spostamenti, la tessera ricaricabile Navigo è la soluzione più pratica: permette abbonamenti giornalieri o settimanali ed è valida su bus e metro in tutta la città (tariffe diverse solo per l’aeroporto).

  • Parchi, giardini e caroselli: Parigi a misura di famiglia

Parigi sorprende per la quantità di parchi e spazi verdi perfetti per i più piccoli. Da Place des Vosges ai Giardini delle Tuileries, troverai sempre un’area giochi dove farli correre liberi. E per un tocco di magia? Il carosello di Montmartre è una tappa imperdibile.

Dove e cosa mangiare

Inizia la giornata con un croissant burroso o un pain au cioccolat in una delle boulangerie storiche, oppure concediti una colazione fuori dal comune da Madame Madame, dove i waffel a forma di Torre Eiffel sono un piccolo capolavoro instagrammabile.

A pranzo punta su crêpes o omelette, mentre la sera lasciati tentare da classici francesi come la zuppa di cipolla gratinata, il filetto al pepe o una tartare di manzo perfettamente condita.

Bonus tip: lascia spazio all’improvvisazione — Parigi è una città che va vissuta passeggiando, tra monumenti sensazionali, un profumo di baguette e la musica di un artista di strada.

Se stai pianificando un soggiorno a Parigi o addirittura vuoi “dare una svolta” al tuo viaggio lì, scegli almeno due tra queste 5 esperienze particolari da fare a Parigi: potresti scoprire che la città ti regala qualcosa che non ti aspettavi.

L’articolo “5 esperienze particolari da fare a Parigi” è in collaborazione con Civitatis, Get Your Guide e Museo Marmottan Monet.