Esistono ancora cose insolite da vedere e da fare a Torino ? La risposta è si.

Infatti Torino è una città che non si rivela tutta insieme. Non è una destinazione che ti travolge immediatamente con cartoline perfette e monumenti spettacolari ad ogni angolo. Torino è discreta. Elegante. A tratti misteriosa. È una città che si lascia scoprire lentamente, passo dopo passo, tra portici infiniti, piazze monumentali e cortili nascosti.

Chi arriva per la prima volta pensa subito alla Mole Antonelliana, al Museo Egizio o ai grandi palazzi sabaudi. Ma basta allontanarsi di poco dai percorsi più battuti per scoprire una Torino diversa: fatta di tradizioni gastronomiche, mercati popolari, storie esoteriche e panorami inaspettati.

Durante uno dei miei ultimi viaggi ho deciso di viverla proprio così: seguendo un itinerario fatto di piccole scoperte, luoghi insoliti e momenti autentici. Non una lista di attrazioni, ma un vero racconto di viaggio.

Arrivare a Torino da Milano: il viaggio che segna l’inizio

Il mio viaggio è iniziato a Milano, da cui Torino dista meno di un’ora di treno. L’alta velocità collega le due città in modo rapidissimo e confortevole.

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Arrivare alla luminosa Stazione di Torino Porta Susa è sempre una piccola emozione: una struttura moderna in vetro e acciaio che contrasta con l’eleganza storica della città.

Appena usciti dalla stazione si percepisce subito una cosa: le cose insolite da vedere e da fare a Torino iniziano con un viaggio in treno.

Tra portici e gallerie coperte: la Torino nascosta

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Torino è famosa per i suoi portici, oltre 18 chilometri che attraversano il centro storico e permettono di passeggiare al riparo dalla pioggia e dal sole. Ma quello che molti visitatori non sanno è che tra questi portici si nasconde un piccolo mondo fatto di gallerie eleganti e passaggi coperti.

  • Una delle più affascinanti è la Galleria Subalpina, costruita nel 1874. Entrarci è come fare un salto nella Torino della Belle Époque. Il pavimento in mosaico, le grandi vetrate e i lampioni in ferro battuto creano un’atmosfera raffinata, quasi parigina. Qui si trovano piccole librerie, boutique eleganti e caffè storici. È il posto perfetto per fermarsi qualche minuto e osservare la vita cittadina.
  • Poco distante si trova la Galleria San Federico, costruita negli anni Trenta in uno stile Art Déco molto scenografico. L’architettura è imponente, con grandi archi e dettagli geometrici che ricordano i cinema d’epoca.
  • Ma tra le gallerie più curiose c’è anche la meno conosciuta Galleria Umberto I. Più piccola e discreta rispetto alle altre, questa galleria ottocentesca è uno di quei luoghi che si scoprono quasi per caso, passando tra i portici del centro. Attraversarla è come scoprire una Torino segreta, lontana dal turismo di massa.

Le gallerie torinesi sono piccole oasi urbane: spazi dove il tempo sembra rallentare e dove è facile immaginare la vita elegante della città tra Ottocento e Novecento.

Il rito torinese del Bicerin nei caffè storici

Torino è una delle capitali europee dei caffè storici. Luoghi che nel passato erano veri e propri salotti culturali frequentati da scrittori, artisti e politici.

Uno dei più celebri è il Caffè Al Bicerin, aperto nel 1763 proprio di fronte al Santuario della Consolata.

Questo piccolo locale conserva ancora gli arredi originali: specchi antichi, tavolini in marmo, boiserie scure. L’atmosfera è intima e autentica.

Qui ho ordinato il Bicerin, la bevanda simbolo della città. Il nome significa “bicchierino” in piemontese. La ricetta è semplice ma geniale: caffè espresso, cioccolato caldo e crema di latte serviti in un piccolo bicchiere di vetro.

La tradizione vuole che non venga mescolato: i tre strati si fondono lentamente mentre si beve.

Tra gli estimatori del Bicerin c’era anche Camillo Benso di Cavour, che pare fosse un frequentatore abituale del locale.

Dove sono nati i tramezzini

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Proseguendo verso Piazza Castello, il cuore monumentale della città, si incontra un altro locale storico: il Caffè Mulassano.

Questo minuscolo caffè è famoso per una curiosa invenzione gastronomica: qui sono nati i tramezzini.

All’inizio del Novecento il proprietario iniziò a servire piccoli sandwich di pane morbido farciti con ingredienti raffinati. Il termine “tramezzino” fu coniato dal poeta Gabriele D’Annunzio, che cercava un’alternativa italiana alla parola inglese “sandwich”.

Ancora oggi i tramezzini torinesi hanno una caratteristica unica: sono morbidi, alti e molto farciti, quasi gonfi.

Sedersi al bancone e sceglierne uno tra le tante varianti è un’esperienza tipicamente torinese ed è imperdibile tra le cose insolite da vedere e da fare a Torino.

Un viaggio in Oriente nel cuore di Torino: il MAO e la mostra di Chiharu Shiota

Tra i musei più sorprendenti di Torino ce n’è uno che spesso passa in secondo piano rispetto ai grandi classici cittadini, ma che merita assolutamente una visita: il Museo d’Arte Orientale, conosciuto semplicemente come MAO.

La prima cosa che colpisce arrivando qui è il luogo che lo ospita: Palazzo Mazzonis, un elegante edificio seicentesco nel cuore del Quadrilatero Romano. Appena entrati si percepisce subito un cambio di atmosfera. Il traffico e il rumore della città sembrano restare fuori, mentre le sale del museo accompagnano il visitatore in un viaggio che attraversa secoli e continenti.

Il percorso espositivo si sviluppa su più piani e racconta le grandi culture dell’Asia attraverso opere provenienti da Giappone, Cina, India, Tibet e Sud-est asiatico. Camminando tra le sale si incontrano statue buddhiste scolpite nel legno, delicate ceramiche cinesi, armature samurai finemente decorate e tessuti antichi che raccontano tradizioni lontane nel tempo.

Uno degli aspetti più affascinanti del MAO è proprio il modo in cui è allestito: le opere non sono semplicemente esposte, ma dialogano con gli spazi del palazzo e con la luce naturale che filtra dalle finestre. La visita diventa così un’esperienza quasi contemplativa.

Tra una sala e l’altra vale la pena fermarsi anche nel giardino giapponese interno, progettato secondo i principi del paesaggismo zen. È uno di quegli angoli nascosti di Torino dove il tempo sembra rallentare davvero.

Chiharu Shiota: The Soul Trembles

In questo periodo il museo ospita inoltre una mostra particolarmente suggestiva: Chiharu Shiota: The Soul Trembles, dedicata all’artista giapponese Chiharu Shiota, conosciuta in tutto il mondo per le sue installazioni immersive realizzate con intricati intrecci di fili.

Entrando negli spazi della mostra si ha quasi la sensazione di trovarsi dentro un pensiero o un ricordo. I fili – spesso rossi o neri – si intrecciano creando vere e proprie architetture sospese, all’interno delle quali compaiono oggetti quotidiani come chiavi, barche o sedie. Elementi semplici che però diventano simboli potentissimi di memoria, identità e connessioni umane.

Il titolo della mostra, The Soul Trembles, racconta perfettamente l’esperienza che si vive attraversandola: non è solo una mostra da osservare, ma da sentire. Le installazioni coinvolgono completamente lo spazio e il visitatore si ritrova a camminare dentro queste trame delicate e misteriose.

È una tappa che aggiunge un ulteriore motivo per visitare il MAO proprio in questo periodo e che dimostra quanto Torino sia una città capace di unire storia, cultura e arte contemporanea in modo sorprendente.

Torino e la televisione: il Museo della Rai

Per chi vuole scoprire un lato sorprendentemente affascinante di Torino, il Museo della Rai è una tappa imperdibile. Situato in un edificio moderno e funzionale, il museo non è solo una raccolta di vecchi televisori e registrazioni: è un vero viaggio nella storia della televisione italiana e, in particolare, della storia della Rai, la Radiotelevisione Italiana, che ha contribuito a plasmare l’immaginario collettivo del Paese.

L’itinerario espositivo accompagna i visitatori attraverso più decenni di innovazioni tecnologiche e di storie quotidiane. Si parte dai primi televisori in bianco e nero degli anni ’50 e ’60, con i loro tubi catodici e le manopole, fino ai modelli più moderni degli anni ’80 e ’90. Ogni apparecchio racconta non solo la tecnologia dell’epoca, ma anche le abitudini e le emozioni delle famiglie italiane che guardavano insieme i programmi in diretta dal salotto di casa.

Oltre agli oggetti, il museo ospita registrazioni storiche, scenografie e costumi originali, che permettono di rivivere programmi iconici come varietà, telegiornali, fiction e quiz che hanno segnato la cultura pop italiana. Uno dei punti più affascinanti è la ricostruzione di uno studio televisivo: entrando, ci si sente immediatamente parte di un vero set, con telecamere d’epoca, microfoni, mixer e luci che raccontano l’evoluzione della produzione televisiva.

Curiosità e aneddoti

Ma il Museo della Rai non è solo storia e tecnologia. Molto spazio è dedicato alle curiosità e agli aneddoti: dagli errori in diretta agli esperimenti di regia, dai provini di giovani talenti ai programmi che hanno cambiato il costume degli italiani. Passeggiare tra le sale significa anche scoprire quanto la televisione sia stata – e sia ancora – uno specchio della società, capace di influenzare linguaggi, mode e modi di pensare.

Il museo organizza spesso laboratori interattivi e attività per famiglie e bambini, trasformando la visita in un’esperienza divertente e immersiva. I più piccoli possono cimentarsi nel doppiaggio, nella conduzione o nella regia, mentre gli adulti possono curiosare tra le collezioni più tecniche e storiche, che documentano la complessa evoluzione di apparecchiature e trasmissioni.

In sintesi, il Museo della Rai non è solo un luogo per nostalgici o appassionati di televisione: è un viaggio multisensoriale tra storia, tecnologia e storie umane, dove si può vedere, ascoltare e persino sperimentare la magia del piccolo schermo. Usciti da qui, la città sembra più viva, perché ogni angolo e ogni vicolo raccontano, in qualche modo, anche la storia della televisione italiana.

Una passeggiata lungo i Murazzi del Po

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Passeggiare lungo i Murazzi del Po è un’esperienza che mescola storia, natura e vita quotidiana, regalando un lato di Torino diverso da quello dei musei o delle piazze barocche. I Murazzi sono i celebri argini in pietra che delimitano il fiume Po, realizzati tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo per regolare le piene e proteggere la città. Ma col tempo, queste strutture sono diventate molto di più: un vero e proprio luogo di ritrovo e di socialità, capace di raccontare la città da un’angolazione unica.

Lungo la passeggiata, il fiume scorre tranquillo, riflettendo le luci dei palazzi e dei ponti che lo attraversano. In primavera e in estate, i Murazzi si animano di ciclisti, jogger, famiglie e turisti che scelgono questo percorso per rilassarsi e godersi il panorama.

Perchè mi piacciono i murazzi

Un aspetto che rende i Murazzi così affascinanti è la fusione tra architettura e natura. I massicci muri in pietra e i portici lungo il fiume raccontano la storia industriale della Torino ottocentesca, mentre il Po e le sue sponde verdi offrono uno spazio aperto, respirabile, dove la città sembra espandersi oltre i confini urbani. Passeggiando, si incontrano piccoli caffè, ristoranti e locali storici, molti dei quali legati alla vita notturna torinese, testimoniando come questo luogo sia stato e continui a essere un punto di aggregazione per tutte le generazioni.

I Murazzi hanno anche una storia culturale e musicale: negli anni ’60 e ’70 erano il cuore pulsante della vita notturna, con locali dove si ascoltava jazz, swing e rock, e oggi mantengono quell’atmosfera vivace, soprattutto nelle sere d’estate quando le luci dei lampioni si riflettono sull’acqua creando scorci romantici e suggestivi.

Panorami unici sulla città

Percorrere questo tratto del Po significa anche godere di panorami unici sulla città: verso ovest si intravede il profilo imponente della Mole Antonelliana, mentre verso est le Alpi appaiono come una cornice lontana ma nitida, che accompagna lo sguardo lungo il fiume. È facile comprendere perché molti torinesi scelgano i Murazzi per passeggiate lente, corse al tramonto o semplici momenti di contemplazione.

Una passeggiata lungo i Murazzi del Po non è solo un’esperienza panoramica: è un viaggio nella storia urbana, nella vita sociale e nella natura della città, un modo per respirare Torino con calma e per scoprire la sua eleganza discreta, sospesa tra il fascino del passato e la vitalità del presente.

La Torino magica tra simboli e leggende

orino è una città elegante e razionale, fatta di piazze geometriche, palazzi barocchi e lunghi portici. Eppure, dietro questa apparente armonia architettonica, si nasconde una dimensione molto più misteriosa. Da secoli infatti il capoluogo piemontese è considerato uno dei luoghi più esoterici d’Europa, una città attraversata da simboli, leggende e storie legate all’occulto.

Secondo una tradizione affascinante, Torino sarebbe addirittura parte di due triangoli esoterici. Da un lato il triangolo della magia bianca, insieme a Lione e Praga; dall’altro il triangolo della magia nera, che la collegherebbe a Londra e San Francisco. È una teoria affascinante più che storicamente provata, ma basta passeggiare per le sue piazze per capire perché queste storie continuino ad affascinare visitatori e appassionati di mistero.

Uno dei luoghi simbolo di questa Torino enigmatica è Piazza Statuto, una grande piazza ottocentesca situata nella parte occidentale della città. In epoca romana quest’area si trovava fuori dalle mura ed era destinata alle esecuzioni capitali e alle sepolture. Secondo alcune leggende, proprio per questo motivo sarebbe considerata il punto energeticamente più oscuro della città.

Al centro della piazza si trova il monumento dedicato alla costruzione del traforo ferroviario del Frejus. La statua principale rappresenta un angelo o una figura titanica circondata da massi. Molti appassionati di esoterismo la interpretano come una rappresentazione di Lucifero, l’angelo caduto. Osservando attentamente il monumento, si notano dettagli che hanno alimentato queste interpretazioni: lo sguardo rivolto verso l’alto, le pose drammatiche delle figure e il simbolismo delle rocce spezzate.

Da Piazza Castello alla Grand Madre

Passeggiando verso il centro storico, l’atmosfera cambia completamente. Piazza Castello, cuore monumentale della città sabauda, è considerata il punto opposto: quello legato alla magia bianca e alla luce. Qui si trovano alcuni degli edifici più importanti della storia torinese, come Palazzo Reale di Torino e Palazzo Madama, simboli del potere e dell’ordine della dinastia dei Savoia.

Secondo alcune interpretazioni esoteriche, l’intera città sarebbe stata progettata seguendo precise geometrie simboliche. Torino, infatti, è famosa per la sua struttura urbana regolare: strade dritte, piazze ampie e prospettive perfettamente allineate. Alcuni studiosi ritengono che questa armonia non sia solo frutto dell’urbanistica barocca, ma che nasconda anche significati simbolici legati alla conoscenza e all’illuminazione.

Un altro luogo avvolto da leggende è la Chiesa della Gran Madre di Dio, che domina l’ingresso di Piazza Vittorio Veneto dall’altra sponda del Po. La chiesa fu costruita nell’Ottocento per celebrare il ritorno dei Savoia dopo il periodo napoleonico, ma le due statue che si trovano ai lati della scalinata hanno alimentato numerose teorie.

Una rappresenta la Religione, l’altra la Fede. Secondo alcune leggende, lo sguardo della statua della Fede indicherebbe il luogo in cui sarebbe nascosto addirittura il Santo Graal. Non esistono prove concrete, naturalmente, ma questa storia ha contribuito a rendere la Gran Madre uno dei luoghi più affascinanti per chi ama i misteri.

La verità è che Torino possiede davvero qualcosa di particolare. Non tanto per la presenza reale di forze esoteriche, quanto per la quantità di simboli, storie e suggestioni che si intrecciano nella sua architettura e nella sua storia.

Tour nella Torino magica

Per questo motivo negli ultimi anni sono diventati molto popolari i tour guidati dedicati alla cosiddetta “Torino magica”. Camminando tra vicoli, piazze e palazzi storici, le guide raccontano aneddoti su alchimisti, massoni, simboli nascosti e leggende urbane.

E anche se non si crede a queste storie, partecipare a una passeggiata serale alla scoperta della Torino esoterica ha qualcosa di davvero speciale. Le luci soffuse dei lampioni, le facciate barocche e il silenzio delle piazze notturne trasformano la città in uno scenario quasi teatrale.

L’aperitivo torinese e il vermouth Carpano

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Se c’è un momento della giornata che a Torino assume un significato quasi rituale, è quello dell’aperitivo. Molto prima che diventasse una moda diffusa in tutta Italia, qui esisteva già l’abitudine di incontrarsi nei caffè e nelle enoteche per bere qualcosa prima di cena, accompagnando il drink con piccoli assaggi.

Non è un caso. Torino è infatti la città dove è nato uno dei protagonisti assoluti della cultura dell’aperitivo: il vermouth.

La storia comincia nel 1786, quando Antonio Benedetto Carpano, un giovane erborista piemontese, ebbe l’idea di aromatizzare il vino bianco con una miscela segreta di erbe e spezie. Tra queste, l’assenzio – chiamato in tedesco wermut, da cui deriva proprio il nome vermouth.

La sua creazione fu presentata per la prima volta in una bottega situata proprio nel cuore della città, non lontano da Piazza Castello. Il successo fu immediato. Il nuovo vino aromatizzato conquistò rapidamente i torinesi e, secondo la tradizione, veniva servito addirittura alla corte dei Savoia.

Da quel momento il vermouth divenne uno dei simboli della città e diede vita a una vera tradizione di produzione che ancora oggi rende Torino famosa nel mondo.

Uno dei luoghi più affascinanti per assaggiare un bicchiere di vermouth in città è senza dubbio lo storico Caffè Elena, affacciato sulla spettacolare Piazza Vittorio Veneto, una delle piazze porticate più grandi d’Europa.

Storia del vermouth

Sedersi qui al tramonto è un’esperienza molto torinese. I tavolini all’aperto si riempiono lentamente mentre la luce dorata della sera illumina i portici e il fiume Po scorre poco distante. Non è difficile immaginare i personaggi che hanno frequentato questo locale nel corso della storia: artisti, scrittori e intellettuali che si fermavano qui per discutere, osservare la città e naturalmente bere qualcosa.

Tra questi c’era anche Cesare Pavese, che amava sedersi al Caffè Elena e osservare il via vai della piazza.

Ordinare un vermouth Carpano qui significa partecipare a una tradizione che dura da oltre due secoli. Il gusto è aromatico, leggermente speziato, con una piacevole nota amara che lo rende perfetto prima di cena.

Oggi il vermouth è tornato protagonista anche nella mixology contemporanea ed è alla base di cocktail iconici come il Negroni o il Manhattan. Ma a Torino c’è un modo molto semplice e autentico per gustarlo: liscio, magari con una scorza d’arancia e qualche oliva.

Il bello dell’aperitivo torinese è proprio questo: non è solo una pausa prima della cena, ma un momento sociale, quasi una piccola cerimonia quotidiana.

Una pausa ai Giardini Reali con vista sulla Mole

Tra le tante sorprese che Torino riserva a chi ama combinare storia, cultura e momenti di relax, i Giardini Reali sono un vero rifugio nel cuore della città. Oltre a essere parte del complesso del Palazzo Reale di Torino, questi giardini offrono angoli tranquilli dove passeggiare, leggere un libro o semplicemente respirare l’aria fresca tra alberi secolari, statue e fontane eleganti.

Per chi viaggia con bambini, c’è una sorpresa speciale: un parco giochi attrezzato dove i più piccoli possono divertirsi e correre in tutta sicurezza. Quello che rende questo parco davvero unico è la cornice: i giochi sono immersi nel verde, ma da ogni punto si intravede la Mole Antonelliana, che svetta maestosa sullo skyline torinese. È raro trovare un’area gioco in città che unisca così armoniosamente divertimento e panorama, trasformando una semplice pausa in un momento memorabile anche per gli adulti.

Per la mia piccola Anita una pausa “parchetto” è tra le cose insolite da vedere e da fare a Torino che non possono mancare.

Tra storia e natura

Questi giardini hanno anche una valenza storica e culturale: originariamente concepiti come spazio di svago per la famiglia reale dei Savoia, oggi mantengono quell’eleganza regale pur diventando uno spazio pubblico accessibile a tutti. Passeggiare qui significa camminare tra alberi e fiori che hanno visto secoli di storia torinese, respirare la tranquillità della città e osservare il Po e il centro storico da una prospettiva privilegiata.

Inoltre, i Giardini Reali sono il luogo ideale per una pausa rigenerante tra una visita culturale e l’altra: dopo aver esplorato il Museo Egizio, il Palazzo Reale o i portici del centro, qui si può fermarsi qualche decina di minuti, lasciare che i bambini giochino e allo stesso tempo ammirare una delle viste più iconiche di Torino, con la Mole che si staglia verso il cielo e le Alpi in lontananza.

Cena in una piola: la Torino più autentica

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Se c’è un modo davvero autentico per capire Torino, non è solo visitare i suoi musei o passeggiare tra le piazze barocche: è sedersi a tavola in una piola. Le piole sono molto più di semplici trattorie. Sono luoghi profondamente legati alla cultura popolare piemontese, nati come osterie di quartiere dove si serviva vino sfuso accompagnato da piatti semplici della tradizione.

Un tempo erano frequentate soprattutto da operai, artigiani e studenti. Il vino arrivava direttamente dalle campagne circostanti e il menù cambiava spesso in base a ciò che offriva la cucina di casa. L’atmosfera era conviviale, informale, rumorosa: si parlava ad alta voce, si condividevano i tavoli e spesso si finiva per chiacchierare con i vicini come se ci si conoscesse da sempre.

Ancora oggi Torino conserva questo spirito in alcune piole storiche, e una delle più interessanti da provare se si alloggia vicino alla Stazione di Torino Porta Susa è La Piola.

La Piola

Il locale si trova a pochi minuti a piedi dalla stazione, in una zona residenziale dove la Torino più turistica lascia spazio alla vita quotidiana della città. Entrando si ha subito la sensazione di trovarsi in un posto autentico: l’arredamento è semplice, caldo, con tavoli di legno, lavagne con il menù del giorno e quell’atmosfera informale che invita subito a rilassarsi.

Qui la cucina segue fedelmente la tradizione piemontese, con piatti preparati secondo ricette di famiglia. Tra le specialità che vale la pena provare ci sono naturalmente gli agnolotti del plin, piccoli scrigni di pasta ripiena tipici del Piemonte, serviti spesso con sugo d’arrosto o semplicemente con burro e salvia per esaltare il sapore della pasta fresca.

Non manca poi uno dei grandi classici della cucina torinese: il vitello tonnato, preparato con fettine sottilissime di carne accompagnate dalla cremosa salsa a base di tonno, capperi e acciughe. Un piatto che racconta perfettamente la cucina piemontese, capace di unire sapori delicati e intensi nello stesso tempo.

Tra gli antipasti spesso compaiono anche peperoni con bagna cauda, flan di verdure di stagione e formaggi locali serviti con miele o mostarde. Sono piatti semplici ma ricchi di gusto, pensati per essere condivisi e per accompagnare un buon bicchiere di vino.

Cibo e vino

Perché in una vera piola il vino è protagonista tanto quanto il cibo. Le etichette arrivano spesso dalle colline piemontesi – Langhe, Roero e Monferrato – e non è raro trovare anche il classico vino della casa servito in caraffa, proprio come avveniva un tempo.

La cosa più bella di cenare in una piola come La Piola è però l’atmosfera. Non è un ristorante formale, ma un luogo dove si respira la quotidianità torinese: tavolate di amici, coppie che si incontrano dopo il lavoro, studenti che chiacchierano davanti a un piatto di pasta e un bicchiere di Barbera.

Mercati torinesi: Porta Palazzo e Balon

Per scoprire davvero l’anima popolare di Torino bisogna alzarsi presto e dirigersi verso uno dei luoghi più vivi e autentici della città: Mercato di Porta Palazzo. Qui, tra bancarelle colorate e profumi che arrivano da ogni angolo del mondo, Torino mostra il suo volto più dinamico e multiculturale.

Porta Palazzo non è un mercato qualsiasi. È considerato il più grande mercato all’aperto d’Europa, e già dalle prime ore del mattino l’intera piazza si trasforma in un enorme mosaico di colori, suoni e persone. Venditori che richiamano i clienti con le offerte del giorno, cassette di frutta e verdura impilate una sull’altra, spezie profumate e prodotti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo.

La piazza su cui si svolge il mercato è Piazza della Repubblica, uno spazio vastissimo circondato da portici storici. Il mercato qui esiste da secoli: già in epoca sabauda questa zona era il cuore commerciale della città, un punto di incontro tra contadini, commercianti e abitanti dei quartieri vicini.

Oggi il mercato riflette perfettamente la Torino contemporanea, una città sempre più internazionale. Camminando tra le bancarelle si incontrano prodotti piemontesi accanto a specialità africane, mediorientali e sudamericane. Il risultato è un mix sorprendente di culture e sapori che rende la visita un’esperienza quasi sensoriale.

Accanto alla parte all’aperto si trova anche il Mercato Centrale, ospitato nello storico edificio del Palafuksas (l’antica ghiacciaia progettata nell’Ottocento). Qui si trovano botteghe gastronomiche, panifici artigianali, piccoli ristoranti e laboratori dove è possibile assaggiare specialità locali. È il posto perfetto per fermarsi a mangiare qualcosa dopo aver esplorato le bancarelle del mercato.

Il balon

Ma la vera magia di questa zona si scopre continuando a camminare verso il quartiere di Borgo Dora, dove ogni sabato prende vita uno dei mercati più affascinanti della città: il Balon.

Il Balon è molto più di un semplice mercato delle pulci. È una tradizione torinese che affonda le radici nel XIX secolo, quando gli straccivendoli e i rigattieri si riunivano in questa zona per vendere oggetti usati e recuperati. Il nome “Balon” deriva probabilmente dal pallone aerostatico che un tempo si alzava qui per segnalare l’apertura del mercato.

Oggi il Balon è un piccolo paradiso per chi ama curiosare tra oggetti vintage e pezzi d’antiquariato. Passeggiando tra le bancarelle si trovano mobili antichi, vecchie macchine fotografiche, dischi in vinile, libri fuori catalogo, lampade d’epoca e oggetti curiosi che sembrano raccontare storie di altre epoche.

È uno di quei posti dove vale la pena prendersi il tempo di guardare con calma. A volte basta rovistare in una scatola piena di oggetti dimenticati per scoprire un piccolo tesoro.

Una volta al mese, inoltre, il Balon si trasforma nel Gran Balon, una versione ancora più grande del mercato che attira antiquari e collezionisti da tutta Italia. In queste giornate il quartiere si anima ancora di più e diventa uno dei luoghi più vivaci della città.

Un viaggio nel passato con il tram storico

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Tra le esperienze più affascinanti per vivere Torino in maniera originale c’è senza dubbio un viaggio sulla linea 7 storica, un vero e proprio “museo in movimento” che attraversa il centro città su tram d’epoca perfettamente restaurati. Il progetto è stato curato dall’ATTS – Associazione Torinese Tram Storici, con il sostegno della Città di Torino, nell’ambito degli interventi a favore del trasporto pubblico a basso impatto ambientale.

L’idea di riportare in vita la mitica linea dei Viali, conosciuta anche come linea “G” e attiva tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, ha radici profonde nella storia torinese. Il servizio originale, inaugurato il 15 aprile 1893, collegava piazza Statuto a piazza Solferino con una suggestiva linea circolare che permetteva ai cittadini di muoversi tra i grandi viali e il centro città. Oggi la linea 7 riprende questo spirito, con qualche adattamento: il percorso moderno passa lungo corso Vinzaglio, visto che i binari in piazza Solferino non esistono più, ma mantiene intatta l’atmosfera storica.

Nel 2007 la Città di Torino ha ottenuto un finanziamento dal Ministero dell’Ambiente, che, grazie anche al contributo di GTT – Gruppo Torinese Trasporti, ha permesso il restauro di numerose vetture storiche tra gli anni ’30 e ’50. Oltre a riportarle all’antico splendore estetico, i tram sono stati aggiornati con apparati tecnici, elettrici e meccanici moderni, garantendo così sicurezza e comfort senza tradire l’aspetto originale.

Un viaggio “internazionale”

L’esperienza di salire su uno di questi tram è davvero unica: seduti sui sedili di legno, con le grandi finestre che incorniciano i viali alberati, sembra di fare un salto indietro nel tempo. La città scorre lenta attorno a voi, tra le facciate barocche e liberty, le piazze monumentali e i portici eleganti. Ogni curva racconta una storia, ogni fermata evoca i tram storici che per decenni hanno accompagnato torinesi e turisti.

La linea 7 ha un percorso circolare che parte dal Piazza Castello, di fronte al Teatro Regio di Torino, e si snoda attraverso i grandi viali perimetrali e il centro storico, passando anche vicino alla stazione di Porta Nuova. È attiva la domenica e durante le altre giornate festive, ma può essere potenziata nei periodi di maggiore afflusso turistico, come Natale, Pasqua o ponti festivi. È un’esperienza perfetta sia per i visitatori che vogliono ammirare Torino da un’angolazione insolita, sia per i torinesi desiderosi di riscoprire la loro città.

L’iniziativa si ispira a esperienze analoghe già consolidate all’estero: dalla celebre Market Street Railway di San Francisco, alle linee storiche di Oporto, Rotterdam, Stoccolma, New Orleans, Santos e Lisbona (linea 28). Torino è così diventata la prima città italiana a offrire questa combinazione di storia e trasporto pubblico.

Informazioni pratiche

Il viaggio sulla linea 7 è anche comodo: si può utilizzare il tram con i normali biglietti e abbonamenti urbani. La domenica e durante le altre festività, il tram effettua 11 corse tra le 9:30 e le 19:30, con intervalli di circa 60 minuti, permettendo di pianificare la visita e godersi Torino a ritmo lento, come un tempo.

Il panorama più bello di Torino

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Si parte da Piazza Vittorio Veneto e si segue un breve sentiero tra alberi e vialetti: la salita al Monte dei Cappuccini è dolce e piacevole, perfetta anche per una passeggiata tranquilla. Arrivati in cima, lo spettacolo che si apre davanti agli occhi è davvero mozzafiato. La terrazza panoramica si trova a 283 metri di altezza e regala uno dei panorami più iconici di Torino: il fiume Po che si snoda tra i viali alberati, i tetti del centro storico e, in lontananza, il profilo imponente della Mole Antonelliana, con le Alpi che si stagliano sullo sfondo in tutta la loro maestosità.

Il Monte dei Cappuccini prende il nome proprio dai frati cappuccini: intorno al 1500, il duca Carlo Emanuele I di Savoia donò questa collinetta ai religiosi, che ancora oggi custodiscono il bellissimo convento di Santa Maria al Monte. Passeggiare tra gli alberi e i vialetti che conducono alla terrazza è come compiere un piccolo viaggio nel tempo: si cammina tra natura, storia e uno dei panorami più romantici e suggestivi di Torino.

Per chi desidera osservare la città dall’alto, questo è il punto panoramico perfetto: facilmente raggiungibile, intimo eppure così spettacolare da lasciare senza fiato. Una vera e propria cartolina vivente di Torino.

Questa tra le cose insolite da vedere e da fare a Torino è la mia preferita.

I classici da non perdere: i luoghi simbolo di Torino

Dopo aver esplorato la Torino più insolita, quella delle gallerie nascoste, delle piole di quartiere e dei mercati popolari, è impossibile lasciare la città senza dedicare del tempo ai suoi grandi classici. Torino è stata la prima capitale d’Italia e per oltre tre secoli il cuore del potere della dinastia dei Savoia. Questo passato importante ha lasciato in eredità una straordinaria concentrazione di palazzi reali, musei e piazze monumentali che raccontano la storia della città.

Passeggiare nel centro storico significa attraversare secoli di arte, politica e cultura. E ci sono alcuni luoghi che rappresentano davvero l’anima di Torino.

Il Museo Egizio: un viaggio nell’antico Egitto nel cuore della città

Tra le attrazioni più famose della città c’è senza dubbio il Museo Egizio, considerato uno dei musei dedicati alla civiltà egizia più importanti al mondo, secondo solo a quello del Cairo.

La sua storia è affascinante e risale all’Ottocento, quando i Savoia iniziarono a collezionare reperti provenienti dalle spedizioni archeologiche in Egitto. Nel corso degli anni la collezione è cresciuta fino a comprendere migliaia di oggetti che raccontano oltre quattromila anni di storia.

Entrando nelle sale del museo si ha la sensazione di intraprendere un vero viaggio nel tempo. Statue monumentali, sarcofagi decorati, papiri perfettamente conservati e oggetti di uso quotidiano permettono di scoprire da vicino la vita dell’antico Egitto.

Tra i reperti più impressionanti ci sono le statue della dea Sekhmet, l’enorme collezione di papiri e la ricostruzione della tomba di Kha e Merit, due nobili vissuti oltre tremila anni fa. È una visita che richiede tempo e curiosità, ma che lascia davvero senza parole.

Il cuore sabaudo: Palazzo Reale e Palazzo Madama

Il centro della Torino storica ruota intorno alla splendida Piazza Castello, uno spazio monumentale circondato da alcuni degli edifici più importanti della città.

Tra questi spicca il Palazzo Reale di Torino, residenza ufficiale dei Savoia per secoli. Visitare questo palazzo significa entrare nel cuore della monarchia piemontese e scoprire come viveva la famiglia reale.

Le sale sono riccamente decorate con affreschi, stucchi dorati, lampadari di cristallo e arredi preziosi. Tra gli ambienti più suggestivi c’è la Galleria del Daniel, ispirata alla celebre Galleria degli Specchi di Versailles, e l’Armeria Reale che custodisce una delle collezioni di armi antiche più importanti d’Europa.

Accanto al Palazzo Reale si trova un altro edificio simbolo della città: Palazzo Madama. Questo palazzo racconta perfettamente le diverse epoche della storia torinese. La sua struttura infatti unisce i resti di una porta romana, una fortezza medievale e una spettacolare facciata barocca progettata da Filippo Juvarra.

Oggi il palazzo ospita il Museo Civico d’Arte Antica e salendo fino alle torri si può ammirare una vista molto suggestiva sulla piazza e sui tetti del centro storico.

La Mole Antonelliana: il simbolo della città

Se c’è un edificio che rappresenta Torino in tutto il mondo è senza dubbio la Mole Antonelliana.

La sua storia è curiosa: inizialmente doveva essere una sinagoga progettata dall’architetto Alessandro Antonelli, ma nel corso dei lavori il progetto divenne sempre più ambizioso fino a trasformarsi in una delle costruzioni più alte d’Europa dell’epoca.

Oggi la Mole ospita il Museo Nazionale del Cinema, uno dei musei più originali d’Italia. Il percorso espositivo si sviluppa verticalmente all’interno dell’edificio e racconta la storia del cinema attraverso scenografie, installazioni e oggetti legati al mondo del grande schermo.

Il momento più emozionante della visita è la salita con l’ascensore panoramico che attraversa il vuoto della cupola e conduce fino alla terrazza. Da qui si gode una vista spettacolare su Torino, con i tetti della città che si estendono fino alle Alpi nelle giornate più limpide.

Piazza San Carlo: il salotto elegante di Torino

Tra i luoghi più affascinanti del centro storico c’è anche Piazza San Carlo, spesso definita il “salotto di Torino”.

Questa piazza barocca, circondata da eleganti portici e palazzi simmetrici, è uno degli spazi urbani più armoniosi d’Italia. Al centro si trova il monumento equestre dedicato a Emanuele Filiberto di Savoia, mentre sul lato meridionale sorgono le due chiese gemelle di Santa Cristina e San Carlo.

Piazza San Carlo è anche il luogo ideale per fermarsi in uno dei suoi storici caffè, come il celebre Caffè Torino, e osservare il via vai della città.

Seduti sotto i portici, con lo sguardo che spazia tra l’architettura elegante e la vita quotidiana dei torinesi, si capisce perfettamente perché questa piazza sia considerata uno dei luoghi più iconici della città.

Dove alloggiare vicino a Porta Susa

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Quando si organizza un viaggio a Torino, scegliere bene la zona in cui dormire può fare davvero la differenza. Tra le aree più pratiche della città c’è sicuramente quella intorno alla Stazione di Torino Porta Susa, uno dei principali nodi ferroviari dell’alta velocità italiana.

Negli ultimi anni questa zona è stata completamente riqualificata: la stazione stessa, con la sua grande struttura in vetro e acciaio, è diventata un simbolo della Torino contemporanea. Intorno si trovano viali alberati, negozi, ristoranti e numerosi collegamenti con il resto della città grazie alla metropolitana e ai tram.

Scegliere di alloggiare qui significa avere un punto strategico per muoversi facilmente con tram, bus, a piedi o con la metropolitana. Allo stesso tempo è la soluzione ideale per chi arriva in treno o per chi, come spesso accade durante un viaggio nel Nord Italia, prevede di fare escursioni giornaliere verso altre città.

Hotel Diplomatic

Tra le strutture più comode e apprezzate in questa zona c’è l’Hotel Diplomatic, situato proprio a pochi passi dalla stazione.

Si tratta di uno storico hotel torinese che negli anni è diventato un punto di riferimento per chi viaggia per lavoro o per turismo. L’edificio si trova lungo corso Vittorio Emanuele II, uno dei grandi viali che attraversano la città, e permette di raggiungere facilmente sia il centro sia il quartiere Cit Turin, una zona elegante nota per i suoi palazzi in stile liberty.

Le camere dell’hotel sono spaziose e confortevoli, arredate con uno stile classico che richiama l’eleganza discreta di Torino. Molte sono state rinnovate negli ultimi anni e offrono tutti i servizi necessari per un soggiorno piacevole, dal Wi-Fi alla climatizzazione.

Uno degli aspetti più apprezzati dagli ospiti è la colazione, particolarmente ricca e varia. Al mattino il buffet propone dolci tipici piemontesi, brioche, frutta fresca e opzioni salate: il modo perfetto per iniziare la giornata prima di partire alla scoperta della città.

Un altro vantaggio della posizione è la vicinanza alla metropolitana e alla fermata dei tram: la fermata Porta Susa si trova proprio davanti alla stazione e permette di raggiungere facilmente altre zone di Torino, come il Lingotto o il quartiere universitario.

Cose insolite da vedere e da fare a Torino

Torino è una città elegante, fatta di linee armoniose, palazzi barocchi e piazze regali, ma sorprendentemente vivibile. Il centro è compatto e invita a perdersi tra i portici che proteggono dal sole e dalla pioggia, tra caffè storici che profumano di cioccolato e locali che custodiscono tradizioni secolari. Ogni angolo ha una storia da raccontare, e ogni vicolo può riservare una piccola sorpresa: una bottega di artigianato, una galleria nascosta, un dettaglio architettonico che cattura lo sguardo.

Il miglior consiglio per visitarla è semplice e al tempo stesso prezioso: non avere fretta. Torino non è una città da attraversare di corsa, ma un luogo da assaporare, lentamente. È una città da vivere con i sensi: sentire il rumore dei tram sulle rotaie, annusare l’aroma del caffè appena tostato, osservare il Po che scorre lento mentre il sole tramonta dietro la Mole Antonelliana.

È camminare senza meta tra mercati colorati e piole accoglienti, salire al Monte dei Cappuccini per abbracciare la città dall’alto e fermarsi a contemplare l’orizzonte sulle Alpi. E quando arriva il momento di partire, Torino lascia sempre una sensazione indelebile: quella di una città che ti ha accolto con discrezione ma che ti ha fatto sentire parte della sua vita quotidiana.

Non ci si limita a visitarla, la si porta con sé. E la promessa che nasce spontanea, ogni volta, è sempre la stessa: torneremo presto.

Attendendo di pianificare il vostro viaggio nel capoluogo piemontese non perdetevi il nostro articolo sul Lingotto e Parco del Valentino, dove fare colazione a Torino, Venaria Reale, Gallerie d’Italia e Piazza San Carlo

L’articolo “Cose insolite da vedere e da fare a Torino” contiene link affiliati con OMIO e attività sponsorizzate come visita al MAO.