Per me Cancale è stata soprattutto una parola appuntata sull’itinerario della Bretagna: ostriche.

Ero in viaggio in Bretagna, arrivando dalla Normandia, e Cancale sembrava la tappa perfetta prima di rimettermi in strada verso Parigi. 

Una deviazione sul mare, un porto, qualche ora da trascorrere davanti alla Baia di Mont-Saint-Michel e, soprattutto, la possibilità di assaggiare una delle specialità più celebri della Bretagna direttamente nel luogo in cui viene allevata.

Poi, come spesso succede durante i viaggi, Cancale si è rivelata molto più di una degustazione.

È il porto di La Houle, sono le barche e le case affacciate sul mare, sono i parchi di ostriche che cambiano completamente aspetto con la marea, è il profumo di salsedine che accompagna la passeggiata e sono quei tavolini improvvisati davanti al porto dove l’ostrica passa direttamente dal mare al piatto.

E poi c’è la strada che continua.

La Pointe du Grouin, la costa, il sentiero dei doganieri, Saint-Malo, i piccoli borghi nei dintorni e, poco più lontano, Mont-Saint-Michel.

Se state organizzando un viaggio in Bretagna e vi state chiedendo cosa vedere a Cancale, dove mangiare le ostriche e cosa fare nei dintorni, questa è la mia guida.

Cancale, la città bretone delle ostriche

Cancale e le sue ostriche

Cancale si trova sulla costa settentrionale della Bretagna, non lontano da Saint-Malo, affacciata sulla Baia di Mont-Saint-Michel.

È una cittadina che ha mantenuto un forte legame con il mare e con l’attività degli ostricoltori, tanto che qui l’ostrica non è semplicemente una specialità gastronomica: è parte integrante del paesaggio e dell’identità del luogo.

Ed è proprio questo che colpisce arrivando.

Cancale non è soltanto un posto in cui mangiare ostriche. Le ostriche sono ovunque: nei parchi visibili dalla costa, nelle bancarelle del porto, nei ristoranti, nei racconti degli abitanti e persino nelle montagne di conchiglie che si incontrano lungo il litorale.

La prima cosa che farei arrivando è quindi dimenticare per un momento la lista delle cose da vedere e dirigermi verso il mare.

La destinazione è Port de la Houle, il cuore marinaro di Cancale.

Qui si capisce immediatamente perché questa città sia diventata una delle tappe gastronomiche più conosciute della Bretagna.

Port de la Houle: il cuore di Cancale

La parte più suggestiva di Cancale, almeno per me, è proprio quella che si sviluppa intorno al porto.

Il Port de la Houle è raccolto, vivace e profondamente legato alla vita del mare. Le case si affacciano sulla banchina e, guardando verso la baia, il paesaggio cambia continuamente in base alla marea.

In estate è impossibile non fermarsi.

Il ritmo della giornata qui sembra essere quello del mare: passeggiare, guardare le barche, sedersi a un tavolino, osservare gli ostricoltori e poi, inevitabilmente, cercare un posto dove assaggiare qualcosa.

È uno di quei luoghi in cui non serve costruire un itinerario troppo rigido.

La cosa più bella è proprio camminare.

Dal porto si può seguire la costa e raggiungere alcuni dei punti panoramici di Cancale, tra cui la Pointe du Hock, da cui la vista sui parchi di ostriche e sulla baia è particolarmente interessante.

E qui arriva uno degli aspetti che più mi hanno colpita: il paesaggio non è mai uguale.

Con la bassa marea la baia si trasforma e diventano visibili i lunghi filari dei parchi di ostriche.

A prima vista sembrano quasi disegni geometrici sulla sabbia.

È un paesaggio molto diverso dall’immagine classica che si potrebbe avere della Bretagna fatta soltanto di scogliere, fari e onde.

A Cancale il mare diventa anche una gigantesca tavola da lavoro.

Cancale e le sue ostriche

Le ostriche di Cancale: l’esperienza da non perdere

Arriviamo così al motivo principale per cui avevamo inserito Cancale nel nostro viaggio.

Le ostriche.

Se amate questo tipo di cucina, assaggiarle qui è una di quelle esperienze che hanno senso soprattutto per il contesto.

Non è semplicemente il fatto di mangiare un’ostrica.

È sapere che davanti a voi ci sono gli stessi parchi in cui viene allevata, acquistare le ostriche direttamente al porto e mangiarle praticamente con il mare come panorama.

Il luogo da cercare è il Marché aux Huîtres, il mercato delle ostriche sul porto.

Le bancarelle degli ostricoltori si susseguono e l’atmosfera è molto meno formale di quella di un ristorante.

Si sceglie, si acquista, si prende posto dove capita e si mangia.

Ed è esattamente il tipo di esperienza gastronomica che amo quando viaggio.

Niente piatti complicati o mise en place studiata.

Solo un prodotto locale, il mare davanti e il desiderio di capire davvero che sapore abbia un territorio.

Una volta aperte, le ostriche vengono servite con il loro naturale liquido di mare e, a seconda dei gusti, limone.

Io partirei sempre dalla prima senza aggiungere nulla.

Solo così si riesce a percepire davvero il sapore.

Quali ostriche scegliere a Cancale?

Se non siete esperti di ostriche, davanti alle bancarelle potreste trovarvi un po’ spaesati.

Plate? Creuse? Numero 3? Numero 2?

Niente panico.

Le due grandi categorie che si incontrano a Cancale sono le ostriche cave, dette huîtres creuses, e le ostriche piatte, le huîtres plates.

La numerazione indica invece la dimensione.

Per le ostriche cave, in generale, più basso è il numero, più grande è l’ostrica.

Quindi una n. 5 sarà più piccola di una n. 3, mentre una n. 1 sarà decisamente più grande.

Per una prima degustazione sceglierei una misura intermedia, così da concentrarmi sul sapore senza trasformare la degustazione in una gara alla grandezza.

Ma la vera differenza, secondo me, è un’altra: assaggiarne più di una.

Perché è interessante scoprire come possano cambiare consistenza, sapidità e intensità a seconda dell’allevamento e della tipologia.

E soprattutto capire una cosa che spesso dimentichiamo quando acquistiamo un prodotto gastronomico già confezionato: il luogo cambia il modo in cui lo percepiamo.

Mangiare un’ostrica a Cancale, davanti alla baia da cui proviene, è un’esperienza completamente diversa.

Cancale e le sue ostriche

Il mercato delle ostriche di Cancale

Il mercato è una delle esperienze che non perderei durante una visita.

Non aspettatevi necessariamente un mercato tradizionale al coperto.

Qui il rapporto con il mare è diretto.

Le bancarelle si trovano nella zona del porto e gli ostricoltori propongono il loro prodotto ai visitatori.

Una delle cose che ho trovato più interessanti è proprio la semplicità dell’esperienza.

Le ostriche vengono vendute in base alla pezzatura e alla quantità, vengono aperte al momento e poi si può mangiare direttamente sul posto.

Dopo la degustazione, poi, arriva una scena che sembra quasi impossibile da vedere altrove: le conchiglie vengono lasciate sulla riva.

Nel corso del tempo si sono create vere e proprie accumulazioni di gusci.

È una di quelle immagini che raccontano Cancale meglio di qualsiasi fotografia patinata.

Qui il cibo non è separato dal territorio.

È il territorio.

Cancale e la magia delle maree

Prima di organizzare una giornata a Cancale, c’è una cosa che controllerei sempre:

gli orari delle maree.

La differenza tra alta e bassa marea cambia completamente il paesaggio.

Durante la bassa marea emergono i parchi di ostriche e la baia assume un aspetto quasi lunare.

È il momento migliore per rendersi conto delle dimensioni dell’attività degli ostricoltori.

Guardando dalla costa, le file ordinate sembrano quasi infinite.

Durante l’alta marea, invece, il paesaggio torna a essere quello di una grande distesa d’acqua.

Per questo motivo, se potete scegliere quando arrivare, io cercherei di far coincidere almeno una parte della visita con la bassa marea.

Non soltanto per fotografare il paesaggio.

Perché è il modo migliore per capire Cancale.

Cosa vedere a Cancale oltre alle ostriche

Dopo aver mangiato, viene voglia di camminare.

E Cancale si presta molto bene a essere visitata lentamente.

Dal porto si può risalire verso il centro e continuare lungo la costa, seguendo i tratti del Sentier des Douaniers, il celebre GR34 che attraversa gran parte della costa bretone.

Il percorso regala scorci molto belli sulla baia e permette di vedere Cancale da una prospettiva diversa.

Uno dei punti da raggiungere è la Pointe du Hock, particolarmente interessante per la vista sui parchi di ostriche.

Proseguendo lungo la costa si incontrano altri punti panoramici, tra cui la Pointe des Crolles.

Non serve necessariamente percorrere lunghi tratti del GR34.

Anche una passeggiata breve è sufficiente per respirare quell’atmosfera che cercavo quando ho scelto di inserire Cancale nel nostro itinerario.

Il bello è alternare.

Un po’ di paese.

Un po’ di mare.

Una degustazione.

Una passeggiata.

E poi di nuovo il mare.

Pointe du Grouin: cosa vedere vicino a Cancale

Se avete più di qualche ora, la tappa che aggiungerei senza esitazione è la Pointe du Grouin.

È uno dei paesaggi più spettacolari di questa parte della Bretagna.

Qui la costa cambia completamente.

Dalle atmosfere raccolte del porto si passa alle scogliere, al vento e all’Oceano Atlantico che si apre davanti agli occhi.

La Pointe du Grouin è uno di quei luoghi in cui vale la pena fermarsi anche soltanto per guardare.

Il sentiero conduce verso diversi punti panoramici e permette di osservare le isole e la costa.

In una giornata estiva, con il cielo limpido, il contrasto tra il blu del mare, il verde della vegetazione e la roccia è spettacolare.

E c’è una cosa che ho imparato viaggiando in Bretagna: anche quando è piena estate, portate una giacca.

Il vento sulla costa non segue necessariamente il calendario.

Cancale e Saint-Malo: due tappe da abbinare

Cancale e le sue ostriche

Se state costruendo un itinerario lungo la costa bretone, Cancale e Saint-Malo stanno benissimo insieme.

Le due destinazioni sono abbastanza vicine da poter essere visitate nella stessa giornata, anche se io preferirei concedere a entrambe il tempo necessario.

Saint-Malo ha un carattere completamente diverso.

La città fortificata, le mura, le spiagge e il rapporto con il mare raccontano una Bretagna più monumentale rispetto alla dimensione quasi gastronomica e marinara di Cancale.

Il mio consiglio sarebbe quindi di non scegliere tra le due.

Cancale per le ostriche e il porto.

Saint-Malo per la città fortificata e il mare.

E, se possibile, una passeggiata sulle mura di Saint-Malo al tramonto.

Mont-Saint-Michel da Cancale

Un altro grande protagonista della zona è naturalmente Mont-Saint-Michel.

La distanza permette di inserirlo facilmente nello stesso itinerario, anche se merita una visita dedicata.

La prima volta che si vede il Mont da lontano sembra quasi un’immagine irreale.

Il borgo arroccato sull’isolotto, l’abbazia e la distesa della baia sono uno dei paesaggi più riconoscibili della Francia.

Se state arrivando dalla Normandia, come nel nostro caso, Mont-Saint-Michel può essere già stato una tappa del viaggio.

Ed è proprio per questo che Cancale può diventare una deviazione interessante: permette di vivere un’altra faccia della stessa baia.

Da una parte il monumento.

Dall’altra il mare, gli ostricoltori e una città che ha costruito la propria identità proprio intorno a ciò che arriva dall’acqua.

Se come me sei appassionato di Francia puoi leggere, per trovare ispirazione, anche i reportage sulla NORMANDIA e su PARIGI.

Cosa mangiare a Cancale oltre alle ostriche

Se siete arrivati a Cancale soltanto per le ostriche, lasciate comunque un po’ di spazio alla cucina bretone.

La gastronomia della regione è molto più ampia.

Partirei dalle galette bretonne, preparate con farina di grano saraceno, e dalle crêpes dolci.

Poi ci sono il pesce, i molluschi, le cozze, i crostacei e naturalmente il burro salato, uno degli ingredienti simbolo della cucina locale.

E poi c’è il sidro bretone.

Una pausa in una crêperie, una galette salata e un bicchiere di sidro possono essere il modo perfetto per completare una giornata dedicata alle ostriche.

Per dessert, invece, lasciatevi tentare dalle specialità bretoni a base di burro.

Perché se c’è una cosa che la Bretagna non fa con moderazione è proprio il burro.

E devo dire che non mi dispiace affatto.

Cancale e le sue ostriche

Cosa vedere nei dintorni di Cancale

Se avete qualche giorno a disposizione, la zona offre moltissime possibilità.

Oltre a Saint-Malo e Mont-Saint-Michel, vale la pena prendere in considerazione alcuni dei piccoli centri che punteggiano l’entroterra e la costa.

Uno dei più interessanti è Saint-Suliac, considerato tra i più bei villaggi di Francia.

È piccolo, raccolto e completamente diverso dalla dimensione più turistica di Saint-Malo.

Poi c’è Dinan, con il suo centro medievale, le case a graticcio e il porto sul fiume Rance.

Dinan merita tranquillamente una giornata.

È una di quelle città in cui la cosa migliore da fare è semplicemente perdersi tra le strade.

Se invece amate i luoghi legati alla letteratura e alla storia bretone, potete considerare anche Combourg, legata alla figura di François-René de Chateaubriand.

Una deviazione nella Bretagna medievale:Dinan 

Dinan è una città completamente diversa da Cancale: qui il mare lascia spazio alle mura medievali, alle stradine in salita, alle case a graticcio e alla valle della Rance. Ed è l’altra destinazione bretone che ha caratterizzato il mio viaggio. 

Dinan fu una delle città dei duchi di Bretagna ed è ancora oggi circondata da una delle più importanti cinte fortificate della regione: circa 2,2 km di bastioni, dieci torri e quattro porte fortificate.

Ma la cosa che più colpisce, passeggiando nel centro storico, sono le case a graticcio: facciate colorate, travi in legno, botteghe e strade acciottolate che sembrano costruite apposta per essere fotografate.

Il percorso più caratteristico è quello che collega la parte alta della città al porto attraverso la Rue du Jerzual, una delle strade simbolo di Dinan. La strada scende tra edifici medievali e botteghe artigiane fino alla Rance; il collegamento tra il porto e la città alta esiste da circa dieci secoli.

Ed è proprio questo il percorso che sceglierei per visitarla: prima perdersi nel centro storico, poi scendere verso il porto e infine fermarsi a guardare la città dal basso.

Luoghi imperdibili

Il porto di Dinan, infatti, si trova ai piedi della città medievale, lungo la Rance. Oggi è soprattutto un luogo di passeggio e partenza per escursioni sul fiume, ma la sua storia è molto più antica: per secoli fu un importante punto commerciale collegato alla Bretagna e ai traffici con l’Inghilterra e le Fiandre.

Se avete tempo, vale la pena percorrere anche i bastioni. Il percorso ufficiale dura circa due ore e permette di osservare da una prospettiva diversa il centro storico e la valle circostante.

Tra una strada e l’altra, poi, lasciate spazio a una pausa gastronomica. Dinan è perfetta per fermarsi in una crêperie, ordinare una galette bretonne accompagnata da sidro e continuare a esplorare senza fretta.

Quando andare a Cancale

L’estate è probabilmente il periodo più immediato per visitare Cancale.

Le giornate sono lunghe, le temperature permettono di camminare lungo la costa e il porto è particolarmente vivace.

È anche il momento in cui abbiamo incontrato Cancale durante il nostro viaggio dalla Normandia verso Parigi.

Ma la Bretagna non è necessariamente una destinazione da limitare all’estate.

Anzi.

Fuori stagione il rapporto con il mare diventa ancora più intenso e il carattere della costa cambia completamente.

Se però scegliete l’estate, controllate sempre maree e previsioni del vento.

E ricordate che sulla costa bretone il meteo può cambiare velocemente.

Perché inserire Cancale in un viaggio in Bretagna

Se state organizzando un viaggio in Bretagna e avete già segnato Saint-Malo, Mont-Saint-Michel e magari Dinan, io aggiungerei Cancale.

Non soltanto perché è bella.

E nemmeno soltanto perché qui si mangiano alcune delle ostriche più famose della Francia.

La sceglierei perché permette di vedere un territorio attraverso il suo cibo.

A Cancale il paesaggio e la gastronomia sono praticamente inseparabili.

Guardate il mare e vedete dove crescono le ostriche.

Scendete al porto e trovate gli ostricoltori.

Vi sedete a mangiare e state guardando la baia.

Camminate sulla costa e vedete i parchi che con la bassa marea emergono davanti a voi.

È una destinazione in cui mangiare diventa un modo per conoscere il territorio.

Ed è forse questa la cosa che ricorderò più di tutte.