BRA’S 2026: il Festival della Salsiccia e non solo
Se si pensa ai festival gastronomici o alle sagre si pensa solo a come si mangia bene e al buon cibo poi ci sono eventi capaci di trasformare un’intera città in un racconto fatto di sapori, persone, tradizioni, musica, cultura e incontri.
Indice
- 1. Dove si trova Bra
- 2. Cos’è BRA’S
- 3. Come si svolge BRA’S
- 4. Cosa mangiare al BRA’S
- 5. Dove mangiare a Bra: Ristorante e Albergo Badellino
- 6. Gli show cooking di BRA’S 2026: da L’Orso in Cucina ad Antonella Ricci
- 7. BRA’S con bambini
- 8. Cosa vedere a Bra oltre BRA’S
- 9. Dove dormire a Bra: Hotel Cavalieri
- 10. BRA’S e la valorizzazione del territorio: quando un festival racconta una città
- 11. BRA’S 2026: perché andarci con i bambini
È quello che abbiamo trovato a BRA’S 2026, il Festival della Salsiccia di Bra, del Formaggio Bra DOP, del Pane di Bra e del Riso di Bra, che dal 17 al 20 settembre 2026 ha trasformato Bra, in provincia di Cuneo, in una grande festa dedicata alle eccellenze del territorio.
Siamo partiti pensando soprattutto alla Salsiccia di Bra e ci siamo ritrovati a vivere un fine settimana molto più ricco di quello che immaginavamo: abbiamo assaggiato prodotti piemontesi, assistito a show cooking, incontrato chef e produttori, passeggiato per il centro storico e, soprattutto, scoperto che BRA’S è un festival pensato anche per le famiglie.
E se viaggiate con bambini, questo è un aspetto da non sottovalutare.
Tra una degustazione e l’altra, infatti, ci sono giostre, laboratori, personaggi ispirati a Pinocchio, musica e spazi pensati proprio per i più piccoli.
Ma partiamo dall’inizio.
Dove si trova Bra

Bra si trova in provincia di Cuneo, nel cuore del Piemonte, tra Langhe e Roero e a poca distanza da alcune delle località più conosciute della regione.
È una città che spesso viene considerata come punto di passaggio per visitare le Langhe, ma che merita invece di essere scoperta con calma.
Bra è conosciuta soprattutto per la sua tradizione gastronomica e per il legame con Slow Food, movimento nato proprio in questo territorio. La città è inoltre la patria della Salsiccia di Bra, del Formaggio Bra DOP, del Pane di Bra e del Riso di Bra: quattro prodotti che rappresentano il cosiddetto “poker del gusto braidese”.
Ed è proprio da questi quattro prodotti che nasce BRA’S.
La città è facilmente visitabile a piedi e il centro storico permette di spostarsi tra piazze, palazzi, chiese, locali e stand del festival senza dover continuamente utilizzare l’auto.
Per una famiglia questo fa una grande differenza: si può lasciare la macchina e costruire una giornata alternando cibo, cultura e momenti di gioco.
Cos’è BRA’S
BRA’S è il Festival della Salsiccia, del Formaggio, del Pane e del Riso di Bra.
Non è quindi semplicemente una sagra dedicata alla carne, anche se la Salsiccia di Bra rimane naturalmente la protagonista.
Il festival nasce per raccontare un patrimonio gastronomico profondamente legato alla città e per mettere in dialogo produttori, consorzi, ristoratori, chef, artigiani e pubblico.
La Salsiccia di Bra ha una storia particolare, che ho avuto il piacere di ascoltare direttamente dalle parole del direttore del Festival Luigi Barbero. Le sue origini vengono ricondotte alla comunità ebraica della vicina Cherasco, che richiedeva insaccati senza carne suina. La tradizione si è poi consolidata fino all’autorizzazione ufficiale alla produzione, arrivata nel 1847 attraverso un Regio Decreto sabaudo.
Oggi la Salsiccia di Bra è prodotta esclusivamente da sette macellerie della città e viene consumata fresca, proprio per preservarne le caratteristiche.
Accanto alla salsiccia troviamo il Formaggio Bra DOP, nelle versioni Tenero e Duro, il Pane di Bra e il Riso di Bra.

Quattro prodotti diversi, ma con un elemento in comune: raccontano il territorio attraverso le persone che li producono.
Ed è proprio questo, secondo me, uno degli aspetti più interessanti di BRA’S.
Non si viene soltanto a mangiare qualcosa di buono. Si viene a capire da dove arriva.
Come si svolge BRA’S
Durante i giorni del festival il centro di Bra cambia completamente volto.
Le piazze diventano aree gastronomiche, i portici ospitano cucine e degustazioni, mentre il programma si distribuisce tra show cooking, talk, concerti, mercati, attività per bambini e visite alla città.
Nel 2026 il festival si è svolto dal 17 al 20 settembre.
Uno dei cuori della manifestazione è stata Piazza XX Settembre, con la Piazza delle Eccellenze, dove erano presenti prodotti e produttori non soltanto di Bra ma anche del Piemonte e delle regioni ospiti.
Poi c’erano i Mercati del Gusto, il Villaggio delle Regioni, l’area Around the World, gli show cooking e soprattutto l’Ala Stellata, sotto i portici storici di Corso Garibaldi.
Il risultato è una manifestazione molto dinamica: non c’è un unico luogo in cui “succede tutto”, ma bisogna camminare, guardarsi intorno e lasciarsi guidare dai profumi.
Ed è proprio questo che ci è piaciuto.
BRA’S si vive camminando, anche con il passeggino al seguito.

Cosa mangiare al BRA’S
Se venite a BRA’S con l’idea di assaggiare, preparatevi: scegliere cosa mangiare non sarà semplicissimo.
La Piazza delle Eccellenze raccoglieva prodotti e specialità del territorio, con produttori e realtà provenienti da diverse zone del Piemonte.
Accanto alle eccellenze braidesi era possibile incontrare altre espressioni della gastronomia piemontese e non solo, grazie alla presenza del Villaggio delle Regioni.
Ma il luogo che più incuriosisce chi arriva al festival è senza dubbio l’Ala Stellata.
Sotto gli storici portici di Corso Garibaldi, BRA’S porta infatti la cucina degli chef stellati direttamente nel cuore della città.
Nel 2026 i due Resident Chef sono stati Pasquale Laera, del ristorante Borgo Sant’Anna di Monforte d’Alba, e Gabriele Boffa, della Locanda Sant’Uffizio di Cioccaro di Penango.
Entrambi hanno proposto piatti dedicati ai sapori di Bra, con l’obiettivo di trasformare le quattro eccellenze locali in piatti di alta cucina accessibili al pubblico.
La particolarità? I piatti stellati erano proposti a 15 euro, permettendo così di avvicinarsi alla cucina degli chef anche senza vivere un’esperienza gastronomica tradizionale da ristorante stellato.

Tra gli Chef Ambassador dell’edizione 2026 c’erano inoltre Antonino Cannavacciuolo, Carlo Cracco, Enrico Crippa, Michelangelo Mammoliti e Massimo Camia, insieme a numerosi protagonisti del mondo della gastronomia e della panificazione.
E proprio Antonino Cannavacciuolo è stato uno dei protagonisti più attesi dell’edizione 2026, in qualità di Chef Ambassador e Main Testimonial.
Tra le proposte e le degustazioni del festival non mancava poi il mondo della pasticceria, con una presenza particolarmente curiosa: il panettone, nelle sue interpretazioni dolci e salate, legato anche al lavoro di Cannavacciuolo.
Per chi ama scoprire come un prodotto possa cambiare completamente identità attraverso tecniche e ingredienti diversi, è uno degli aspetti che vale la pena osservare.
E poi c’è la parte più semplice e conviviale: la Salsiccia di Bra protagonista di panini, preparazioni, degustazioni e interpretazioni contemporanee.
Da provare anche il Bramezzino, il tramezzino con Salsiccia di Bra nato per celebrare il centenario del tramezzino, e i Brajoux, piccoli prodotti di pasta choux ripieni di Salsiccia di Bra.
Insomma: qui la salsiccia non è mai semplicemente “una salsiccia”.

Dove mangiare a Bra: Ristorante e Albergo Badellino
Se volete uscire dall’atmosfera del festival e sedervi a tavola, una possibilità in centro è il Ristorante Albergo Badellino, in Piazza XX Settembre.
La posizione è particolarmente comoda perché permette di rimanere nel cuore della città e di raggiungere facilmente a piedi le principali zone di BRA’S.
Per un weekend dedicato alla gastronomia braidese può essere una soluzione interessante anche per chi cerca una struttura che unisca ristorazione e pernottamento.
E, naturalmente, quando si è a Bra, vale la pena lasciarsi guidare dalla cucina locale: la Salsiccia di Bra, il formaggio, i primi piatti piemontesi e le specialità della tradizione sono il modo più immediato per continuare a tavola il viaggio iniziato tra gli stand del festival.
Gli show cooking di BRA’S 2026: da L’Orso in Cucina ad Antonella Ricci
Una delle parti che abbiamo seguito con maggiore curiosità è stata quella degli show cooking.
BRA’S non si limita infatti a mettere il piatto finito sul tavolo: permette al pubblico di vedere come nasce.
Nel programma 2026 c’erano appuntamenti dedicati a diverse cucine e contaminazioni.
Tra quelli che abbiamo seguito c’è stato L’Orso in Cucina, protagonista del cooking show dedicato al BRArancino e poi del viaggio gastronomico Bra-Sicilia.
Un modo divertente per vedere come la Salsiccia di Bra possa incontrare tradizioni gastronomiche molto diverse.
Un altro momento interessante è stato quello con Antonella Ricci, protagonista di due appuntamenti: Dalla Puglia con Amore e I BraVioli.
E poi c’erano Fulvio Marino, mugnaio e panificatore piemontese di terza generazione, e tanti altri protagonisti del mondo del gusto.
Quello che ci è piaciuto degli show cooking è proprio la loro capacità di rendere la cucina qualcosa da guardare, ascoltare e comprendere.
Anche per i bambini può diventare un modo per avvicinarsi al cibo e capire che dietro quello che arriva nel piatto ci sono lavoro, creatività, tradizione e persone. Ed Anita ha apprezzato particolarmente e per una volta in viaggio non abbiamo avuto problemi con suo cibo e le sue preferenze così limitate.

BRA’S con bambini
Se vi state chiedendo se BRA’S sia un festival adatto alle famiglie, la risposta per noi è sì.
Anzi, una delle cose che abbiamo apprezzato di più è stata proprio la possibilità di costruire una giornata in cui non tutto ruotasse intorno al cibo.
Per i bambini c’era innanzitutto la giostra con i cavalli, una di quelle attrazioni capaci di conquistare immediatamente i più piccoli.
E poi il Paese dei Balocchi, allestito nei Giardini del Belvedere e pensato nel 2026 con un tema dedicato a Pinocchio, in occasione del bicentenario della nascita di Carlo Lorenzini, in arte Collodi.
Uno spazio gratuito dedicato ai bambini, con giochi, laboratori, truccabimbi e attività ispirate al mondo della fiaba.
È proprio questo il genere di iniziativa che rende un festival gastronomico più interessante per una famiglia.
Mentre gli adulti possono fermarsi ad ascoltare uno chef, acquistare un prodotto o assaggiare una specialità, i bambini hanno uno spazio tutto loro.



Cosa vedere a Bra oltre BRA’S
Il consiglio più importante che possiamo darvi è questo: non venite a Bra soltanto per il festival.
BRA’S può essere l’occasione per scoprire una città che merita almeno qualche ora di passeggiata.
Il centro storico si può visitare facilmente a piedi e tra le cose da vedere ci sono Palazzo Mathis, le chiese barocche, Palazzo Traversa e le vie del centro.
Palazzo Mathis, in particolare, è uno dei luoghi da inserire nell’itinerario. Durante BRA’S 2026 ospitava anche la mostra “Egitto, sulle tracce degli Dei”, realizzata dalla Fondazione Museo Egizio in collaborazione con il Comune di Bra.
La mostra proponeva tredici amuleti originali e altri reperti legati alla cultura religiosa dell’antico Egitto.
Da vedere anche la Chiesa di Sant’Andrea, progettata da Gian Lorenzo Bernini e realizzata nel XVII secolo, e la Chiesa di Santa Chiara, uno degli esempi più interessanti del Barocco piemontese.
Interessante anche la Chiesa della Santissima Trinità, legata alla Confraternita dei Battuti Bianchi, che nel 2026 ha celebrato quattro secoli di storia.
Se volete approfondire la città, durante il festival era disponibile anche un Bra Walking Tour, un itinerario guidato attraverso Via Cavour, Palazzo Comunale, Palazzo Mathis, Sant’Andrea, Santa Chiara, Palazzo Traversa, la Santissima Trinità e Corso Cottolengo.
E poi c’è la Zizzola, il simbolo di Bra, che domina la città dalla collina.
Se avete più tempo, Bra può diventare inoltre una base per esplorare il territorio circostante: Langhe, Roero e alcuni dei borghi e paesaggi più belli della provincia di Cuneo sono facilmente raggiungibili in auto.






Dove dormire a Bra: Hotel Cavalieri
Per il nostro soggiorno abbiamo scelto il Phi Hotel Cavalieri, una struttura comoda sia per chi arriva in auto sia per chi vuole utilizzare Bra come base per scoprire il territorio.
L’hotel si trova in Piazza Giovanni Arpino, a poca distanza dal centro, e per un weekend in città si è rivelato particolarmente pratico. Ma quello che abbiamo apprezzato di più è stata la sua attenzione alle famiglie con bambini.
Qui, infatti, i piccoli ospiti sono davvero considerati: ci sono seggioloni per la colazione e per i pasti, culle disponibili e persino dei mini WC dedicati ai bambini nei bagni della hall. Un dettaglio che può sembrare piccolo, ma che racconta bene quanto siano importanti le esigenze delle famiglie.
Anche le camere sono un punto di forza: spaziose e confortevoli, permettono di muoversi facilmente anche con un bambino e con tutto quello che inevitabilmente accompagna un viaggio in famiglia.
E poi c’è la colazione, che per noi non è mai un semplice “servizio dell’hotel”, ma una parte importante dell’esperienza di viaggio. Al Phi Hotel Cavalieri abbiamo trovato una proposta attenta anche alle eccellenze del territorio, un modo piacevole per iniziare la giornata assaggiando prodotti legati alla tradizione piemontese.

BRA’S e la valorizzazione del territorio: quando un festival racconta una città
La cosa che ci ha colpito di più di BRA’S è forse questa: il festival non cerca semplicemente di portare persone a Bra per mangiare.
Utilizza il cibo come punto di partenza per raccontare un territorio intero.
La Salsiccia di Bra porta con sé una storia secolare. Il Formaggio Bra DOP racconta una tradizione casearia. Il Pane di Bra parla di grani, farine e panificazione. Il Riso di Bra amplia ancora lo sguardo verso un’altra produzione agricola.
Intorno a questi prodotti si muovono macellai, agricoltori, panificatori, casari, chef, ristoratori, produttori e commercianti.
E poi ci sono le piazze, i palazzi, le chiese, i musei, le attività per bambini, la musica e le iniziative culturali.
È questo che trasforma una manifestazione gastronomica in un’occasione di promozione turistica.
Anche la scelta di coinvolgere chef stellati va nella stessa direzione: portare la materia prima locale in una dimensione contemporanea, mostrando che una tradizione può essere raccontata senza rimanere immobile.
L’edizione 2026 ha inoltre posto particolare attenzione all’accessibilità. BRA’S è stato presentato come primo grande evento enogastronomico italiano “blind-friendly”, con menù accessibili alle persone cieche e ipovedenti attraverso Braille e QR code associati a supporti stampati in 3D.
È un dettaglio importante perché racconta un’idea di festival che non vuole soltanto essere grande, ma anche più inclusivo.

BRA’S 2026: perché andarci con i bambini
Dopo aver trascorso un week end qui, credo che il modo migliore per vivere BRA’S sia proprio quello di non arrivare con un programma troppo rigido.
Scegliete qualche cosa che volete assolutamente assaggiare, magari uno show cooking, una degustazione o un incontro con uno chef.
Poi lasciate spazio alla scoperta.
Passeggiate tra gli stand.
Entrate in una bottega.
Fermatevi davanti a una giostra.
Portate i bambini al Paese dei Balocchi.
Scoprite Palazzo Mathis.
Guardate la Zizzola.
E, soprattutto, assaggiate.
E BRA’S, almeno per noi, è stato proprio questo: un viaggio nel gusto, ma soprattutto un viaggio dentro Bra.

L’articolo “BRA’S 2026: il Festival della Salsiccia e non solo” nasce dall’esperienza e dal progetto condiviso con Bra’s

