“Milano è grigia”. Quante volte noi milanesi ce lo siamo sentiti dire? E quanto l’abbiamo sperimentato in questa lunga pandemia ogni qual volta vedevamo foto e video di mare e montagna ?

E se da un lato è vero, che vivere in una città metropolitana ha sia pregi che difetti, dall’altra scopriamo la bellezza dei grandi spazi verdi cittadini e i parchi di quartiere. Così Milano diventa verde e a colori più che grigia e scura. 

Oggi per celebrare la Giornata della Terra, conosciuta nel mondo come Earth Day, andiamo in giro per Milano visitandone i parchi e zone verdi; dove è possibile staccare e riprendere fiato al termine di una giornata impegnativa, fare sport, od organizzare un pic nic sull’erba durante il weekend.  

Storia della Giornata Mondiale della Terra

L’Istituzione della Giornata mondiale della Terra si deve a John McConnell, un attivista per la pace che si era interessato anche all’ecologia; credeva che gli esseri umani abbiano l’obbligo di occuparsi della terra e condividere le risorse in maniera equa. 

Nell’ottobre del 1969, durante la Conferenza dell’UNESCO a San Francisco, McConnell propose una giornata per celebrare la vita e la bellezza della Terra e per promuovere la pace.

Per lui la celebrazione della vita sulla Terra significava anche mettere in guardia tutti gli uomini sulla necessità di preservare e rinnovare gli equilibri ecologici minacciati, dai quali dipende tutta la vita sul pianeta.

ll 21 marzo 1970 il team di McConnell celebrò, a San Francisco, la prima Giornata della Terra.

Ed un mese dopo, il 22 aprile 1970, si istituì la definitiva “Giornata della Terra – Earth Day”, come evento di carattere prettamente ecologista. Mentre questa Giornata della Terra era però pensata come una manifestazione prettamente statunitense, fu Denis Hayes (il primo coordinatore dell’Earth Day) a rendere la manifestazione una realtà internazionale. Dopo aver “contagiato” le città americane, Hayes fondò l’Earth Day Network arrivando a coinvolgere più di 180 nazioni.

E per me, qui a Milano, non c’è niente di meglio, che celebrare la terra e la sua bellezza partendo dai parchi cittadini; patrimonio di tutti e che tutti dobbiamo rispettare e riconoscere come bene prezioso per la città.

Giardini Indro Montanelli

Milano e i milanesi, nel 2002, rinominarono i giardini di Porta Venezia come Giardini Indro Montanelli in ricordo del giornalista e saggista che trascorreva parte delle sue giornate passeggiando nel parco.

Questi giardini furono il primo parco milanese espressamente dedicato allo svago di tutti.  Adesso ha l’aspetto di un giardino all’inglese, ospita opere di arte contemporanea oltre che Museo Civico di Storia Naturale e il Planetario Ulrico Hoepli, progettato dall’architetto Pietro Portaluppi.

Parchi a Milano

In origine, come ogni grande città europea, anche Milano aveva il suo zoo, che si trovava proprio all’interno dei giardini Indro Montanelli. Dello zoo, chiuso nel 1992, sono rimaste alcune gabbie e la vasca delle otarie riadattate e inglobate nel Museo Civico.

Parco Sempione

Parco Sempione è il secondo tra i parchi costruiti a Milano e deve il proprio nome al fatto di essere posto lungo la direttrice che dal Duomo porta, attraverso l’Arco della Pace, al Passo del Sempione.

A partire dalla fine dell’800 si realizzò il parco a partire dall’antica Piazza d’armi del castello. Già all’epoca della sua realizzazione diventa sede di iniziative pubbliche, come l’Esposizione Internazionale del 1906 di cui resta, come testimonianza, il padiglione dell’Acquario civico in stile Liberty.

L’idea progettuale fu quella di un grande parco all’inglese, composto da corsi d’acqua, sentieri, brevi alture e con un magnifico gioco prospettico tra il Castello e l’Arco della Pace.

Dagli anni ’70 ad oggi la sovrintendenza e il comune di Milano arricchirono il parco con opere contemporanee di arte ed è sede oltre dell’Acquario civico, anche della Torre Branca e del padiglione della Triennale dove si può ammirare anche la scultura i “Bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico. Nel parco infine dovete cercare il famosissimo Ponte delle Sirenette e la Cascina Nascosta per una sosta golosa nel verde.

Parco della Guastalla

La contessa Paola Ludovica Torelli della Guastalla commissionò i lavori del parco, che terminarono nel 1555, seguendo lo stile all’italiana e per quasi 500 anni è rimasto privato.

Il comune di Milano lo acquistò negli anni ’30 e si operò per restaurarlo preservando la grande peschiera centrale tutt’ora circondata da cespugli di rose e arbusti.

Parchi a Milano

La stessa peschiera è considerata un gioiello barocco, con balaustre di pietra e ringhiera di ferro, formata da due terrazze in comunicazione tra loro attraverso quattro rampe di scale.

Poco distante è ancora visibile un’edicola seicentesca contenente un gruppo in cotto e stucco raffigurante la “Maddalena assistita dagli angeli” e un tempietto neoclassico.

Questo è uno dei parchi a Milano più belli, intimi e poco frequentati.

Biblioteca degli alberi

La biblioteca degli alberi di Porta Nuova, che già nel suo nome racchiude qualcosa di magico, nata negli ultimi anni, dopo Exopo2015, è il terzo parco più grande del centro città.

Il parco è un mix tra raccordo urbano, campus culturale e giardino botanico a due passi dal “Bosco verticale” un grattacielo di bioedilizia.

Tutti i percorsi si intrecciano tra loro e di contorno ci sono alberi e foreste circolari. E ancora tetti verdi sopra edifici culturali, educativi, sociali e commerciali. In estate si trasforma in una vera “beach” urbana con ombrelloni e punti ristoro.

Orto Botanico di Brera

Come non citare l’Orto Botanico di Brera. Un vero e proprio tesoro di natura in città. Piante esotiche si fondono con quelli che sono gli odori delle piante aromatiche, dove i fiori colorati regalano allegria all’ombra di alberi secolari.  Una meravigliosa e incredibile area verde di Milano alcui ingresso proverete un’intensa emozione. Qui sembra che il tempo si sia fermato.

Parco di Villa Finzi

Il giardino di Villa Finzi, a Gorla, è un luogo che permette di passeggiare tra alberi secolari e consente ai bambini di correre e giocare nell’area a loro dedicata. Tra le specie vegetali presenti  sono da menzionare l’abete rosso e quello del Caucaso, l’albero dei tulipani e quello del caffè.

Nel 1934 il comune divenne proprietario del parco di Villa Finzi; parco realizzato dal Batthyany, ufficiale ungherese degli Ussari che qui volle la sua dimora di campagna.

Successivamente la Villa fu acquistata dai conti Finzi Ottolenghi, che ne fecero nel tempo un parco a scopo benefico per i bambini di Gorla.

Nel parco c’è il neoclassico Tempietto dell’Innocenza, ornato in primavera dalla cascata viola dei fiori del glicine e che probabilmente sorgeva su un’isoletta artificiale al centro di un laghetto formato dalle acque di un fontanile.  

Parco Lambro

Il parco Lambro è il parco più grande di Milano. Realizzato nella periferia est della città nel 1936 dall’architetto Casiraghi, la progettazione è stata sviluppata con l’intento di preservare il tipico paesaggio lombardo. Il parco è quindi caratterizzato dall’attraversamento del fiume Lambro con rogge e fontanili e vegetazione spontanea autoctona.

Parchi a Milano

Il progettista ricavò tre colline artificiali e due laghetti, oggi prosciugati, e vialetti per uno sviluppo di circa 4000 metri.

Distrutto in buona parte durante la seconda guerra mondiale, fu riqualificato tra gli anni ’50 e ’60 con l’acquisizione di altri terreni e una nuova piantumazione. Al suo interno sono state mantenute aree agricole destinate a foraggio, irrigate con il classico sistema “a marcita”. Nel parco è stato recentemente realizzato un percorso botanico, con schede dettagliate delle piante che consentono il riconoscimento degli alberi.

In periferia

Tra i parchi più periferici, ma non per questo meno interessanti di Milano ci sono sicuramente;

  • il Parco Trotter di via Padova, la cui rotonda centrale è stata dedicata al musicista Pino Daniele
  • il Parco delle Cave, grande area verde della zona ovest di Milano celebre per i suoi quattro specchi d’acqua navigabili
  • il Bosco in Città, grande area verde alle porte di Milano, dove si trova anche il particolarissimo Cimitero degli Inglesi, dedicato ai caduti del Commonwealth delle due guerre.