Quando ho letto la notizia che la rivista Time Out ha incluso il quartiere Isola di Milano tra i 40 più di tendenza al mondo del 2023 sono rimasta veramente soddisfatta.

Anche se nel tempo ha cambiato molto la sua anima, è un quartiere da visitare sia in veste di viaggiatori che di cittadini senza fermarsi ai ristoranti instagrammabili e ritrovi per gente della moda, ma entrando nella vera quotidianità che l’ha fatto finire su un elenco di portata internazionale.

Time Out dichiara di aver stilato il suo elenco avvalendosi delle segnalazioni di oltre 12mila cittadini, che hanno segnalato i propri quartieri del cuore, poi selezionati dai redattori ed esperti locali. L’elenco finale tiene conto di parametri come “lo spirito di comunità e le iniziative sociali, l’accesso agli spazi aperti e verdi e la fiorente vita di strada”.

In un mondo in cui globalizzazione a volte fa rima con spersonalizzazione, sono stati premiati quei luoghi che hanno saputo evolvere lo spirito originario in modo coerente, attento al sociale.




La classifica di Time Out

La classifica vede in testa alcuni nomi che, in maniera coerente con la sorpresa di Isola, non ci aspetteremmo tra i più cool, tradizionalmente parlando.

Nelle prime dieci posizioni abbiamo, in ordine:

  • Laureles a Medellin
  • Smithfield a Dublino
  • Carabanchel a Madrid
  • Haven a Copenaghen
  • Sheung Wan a Hong Kong
  • Brunswick Est a Melbourne
  • Mid City a New Orleans
  • Isola a Milano
  • West a Amsterdam
  • Tomigaya a Tokio

Tornando a Milano mi è venuto spontaneo provare a raccontarvi perché Isola, rientra proprio in questo elenco.

Quartiere Isola di Milano tendenza

Se cercate itinerari nei quartieri più particolari di Milano potete leggere “Come visitare il quartiere NIGUARDA” o “Come visitare il quartiere BOVISA

La storia del quartiere Isola a Milano

Il quartiere si sviluppa a partire dalla seconda metà dell’Ottocento e prende il suo nome non dalla vicinanza del fiume Seveso, come alcuni abitanti hanno raccontato dopo la più recente inondazione di fine ottobre, ma dal concetto di isolamento.

Con la costruzione della stazione Garibaldi nel 1956, il quartiere Isola risultava infatti scollegato dal resto della città, con l’unica via per raggiungerlo affidata a un ponticello.

Agli inizi del Novecento, Isola diventa un quartiere operaio, con casette basse costruite con botteghe al piano terra, magazzini nei cortili e ballatoi.

A partire dal 1926, nasce l’appuntamento bisettimanale con il mercato che, ancora oggi, raccoglie il quartiere il martedì e il sabato.

Evolvendosi Isola coltiva diverse personalità, quella di covo della ligera, la malavita milanese, ma anche l’importante ruolo di sede attiva della Resistenza durante la seconda guerra mondiale.

Solo negli anni Cinquanta, Isola viene finalmente collegata in modo efficiente al resto della città. Ma è ancora un quartiere malfamato, dove camminare per strada di notte non era una delle idee migliori.

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Isola e Expo 2015

Il cambiamento più importante verso la riqualificazione arriva negli anni dieci del Duemila, in prospettiva dell’arrivo di Expo a Milano, nel 2015.

Così partono i primi grandi progetti architettonici:

  • il Palazzo della Regione, aperto nel 2010;
  • Piazza Gae Aulenti, opera dell’architetto César Pelli inaugurata nel 2012, a poco tempo dalla scomparsa della designer e architetta alla quale è intitolata;
  • la Casa della Memoria, la cui inaugurazione è datata 2015;
  • il complesso residenziale del Bosco Verticale, progettato da Stefano Boeri e aperto ufficialmente nel 2014.

Isola e la visione del futuro

Questa serie di design moderni, che avvicinano Isola a una metropoli europea più che a una città italiana, circondano la zona verde della BAM, la Biblioteca degli Alberi di Milano, inaugurata nel 2018, e luogo di ritrovo di sabati pomeriggio assolati.

Basta un telo steso nell’erba, qualche amico, giochi in scatola o frisbee, musica a medio volume e un cane, e il polmone verde del quartiere si apre accogliente ai milanesi che non hanno paura di macchiarsi i jeans con un po’ di terra.




Da qui la passeggiata verso il cuore di Isola è breve e piacevole, tra i palazzi bassi di via Volturno che nelle mattine di sole restituiscono un’aura rosata e che ti accompagnano verso il mercato coperto di Piazzale Lagosta o verso Piazza Archinto.

Qui, tra i giochi dei bambini, qualche panchina e alberelli striminziti, le sere si fanno dense di persone in piedi con una birra in mano, o sedute a uno dei tanti tavolini che vi si affacciano.

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Isola tra centri culturali e movida food

Isola è centro culturale: ci sono diverse librerie indipendenti (tra cui Spazio bk e Isola Libri), due teatri (Teatro Verdi e la Sala Teatro Fontana), lo storico jazz club Blue Note, negozi di artigianato e vintage (Milano Manifesti, Ambroeus Milano).

Per chi sa cercare, ci sono luoghi d’associazione che ricordano più un paese che una grande città: centri sportivi a prezzi popolari, trattorie in cui cenare a meno di 15 euro, baretti in cui gustare caffé, cannolo e bicchiere d’acqua con 1 euro.

A Isola non mancano i luoghi più chic, dal ristorante Ratanà all’hub del Deus Café, o le contaminazioni culinarie del veneto Tascaro, del giapponese Casa Ramen, del portoghese Petiscaria, dei ristoranti vietnamiti, cinesi ed ecuadoregni. Ma anche come catene di altissimo livello come Mi Scusi o Hamerica’s.




Miscusi

Al giorno d’oggi infatti non è sempre facile trovare un ristorante che offra un menu genuino in un mondo che va sempre di più verso il cibo consumato in piedi e velocemente. Sedersi a un tavolo del Mi Scusi è come ritornare a casa propria e gustare un buon piatto di pasta come quello preparato dalla propria mamma.

Non c’è solo la pasta tradizionale ma anche quella integrale, di mais e molto altro ancora. Tutti i tipi di pasta inoltre sono trafilati quotidianamente e le farine adoperate per realizzarle sono tutte biologiche e di provenienza italiana. Oltre alla pasta però è possibile mangiare anche altre pietanze come ad esempio le bruschette, la parmigiana di melanzane, la burrata di zucchine e pomodori oppure i deliziosi dolci.

 Per quanto riguarda i condimenti della pasta invece si possono sceglierne tantissimi in base alle proprie preferenze: quelli più apprezzati sono senza dubbio la carbonara o la pasta alla gricia. Ma ci sono altri piatti appartenenti alla alla tradizione culinaria italiana.

Le location Miscusi Milano, come quella in Isola, sono caratterizzate da italianità, convivialità e disinvoltura. Tutto ciò, si traduce in momenti in cui il cliente assapora pasta deliziosa, ma può anche divertirsi.  

Street Art e Isola Milano

Tra le zone con più concentrazione di street art c’è senza dubbio il quartiere Isola a Milano. Considerato in passato uno dei peggiori rioni di Milano, da qualche anno grazie a alcuni interventi di riqualificazione ha cambiato volto.

Si trova proprio dietro a Piazza Gae Aulenti e al Bosco Verticale.

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Ecco dove abbiamo scovato i murales più belli:

  • Leonardo da Vinci di 250 metri quadrati in Via Pepe
  • Un progetto di street art che decora i muri del sottopasso della stazione Garibaldi
  • Murales del Frida Bar in via Antonio Pollaiuolo 3
  • Il Piccolo Principe sui muri di via della Pergola 12
  • L’Angelo e la Vergine di Guadalupe in Piazzale Archinto. Con la saracinesca dell’officina di autoricambi abbassata trovi anche il murales di Arnold
  • Aida Accolla, murales degli Orticanoodles dedicato alla ballerina in Via Pietro Borsieri 5

Quattro luoghi iconici di Isola

Una gustosa pausa pranzo al “Frida”

Il Frida, passandovi davanti, ha un aspetto pseudo alternativo, quasi da centro sociale, ma in realtà è frequentato da ogni genere di persone.

Offre un menù solido, con alcuni piatti robusti e classici, ed alcune rivisitazioni di tendenza. L’ambiente è allegro, i tavoli sono coloratissimi, mette di buon umore e richiama un po’ gli anni ’70.

Adatto ad un pranzo veloce, ad un happy hour o ad un bicchiere di vino o una birra nel dopo cena. Nella bella stagione non fatevi sfuggire il piacevole cortile con i tavoli all’aperto o da una sbirciatina nella boutique vintage ospitata nello stesso ambiente.

L’Orto condiviso

A Milano, non lo sapevo neanche io, sempre in Isola c’è una piccola oasi di verde. É il giardino condiviso di via Pepe.

Da qualche anno gli abitanti della zona hanno preso in gestione un casolare abbandonato con l’adiacente giardino e vi hanno piantato fiori, ortaggi e alberi da frutto. Organizzano pranzi comunitari, si aiutano nella realizzazione degli arredi, come panchine o tavoli e condividono le esperienze e i frutti del proprio lavoro, ma soprattutto il tempo per ritrovarsi e socializzare.




La ciclofficina la “Stecca”

La filosofia di base è “lo vedi, lo fai, lo insegni”.

Ovvero é uno spazio polifunzionale che parte dal recuperare e riciclare materiale che altrimenti finirebbe dritto tra i rifiuti legato, appunto, alle biciclette: ruote, cerchi, gomme. La struttura poi mette a disposizione gli strumenti per effettuare la riparazione. Ma é molto altro. É un quartiere che vive. Ci si scambiano informazioni, si imparano cose nuove, si curano le relazioni e si recupera il lavoro che sporca le mani, ma pulisce i pensieri.

Oltre all’officina in sè per sè ci sono una falegnameria e dei locali per organizzare incontri culturali, momenti per bambini e manifestazioni perché lo spirito delle autofficine é anche quello includere e accogliere tutti per il bene del lavoro condiviso e del proprio quartiere.

É una realtà così particolare che merita di essere incontra e conosciuta.

La Casa della Memoria

Casa della Memoria è stata inaugurata nel 70° anniversario della Liberazione, voluta dall’Amministrazione comunale come spazio pubblico aperto alla città per promuovere un confronto e una riflessione sulla storia ancora recente della nostra Repubblica e sui valori ideali e politici sui quali si fonda.

L’istituzione è quindi dedicata ai valori di libertà e democrazia ed è un monumento in omaggio a chi ha lottato contro il nazifascismo, alle vittime del terrorismo e delle stragi del secondo ‘900.

Tutti gli eventi culturali e le manifestazioni pubbliche organizzati a Casa della Memoria sono gratuiti. Un ricco programma di mostre, conferenze, performance e letture anima gli spazi al piano terra durante tutti i mesi dell’anno.




Casa della Memoria ospita cinque associazioni (ANED, AIVITER, ANPI, Associazione Piazza Fontana 12 dicembre 1969 e Istituto Nazionale Ferruccio Parri – già INSMLI) che con la loro attività e la collaborazione dell’Amministrazione comunale mantengono viva la memoria della storia d’Italia, dalla Resistenza agli anni del terrorismo, promuovendo il dibattito con i cittadini e attivando un dialogo con le nuove generazioni.

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Oltre Isola: Porta Nuova, simbolo della Milano contemporanea

Il cuore del nuovo quartiere di Porta Nuova è Piazza Gae Aulenti, un ampio spazio circolare, pedonale e sopraelevato rispetto al livello della strada. Al centro, circondate da una lunga panchina in pietra, si trovano tre fontane a sfioro che durante il giorno si animano di giochi d’acqua a ritmo di musica e di sera brillano alla luce del Solar Tree, un’installazione luminosa a led che sfrutta l’energia solare.

Lungo il perimetro, si innalzano la Unicredit Tower, che con i suoi 230 metri è il grattacielo più alto d’Italia, e altri due avveniristici edifici, tutti in acciaio e vetro, che, come in un abbraccio, avvolgono la piazza.

Ai loro piedi, un percorso di shopping tra le vetrine dei negozi e riparato da un porticato, prosegue lungo le vie che, dalla piazza, proseguono verso Corso Como, impreziosita dall’installazione Egg di Alberto Garutti, la stazione Garibaldi e il quartiere Isola.

Il verde, vero protagonista del quartiere Porta Nuova

Accanto a Piazza Gae Aulenti si apre uno spazio dove il vero protagonista è il verde. A introdurlo è il bell’edificio in vetro e legno disegnato da Michele De Lucchi e chiamato il “sellino” per la sua forma bassa e arrotondata: progettato come padiglione di Unicredit per eventi e asilo nido per i figli dei dipendenti, è stato ora trasformato negli Ibm Studios, dedicati alla trasformazione digitale delle aziende italiane.

Alle sue spalle, la Biblioteca degli Alberi – BAM unico esempio di giardino contemporaneo in Italia che conta oltre 100 specie botaniche. Oltre a creare un più armonico collegamento con il vicino quartiere Isola, è un nuovo luogo a disposizione della città, da vivere tra passeggiate nel verde, laboratori didattici per i piccoli ed eventi gestiti dalla Fondazione Catella.

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Il Bosco Verticale

Basta alzare lo sguardo per ammirare il pluripremiato Bosco Verticale, le due torri residenziali progettate dallo Studio Boeri: un inno alla sostenibilità, dove grandi terrazze accolgono oltre 900 specie arboree che garantiscono una preziosa fonte di ossigeno, la riduzione di escursioni termiche e l’assorbimento delle polveri sottili.

In direzione opposta, invece, si può percorrere la Promenade delle Varesine, un percorso ciclopedonale che corre tra giardini di aceri e aiuole fiorite ridando nuova vita e bellezza all’ex area delle Varesine, il luna park di Milano abbandonato per anni.

Info pratiche

Per arrivare ad Isola dai diversi punti della città si può prendere la metro verde e scendere in Garibaldi, la metro gialla e scendere in Zara ed infine la metro lilla e scendere proprio alla fermata Isola.

Mi raccomando, in zona i parcheggi scarseggiano quindi la macchina é meglio lasciarla a casa.

Mappa

Per aiutarvi a seguire meglio l’itinerario indicato in questo post vi lascio la mappa con tutti i punti più importanti segnalati.