Bovisa. Quartiere a nord di Milano delimitato dai binari della ferrovia, lambito a sud dalla circonvallazione esterna e tagliato in due aree dal tracciato delle Ferrovie Nord, che si snoda in direzione nord-sud. Da quartiere agricolo è ora un quartiere post industriale che sta vivendo una nuova epoca anche grazie al Politecnico. 

Dove un tempo c’erano industrie e laboratori oggi sorgono locali, gallerie d’arte e di design, mercati vintage, ristoranti, showroom. Resistono le architetture sventrate dei vecchi gasometri e delle fabbriche, attorno alle quali crescono parchi urbani, una delle sede dell’Università ed un brulicare di vita.

Scopriamo insieme questa nuova area milanese, sempre più interessante e fuori dai soliti itinerari. In Bovisa si trovano luoghi antichi, dal ricco passato, che passando dalla rigenerazione urbana, trovano nuove prospettive per i cittadini ed anche i viaggiatori. 

A differenza di tanti altri itinerari, in questo caso, essendo in periferia occorre potersi muovere in macchina tra i vari punti d’interesse, consulta la mappa per trovare facilmente tutti gli indirizzi. 

Questa esplorazione del quartiere Bovisa è parte integrante del progetto #ripartiAMOitalia che vuole promuovere, scoprire e riscoprire la nostra bella Italia.

I vecchi gasometri

Si stagliano contro il cielo i tralicci degli ex gasometri — le Torri Eiffel della Bovisa —, un tempo occupati da un grande serbatoio fluttuante, che saliva o scendeva a seconda della quantità di gas.

Qui nel 1905 l’Union des Gaz iniziò la costruzione delle nuove e imponenti «Officine», capaci di produrre 300.000 metri cubi al giorno di gas dalla distillazione del carbon fossile, che avrebbero più che raddoppiato la disponibilità di gas in rete per l’illuminazione della città.

La materia prima arrivava per ferrovia e il processo di distillazione avveniva in camere di materiale refrattario, alte e strette, affiancate in lunghe «batterie».

Nel 1969 l’attività è cessata e nel 1994 l’impianto è caduto in dismissione.

Da qualche mese è iniziata la bonifica di una parte della Goccia, un lotto da 80 mila metri quadrati con i fondi ottenuti nel piano Città (5 milioni di euro). 

Progetto di recupero del Politecnico

Il progetto del recupero dei gasometri della Bovisa, “Parco dei Gasometri“, in accordo col Politecnico di Milano, vuole colmare, finalmente, un vuoto urbano che verrà occupato con nuovi spazi.

Spazi che saranno dedicati all’innovazione, alla ricerca, con relative aree verdi e sportive accessibili anche ai cittadini.

Quartiere Bovisa

Qui il Politecnico di Milano da anni ha sviluppato la sua nuova sede che si va ad ampliare.

Il progetto di massima prevede il recupero dei due gasometri, oggi due giganteschi scheletri d’acciaio in mezzo al bosco selvaggio e rimasti al centro della “Goccia” il terreno industriale incastrato tra le ferrovie (Nord e FS), per creare nuovi spazi in grado di ospitare le 120 aziende incubate ora presso il Polihub del Politecnico

Il Parco fungerà anche come punto d’attrazione per imprese e nuove start up che vorranno localizzarsi vicino a dipartimenti universitari e alle strutture dove si fa Ricerca e Innovazione.

Armenia Films, in Bovisa nasce il cinema italiano 

Nel 1909 nasce la Milano Films (poi Armenia Films), la prima grande casa di produzione cinematografica italiana.

Qui, nel teatro di posa nel quartiere Bovisa, nella periferia nord di Milano, si realizzò il primo lungometraggio muto italiano, “L’Inferno” (1911), un capolavoro in costume degli anni ‘10. 

Dello stabilimento resta la facciata esterna il cui muro è stato riqualificato nel novembre 2012 da un dipinto murale di 32 metri chiamato “Territorizzontali”. All’interno dello spazio adesso vi è un parco pubblico.

Quartiere Bovisa

“Territorizzontali” è realizzato da un gruppo di laureati alla NABA, il “Collettivo F84”, con il contributo attivo degli abitanti.

Il murales esterno è ispirato alla storia del cinema milanese e al quartiere: che come sappiamo ebbe un passato fortemente industriale, tanto da essere soprannominato “la piccola Manchester”

La Cooperativa della Casa Ecologica – Bovisa90, il cui complesso residenziale ora occupa l’area, ha finanziato il progetto.

Gli artisti spiegano l’opera così:

“L’opera collettiva dipinta sullo storico muro di Bovisa rappresenta il quartiere del passato e del presente: il fascio luminoso dei proiettori d’inizio secolo proietta desideri, memoria e identità creativa del quartiere di oggi”.

Curiosità: il nome “Armenia Films” è dovuto alle origini armene del suo fondatore, il sig. Johannes H. Zilelian, il quale tra l’altro, prima di aprire la suddetta società, finanzia e distribuisce per la Milano Films una serie cinematografica denominata “Armenia”.

Una camminata nella street art della Bovisa

Dipartimento di Design 

Durante le scorse Design Week nel dipartimento di Design del Politecnico Bovisa, quattro urban artist di fama internazionale (Rancy, Zedz, Luca Barcellona, 2501) e 20 studenti del Politecnico hanno coperto con murales artistici duemila metri quadri di muri. Il risultato del live painting è una mostra permanente a cielo aperto.

Quartiere Bovisa

Girando per la zona si può rimanere sorpresi da altre opere di street art.

Mutevole di Mastro Elisabetta

Sette mesi di lavoro per 400 mq di muro nel quartiere Bovisa di Milano. Questa è l’opera “Mutevole” di Mastro Elisabetta.

Più che street art, in questo caso si parla di muralismo urbano contemporaneo. Colori acrilici e pennelli per diffondere bellezza. Una galleria d’arte a cielo aperto.

25 pannelli, di cui 23 rappresentati da corpi in movimento che raccontano gli stati d’animo.

Quartiere Bovisa

Ognuno con un titolo: Liberi, Belli, Ispirati, Insicuri, Impauriti, Innamorati, Respinti, Fiduciosi, Entusiasti, Coraggiosi, Sensibili,  Delusi, Diversi, Felici, Passionali, Sicuri, Ansiosi, Competitivi, Allegri, Malinconici, Amati, Vanitosi, Sereni.

Ognuno per appartenere a chi passa e a chi si sofferma. 

Io ho scelto, a rappresentare il mio mood attuale, “Entusiasti” perchè nonostante tutto non voglio perdere l’entusiasmo nell’affrontare la vita e nell’approcciarmi a Milano

Spirt de Milan

Le Cristallerie Livellara, alla Bovisa, dal 2015 vivono una seconda giovinezza, nelle nuove vesti di Spirit de Milan: ristorante La Fabbrica della Sgagnosa (con taglieri ottimi e piatti milaneseggianti) e locale dedicato soprattutto alla musica dal vivo.

Il tutto in uno sterminato spazio che mantiene l’impronta di vecchia fabbrica, recuperata, riadattata e arricchita con un arredamento vintage, come una “vecchia” balera.

Raddison Blu Hotel Milano

Pur abitando a Milano, non posso che suggerirvi di soggiornare “in zona” presso il Raddison Blu Hotel Milano che vanta un ambiente raffinato, dalle predominanti tonalità della terra e della sabbia, con sprazzi di blu, e gigantografie, negli spazi comuni, dei  monumenti cittadini e tanti riferimenti all’arte teatrale che simboleggia Milano e il Teatro alla Scala. Tant’è che davanti agli ascensori che portano ai piani alti si trovano addirittura delle teche con costumi.

Inoltre l’hotel è stato insignito del marchio di qualità ecologica Green Key.

Le camere, dotate di tutti i comfort, pulite e sanificate tramite il “safety Protocol”, ripropongono il tema “teatro” degli spazi comuni con quadri e dettagli in stile. Apprezzabilissime le porte-finestre aperte sui tetti milanesi e, nel mio caso, vista tramonto. 

La colazione, in questo tempo covid-19, è alla carte ed ordinabile tramite QR code.

Oltre a caffè e bevande calde, appena ci si accomoda vengono serviti pane fragrante e marmellate/cioccolate spalmabili mono dose in attesa di piatti prelibati dolci e salati. Imperdibile le uova in svariate preparazioni. 


Invece il  Leonardo Restaurant serve piatti innovativi e creativi combinati con elementi della tradizione italiana, da gustare anche nel giardino: Per mantenere il legame con la città, il ristorante propone piatti tipici come  la cotoletta di vitello alla milanese.

Il Raddison Blu hotel di Milano è la base perfetta per scoprire il quartiere Bovisa.

Il Quartiere Bovisa si chiamava la piccola Manchester, conosci anche Gorla, la piccola Parigi.