Lisbona è davvero un luogo speciale, di cui innamorarsi e del quale provare inevitabilmente nostalgia una volta rientrati a casa. Questa volta proviamo a viaggiare tra le bellezze di Lisbona partendo proprio dalla colazione.

È un luogo che non stanca mai, forse proprio per la sua grande attitudine a rinnovare le sue prospettive e i suoi orizzonti (caratteristica tipica delle realtà atlantiche) senza però perdere al contempo quella verve che la rende così calorosa ed accogliente (come le città mediterranee) al punto da far sì che, dopo la prima volta, si desideri tornarci ancora, e ancora, ancora e poi ancora.

Poi Lisbona è una città bellissima che vi saprà stupire, una città insolita, piena di luoghi curiosi da vedere e che non vi farà mai annoiare. Ma soprattutto è una città da visitare a partire dalla colazione e da quei dolcetti meravigliosi che sono i Pasteis de Nata.

Lisbona è lì adagiata davanti all’oceano, in quel suo equilibrio fra passato e futuro, in quel suo struggersi sulle note del Fado. Un indubbio fascino malinconico che si unisce ad un’anima irrequieta e propositiva, multiculturale, apertissima alle novità ed è per questo che l’abbiamo scelta per inaugurare la rubrica “Colazioni in viaggio”.

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Torre di Belem

La linea del tram 15 vi condurrà da Praça do Comércio al quartiere Belem costeggiando il fiume Tago. Qui lo sguardo si muoverà tra l’acqua e la terra ferma fino all’apparire della Torre di Belem.

Questa torre fu fatta edificare per proteggere l’ingresso del porto della città ed oggi rappresenta l’icona dei celebri navigatori che partivano da qui verso l’ignoto. I dettagli delle sculture sono decisamente elaborati, iniziando dalle funi scolpite nella pietra fino alle straordinarie torrette costruite in stile moresco.

E tutto intorno ci sono strade punteggiate di palme, vecchi pescatori su moli scricchiolanti, persone che corrono, camminano o se la prendono comoda sedute su sedie a sdraio, sorseggiando cocktail di tendenza, ragazzini che sfrecciano in bicicletta o su skateboard. La vita del mondo, semplicemente, scorre all’ombra della Torre di Belem.

Poco distante si trova un’antica pasticceria che dal 1873 prepara i Pasteis di Belem: sfoglia croccante, crema all’uovo tiepida e caramellata ed una spruzzata di zucchero a velo.

Pasteis di Belem

Ma che cosa differenzia questi Pasteis dagli altri che si trovano in Portogallo ?

Semplice, la ricetta trasmessa solo a cinque maestri pasticceri che la custodiscono, sotto la Oficina do Segredo, e la condividono da generazione in generazione.

Quella del Pasteis de Belem è un’esperienza semplice e mistica adatta sia alla colazione che alla pausa di metà giornata. Si ordina il dolce, anche due o tre o, al bancone, si prende posto dove capita nelle salette interne, ci si delizia con il Pasteis e con la vista dei tradizionali azulejos che si trovano ovunque.

Troverete piacevolissimo guardarvi intorno, godervi l’ambiente conviviale, osservare le espressioni stupite e conquistate degli altri avventori, ascoltare scampoli di conversazione. Questo è uno di quei luoghi dove è proprio bello perdere tempo immersi nel via vai di persone, prima di tornare a Lisbona e riprendere il girottolare tra le bellezze di questa città.

Alfama

L’Alfama custodisce lo spirito popolare della città.

Anticamente il quartiere si sviluppava fuori dalle mura medievali, ospitando la parte di popolazione esclusa dai mestieri e gli agi della cittadella fortificata. Anche dopo il Medioevo è rimasta questa la caratteristica principale dell’area, abitata prevalentemente da portuali e marinai. Da tale miscela sociale è scaturito l’aspetto urbanistico del quartiere fatto di stradine tortuosescalinate (calcadas in portoghese) balconi fioriti e panni stesi al sole.

Un ambiente popolare, appunto, in cui è bellissimo immergersi appena scesi dal tram 28. Una corsa su questo tram è un’esperienza cittadina da non perdere.

Il tram 28

Se visiterete Lisbona quasi sicuramente vi ritrovere sul tram numero 28. C’è un motivo se questo convoglio sgangherato è in cima alla lista dei desideri di moltissimi viaggiatori. Durante la corsa di 40 minuti a bordo di questo tram stridente e maginficamente antiquato si gode una vista favolosa e ci si inerpica lungo tratti di una ripidità impressionante.

Questo convoglio centenario giallo, con i pannelli di legno lucido e le finiture cromate, sembra un modello in scala reale di un collezionista. 

L’itinerario si snoda da Campo Ourique a Martim Moniz, tra scorci mozzafiato e salite ostiche per un tram. Il momento più elettrizzante è quando sale verso l’Alfama.

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Qui, come abbiamo fatto noi, potrete sporgervi dai finestrini per scattare fotografie e selfie, oppure scendere in cerca di panorami da immortalare al Miradouro de Santa Luzia.

L’ultimo tratto, infine, affronta le stradine e i tornanti di Graça: vi consigliamo di scendere per ammirare la Igreja de São Vicente de Fora. Le occasioni per cogliere scorci e vedute indimenticabili non mancano.

  • Una dritta: Vi consigliamo di fare il biglietto di 24 ore per i mezzi pubblici di Lisbona che comprende l’Elevador de Santa Justa, l’Elevador da Glória e il tram numero 28.

Barrio Alto

ll Bairro alto è un altro quartiere da non perdere per concedervi una passeggiata per i vicoli stretti e in salita.

In questo caso, la prima cosa che balza agli occhi è la razionalità con cui sono state progettate le strade in opposizione allo “spontaneismo” dell’Alfama. Le differenze urbanistiche riflettono quelle di classe, anche se la diversa composizione sociale col tempo si è fatta decisamente più sfumata, fino a scomparire del tutto. Per dire, nelle stradine di Cais do Sodrè a sud del Bairro, per anni l’attività prevalente è stata la prostituzione. Soltanto di recente si è proceduto a una radicale riqualificazione della zona, trasformando quello che era un angolo degradato di città nel cuore della vita notturna di Lisbona.

Il Bairro alto, infatti, è il quartiere in cui c’è la maggiore concentrazione di ristoranti, bar e locali in cui è piacevolissimo fermarsi a mangiare, bere e ascoltare musica. Soprattutto il fado, la tradizionale musica portoghese non a caso sotto tutela UNESCO. Assolutamente da non perdere Miradouro de São Pedro de Alcantara, stupendo punto panoramico a cui si accede tramite funicolare (Elevador da Gloria) o a piedi.

Gli elevadores

Lisbona è famosa per i suoi elevadores, metodi di trasporto cittadino decisamente particolari, nati dall’ingegno dei lisboeti di fronte ai “su e giù” della loro città.

Per approfondire la storia degli elevadores lisboneti vi lascio questo articolo di Lily Life style, italiana che vive a Lisbona da più di 20 anni.

Instagram Spot – Pink street

Rua Nova do Carvalho -ma per gli amici “Pink Street“- nasce come progetto di riqualificazione dell’area e oggi vanta l’essere diventata il punto nevralgico della vita notturna portoghese.

Tutto comincia nel 2013 quando un progetto di riqualificazione urbana rende questa strada pedonale e la colora interamente di un rosa acceso. Da lì le cose cambiano e la stradina inizia ad essere sempre più frequentata dai giovani lisboneti e da turisti da tutto il mondo. Di giorno la via è tranquilla e la si più visitare come fosse una galleria d’arte a cielo aperto: il colore della strada e i graffiti alle pareti la rendono una location super instagrammabile.

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All’imbrunire però la “rua cor de rosa“, come la chiamano i locals, si anima e si prepara a notti scatenate, tanto da essere stata citata addirittura dal New York Times come una delle strade più belle e divertenti d’Europa!

Lx factory

Se siete “affamati” di riqualificazione urbana non potete perdervi la LX Factory che per un attimo vi farà pensare di trovarvi in America. Specie se visiterete questo luogo di sera.

Si tratta di un vero e proprio complesso industriale originariamente dedicato alla stampa dei giornali e dei quotidiani del Portogallo che è stato riconvertito a partire dal 2008 per diventare una zona particolarmente fervida e cool, per la presenza massiccia di teatri, librerie, spazi di coworking, ristoranti, mercatini vintage della domenica e molte altre attrazioni.

Molto belli e colorati i murales che tappezzano quasi interamente il complesso.“Lx” è l’abbreviatura di Lisbona.

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La sigla deriva dal suo antico nome arabo: Lisboa < Lixbõa < Lixbona < Al-UšbunaIl termine factory è invece mutuato dal nome del glorioso studio di Andy Warhol a New York, punto di ritrovo negli anni ’60 di artisti e celebrità che divenne famoso anche per le feste all’avanguardia che vi si svolgevano. In questa associazione è racchiusa l’anima della fabbrica, fucina di idee ma anche vetrina di quanto di meglio offre la città, in termini di offerta gastronomica e culturale.

Cosa mangiare e cosa bere a Lisbona

La Casa do Alentejo


La Casa do Alentejo propone una cucina semplice in un ambiente sontuoso.

Il palazzo, primo casinò della città è un cocktail di arredi franco-arabi del XIX secolo con tanto di sala da ballo gloriosamente sbiadita e due sale da pranzo decorate con azulejos. E’ sede dell’associazione lisboeta della regione portoghese dell’Alentejo, che occupa un terzo del Portogallo

Il menu comprende piatti tradizionali dell’Alentejo, tra cui la carne de porco à Alentejana (piatto a base di maiale e vongole), e un’ampia gamma di vini della stessa regione.

Di recente, i principali mezzi di comunicazione portoghesi hanno riportato Casa do Alentejo al centro dell’attenzione. La pandemia di Covid-19 che sta colpendo pesantemente l’economia del Portogallo (come avviene in molte nazioni del mondo), sta già facendo alcune illustri vittime. Si è addirittura parlato di un imminente rischio di chiusura, a causa della drastica diminuzione di visite e prenotazioni nel corso del 2020.

Casa portuguesa do pastel de Bacalhau

L’interno della Casa Portoghese di Pastel de Bacalhau è bellissimo, con quell’aria di antichità che ci piace tanto, ricca di dettagli decorativi.  Si trova lungo Rua Agusta e vi accorgerete subito di essere arrivati dal profumino che invade le vicinanze.

Il pastéis de bacalhau (o bolinhos de bacalhau ) è molto comune in Portogallo. È una ricetta semplice: baccalà grattugiato, patate, cipolle, prezzemolo e uovo come legante (piuttosto che come sapore). Praticamente ogni bar che serve salgados (bocconcini salati) li ha in mostra. L’unicità di questi pastéis de bacalhau  è che al loro interno viene messo formaggio Serra da Estrela e viene consigliato l’abbinamento con il vino porto.

Per qualcuno è troppo azzardato, per noi è stata una piacevole novità.

La Sardina di Lisbona

L’avrete vista in tutti i souvenir e riprodotta in tutti i modi ed è ormai senza dubbio un simbolo gastronomico di Lisbona. A la sardona è dedicato un simpatico e divertente negozio-museo ‘Mundo Fantastico de Sardinha Portuguesa’ e ci sono negozi specializzati che vendono solo pesce in scatola. Da La Conserveira de Lisboa, in rua dos Bacalhoeiros 34, potrete acquistare delle graziose scatolette con sardine, polpi, tonno, calamari. Sono perfetti anche come souvenir e per portarvi a casa il sapore di Lisbona, in attesa di una nuova visita.

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Alcune foto sono di UNSPLASH