Quando due anni fa sono stata alla scoperta di Cracovia avevo appena iniziato a visitare l’est Europa, uscendo dalle classiche Praga e Budapest.

Infatti sono convinta che pre pandemia, e per me anche nel post pandemia, le nuove mete emergenti nel Vecchio Continente sono state e saranno i Paesi dell’ex blocco sovietico.

Paesi che si stanno rifacendo il look sistemando vecchi edifici e riqualificando zone dismesse e abbandonate. Le città dell’Est si stanno risvegliando da un lungo e forzato letargo ed offrono qualcosa di ancora non visto.

A Cracovia, ad esempio, sembra sempre di vivere al sole.

Situata sulle rive del fiume Vistola, la seconda città della Polonia è considerata una destinazione weekend, ma potrebbe anche non esserlo.

Ecco sei motivi per cui ho adorato Cracovia – e penso che lo fareste anche voi – ovviamente partendo dalla colazione.

La colazione

La jajecznica, ovvero la colazione tipica polacca, si compone di;

  • uova strapazzate e kielbasa, una famosa salsiccia
  • pan di patate
  • ser (formaggio)
  • grzyby (funghi)
  • szynka (prosciutto cotto) o skwarki (pezzetti di pancetta rosolati).
Alla scoperta di Cracovia

In Polonia domina la colazione salata, come piace a me. Solo di accompagnamento ci sono burro (poco), marmellate e conserve di frutta.

Il tipico dolce della colazione polacca contiene relativamente pochi grassi; spesso è preparato con un impasto simile a quello del pane, ma se questo ve la fa sembrare meno golosa sappiate però che ciò è controbilanciato da “condimenti” più che fantasiosi.

In pochi giorni potrete sperimentare di tutto, dalla koperta ripiena di mele alla brioche aperta con crema di mandorle, passando per lo strudel al papavero e le babeczki (piccole frolle) in una moltitudine di varianti diverse.

Non c’è da stupirsi davanti a tutta questa varietà di cibi. La Polonia è stata da sempre nella storia un crocevia tra l’est e l’ovest: il commercio, le guerre come pure i domini e sovrani hanno dato carattere e influenze nella lingua, nell’arte e anche nella cucina. 

L’architettura

La meravigliosa architettura della città è ciò che mi ha fatto venire voglia di visitare Cracovia quando l’ho vista su Instagram la prima volta. Oltre le mura antiche della città vi imbatterete in palazzoni di epoca comunista, grandi viali, un castello; l’intera città vecchia è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. È un mix di chiese gotiche, rinascimentali e barocche, torri, archi e piazze acciottolate.

La Rynek Glowny

E proprio nel cuore del centro storico di Cracovia si trova la piazza principale, o Rynek Glowny. È la più grande piazza del mercato in Europa e nelle giornate estive è piena di bancarelle di fiori, venditori di bagel e gente a cavallo e in carrozza.

Alla scoperta di Cracovia

Qui noi, come tutti i viaggiatori, ci possiamo fermare in uno dei bistrò intorno, ordinare una birra, rigorosamente affumicata alla maniera polacca, o un caffè e goderci lo spettacolo delle persone che camminano. O ascoltare lo strombettio che proviene dalla chiesa per commemorare il trombettista del 13 ° secolo che è stato colpito alla gola mentre suonava l’allarme durante l’invasione della città da parte dei mongoli.

Infatti su un lato della piazza si trova la Basilica di Santa Maria, costruita nel 1397 e famosa per la sua pala d’altare Veit Stoss in legno intagliato e uno straordinario soffitto dipinto in blu scuro e oro per assomigliare al cielo notturno.

Dall’altro lato della piazza c’è il palazzo dei tessuti di Sukiennice, con un mercato coperto sopra e un museo sottoterra, e la Torre del Municipio poco distante.

Alla scoperta di Cracovia

La storia

Cracovia ha avuto una storia lunga e piuttosto drammatica. La leggenda narra che nel 13° secolo la città venne fondata sul sito della tana di un drago dopo che un principe polacco lo sconfisse e costruì un palazzo in cima.

Quel palazzo è il Castello di Wawel e si può ancora vedere un drago sputafuoco sotto le sue mura (anche se questo è fatto di bronzo e respira regolarmente il fuoco ogni cinque minuti).

Il castello di Wawel

Il castello di Wawel era la dimora dei re di Polonia ed è uno dei più grandi castelli reali d’Europa, un enorme complesso con un mix di stili che è cresciuto nel corso degli anni – aggiungendo una torretta qui e una cupola d’oro lì.

Ci sono cinque diverse sezioni del museo che si possono visitare, così come i giardini e la cattedrale dove Papa Giovanni Paolo II era arcivescovo prima che diventasse Papa.

La fabbrica di Oskar Schindler

Ma è con il periodo storico della Seconda Guerra Mondiale che la maggior parte della gente conosce meglio Cracovia. I tedeschi invasero la città solo cinque giorni dopo l’inizio della guerra e divenne la capitale del governo centrale tedesco. I nazisti presero il castello di Wawel e costrinsero i residenti ebrei prima in un ghetto e poi li spedirono nei campi di concentramento nella vicina Auschwitz. Fu un periodo buio della storia per Cracovia, ma ci furono anche dei grandi lampi di luce, come la storia di Oskar Schindler.

Schindler gestiva una fabbrica di smalti a Cracovia che impiegava oltre 1000 ebrei. Quando le autorità tedesche iniziarono a voler vuotare i ghetti, sostenne che aveva bisogno che i suoi dipendenti continuassero a lavorare in fabbrica. Così i nazisti permisero a Schindler di trasferire il suo staff ebraico in una nuova fabbrica in Boemia, salvandone 1200 dalla morte nelle camere a gas.

Schindler spese tutta la sua fortuna in tangenti e nel mercato nero per tenere in vita gli ebrei. La sua storia è stata trasformata nel film Schindler’s List girato per lo più nella zona di Kazimierz.

Attualmente il quartiere è una delle zone di Cracovia più ambite da vivere, cenare o uscire di sera, soprattutto è il nucleo della cultura ebraica dove tra sinagoghe, viette acciottolate, street art e piccoli parchi cresce il numero di gallerie d’arte, di ristoranti kosher e di concerti klezmer.

La gente

Chiunque di noi è stato in città dove i turisti vengono tollerati a malapena, ma Cracovia non è tra queste.

Ognuno ha un sorriso, tutti sono pronti a dare indicazioni, a spiegare che chiamare il taxi al telefono è più economico che chiamarlo per strada.

Nota a margine per i tassisti di una certa età che faticano un po’ con l’inglese, ma provano a farsi capire in ogni modo.

Alla scoperta di Cracovia

Ognuno è pronto a farti assaggiare le primizie del proprio banco al mercato Stary Kleparz o ad indicarti qual è il piano giusto per andare a vedere “La dama con l’ermellino” di Leonardo contenuta in un museo cittadino.

Ma è al ristorante che la cortesia e la squisitezza dei polacchi viene fuori quando con diligenza e attenzione cercando di spiegarti come è cucinato l’uno o l’altro piatto, ma anche l’attenzione nel mettere candele e fiori freschi su ogni tavolo; dal “baretto sotto casa” al ristorante di classe.

Le miniere di Sale

Bellissime camere scolpite in sale, fantastici laghi sotterranei, maestose costruzioni di carpenteria e affascinanti sculture in sale. Quasi 3 chilometri di corridoi serpeggianti, 800 scalini e 135 metri di profondità.

Non sorprende che fino a oggi il Percorso turistico della Miniera di Sale “Wieliczka” è stato visitato da oltre 45 milioni di turisti provenienti da tutti il mondo e fa parte del patrimonio UNESCO.

Sarà possibile grazie al tuor di Civitatis prenotare il bus dal centro di Cracovia e il biglietto d’ingresso in un’unica prenotazione.

Questo è il modo migliore per godersi questa grandezza della natura costruita e protetta dall’uomo.

Il percorso prende l’inizio nel Pozzo Dani’owicz dove i viaggiatori incontrano la loro guida.

La guida durante il viaggio sottoterra svela i segreti della Miniera; racconta diverse storie sulle forze di natura e sul lavoro duro dei minatori che da generazioni sono legati alla miniera di Wieliczka.

Una delle storie più belle è quella sulla principessa Kinga alla quale la terra polacca deve la sua ricchezza salina. Infatti nella prima metà del percorso i visitatori visitano la bellissima cappella dedicata alla sovrana e guardano le opere d’arte che decorano il suo interno. Il resto del percorso si snoda tra cunicoli, laghi sotterranei di indimenticabile bellezza e gallerie di salgemma. Al termine del percorso, per risalire in superficie, si prende un ascensore che velocemente ci riporta alla luce del sole e alla vita quotidiana.

Prenota QUI il tour per le Miniere di Sale

Zalipie

Il piccolo villaggio polacco di Zalipie potrebbe essere una fiaba nordica, potrebbe essere il paese delle meraviglie o la Casa Azul di Frida Kahlo; un mix meraviglioso tra arte, folklore balcanico e la promessa della primavera.

E’ un villaggio situato a circa un’oretta e mezza da Cracovia e dista una trentina di chilometri da Tarnow, in un’area agricola e sperduta del sud-est della Polonia. 

Si arriva a Zalipie percorrendo diversi chilometri di aperta campagna, di tanto in tanto si vede una fattoria e qualcuno che passeggia o pedala tra campi di grano e boschi.

Si capisce di essere arrivati a Zalipie quando si comincia a vedere i primi cartelli e le prime case dipinte con motivi floreali.

Infatti la caratteristica di questo sperduto paese è proprio quello di decorare le case, e non solo, con particolari motivi floreali, direi molto simili a quelli che si vedono sugli abiti tradizionali polacchi.

La cittadina dei fiori

Infatti dopo le atrocità della seconda guerra mondiale, il popolo polacco aveva bisogno di speranza. Negli anni seguenti, il villaggio di Zalipie ha ispirato la creazione di una competizione amichevole annuale per aiutare a sollevare gli spiriti della nazione e riprendersi psicologicamente dalla guerra.

Le casalinghe zalipiane erano note per decorare le loro case intorno alle feste religiose con disegni floreali folkloristici per coprire segni di fuliggine sgradevoli sulle loro pareti.

Zalipie

La febbre dei fiori si è diffusa non solo nelle case private, ma in tutta Zalipie, compresi i suoi ponti, fienili, spazi pubblici, nonché la scuola e la chiesa.

Anche la chiesa parrocchiale è finita sotto i pennelli delle donne del villaggio, le quali hanno dipinto il presbiterio e adornato gli abiti liturgici.

Il Dom Malarek

Nella visita a Zalipie non bisogna dimenticare una sosta al centro  culturale “Dom Malarek” (Casa delle Pittrici). Qui è stato creato un vero e proprio centro dove le donne si incontrano e creano oggetti artigianali dipinti con motivi floreali. Arrivando la mattina è possibile vederle al lavoro e rimanerne incantati. Ma è anche possibile partecipare con loro ai laboratori e acquistare quello che viene prodotto.

Imparare l’arte di dipingere i fiori è una vera esperienza di viaggio perché fa comprendere la complessità e la creatività che stanno dietro a tanta bellezza.

Alla scoperta di Cracovia

Questo post per andare alla scoperta di Cracovia è scritto in collaborazione con Civitatis ed inserito nella rubrica “Colazione in viaggio