Un caffè espresso al bar: c’è un’immagine che più di altre esprime l’italianità, intesa come arte di vivere, convivialità, socialità, spesso in luoghi ricchi di fascino e arte come le piazze italiane?

Ed è appunto il caffè al bar, anzi ancora meglio se bevuto negli antichi caffè storici italiani.

Qui infatti oltre alla qualità del prodotto puro bisogna anche menzionare l’importanza dei contesti in cui è possibile consumarlo: delle leggendarie cornici storiche che da nord a sud hanno segnato epoche, stili e caratterizzato quel genuino saper vivere italiano tanto invidiato all’estero.

Significa per lo più sorseggiare una tazzina fumante in compagnia di secoli di storia ed è un’esperienza unica che attende chi visita le caffetterie storiche d’Italia.

Si tratta di veri e propri musei, ricchi di arredi, quadri, cimeli e specialità tutte da gustare: scopriamo insieme alcuni tra i caffè storici italiani, dove fin dal ‘700 artisti, politici e intellettuali hanno fatto la Storia del Belpaese.




Nel Nord Italia

  • Al Bicerin, Torino

Fondato nel 1763, questo caffè storico deve la sua fama alla bevanda da cui prende il nome, appunto il bicerin: un delizioso mix di cioccolata, caffè e crema di latte caldo. Arredato esattamente come nei primi dell’Ottocento, all’interno di Al Bicerin a Torino si sono seduti personaggi come Italo Calvino, Silvio Pellico, Camillo Benso di Cavour e Giacomo Puccini.

  • Sempre a Torino

Il capoluogo piemontese può vantare anche l’ottocentesco Caffè Mulassano, dove nel 1926 nacque il tramezzino, il Caffè Baratti e Milano in Piazza Castello, vincolato dai beni culturali, e il Caffè Fiorio, inaugurato nel 1780 fu ritrovo dei nobili dell’epoca e particolarmente amato da Nietzsche.

Sempre in Piemonte è tappa obbligatoria il Caffè Arione di Cuneo, aperto nel 1923 è il locale a cui dobbiamo l’invenzione dei Cuneesi al rhum.

Caffè storici italiani
  • Caffè Pedrocchi, Padova

Fondato nel 1772, nel Caffè Pedrocchi a Padova si è verificato l’episodio che ha causato i primi moti risorgimentali: un colpo di fucile sparato da un militare dell’Impero Austriaco, il cui foro è visibile ancora oggi nella sala bianca. Tra i famosi avventori di questo locale storico, ricordiamo Marinetti, D’Annunzio, Stendhal, Balzac ed Eleonora Duse.

  • Caffè Florian, Venezia

Nato nel 1720, al Caffè Florian di Venezia spetta il titolo di più antico caffè italiano. Gli spettacolari interni della storica caffetteria in Piazza San Marco presentano un meraviglioso pavimento di mosaico e pareti arricchite da affreschi e specchi. Qui hanno degustato la loro bevanda personalità del calibro di Goldoni, Casanova, Canaletto.

La Liguria che stupisce

  • Il  Mangini di Genova

Questo locale nasce nel 1876 dalla famiglia Rossignotti che possedeva un’industria di pasticceria a Sestri Levante. Questo caffè storico è ritenuto un gioiello dai cittadini di Genova e dai turisti di tutto il mondo.

Oltre alla bontà dei dolci e delle bevande calde, tutto l’arredo interno è stato mantenuto com’era un tempo. Sono numerosi i quadri, le specchiere liberty e gli stucchi. Anche il pavimento a scacchiera è rimasto lo stesso.

Come molti altri caffè storici d’Italia, il Mangini ha ospitato personaggi illustri tra cui Sarah Bernhardt, Eugenio Montale e Sandro Pertini.

  • Alassio e i baci

In Liguria merita senz’altro una visita il Caffè pasticceria Balzola dal 1902. Incastrato nella suggestiva cornice del “Budello” di Alassio, fa immergere in una dimensione fuori dal tempo dominata da innumerevoli e fantastici dolci, primi tra tutti i brevettati Baci di Alassio, già forniti alla Casa Reale per merito di Rinaldo Balzola, pasticcere personale di Vittorio Emanuele III.

Milano Amore mio

  • Caffè Pasticceria Cova, Milano

Inaugurato nel 1817 come caffè letterario al lato del Teatro alla Scala in pieno centro a Milano, il Caffè Cova diventa ben presto punto di ritrovo dei patrioti del Risorgimento. I suoi interni raffinati conquistano rapidamente anche i favori di borghesia e alta nobiltà, oltre che di personaggi storici di primaria importanza per la storia d’Italia: Giuseppe Mazzini, Giovanni Verga, Giuseppe Verdi, Arrigo Boito e tanti altri.

Colpito pesantemente dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, dal 1950 il Caffè Pasticceria Cova si trasferisce definitivamente in via Montenapoleone.

  • Sant’Ambreus Milano

A due passi da Piazza San Babila, dove ritorna in grande stile l’atmosfera alla milanese di Sant Ambroeus, storico locale inaugurato nel 1936 con il nome dialettale del patrono della città, Sant’Ambrogio. Nato dall’intuito di due pasticcieri che volevano aprire un caffè non lontano dal Teatro La Scala,

Fu Domenico Barbaja ad inventare questa deliziosa bevanda che per anni addolcì il palato dei milanesi e non solo: come spesso accade, pare che per errore mescolò caffè e cacao con acqua e latte, facendoli schiumare leggermente, per poi farcirli con una golosa nuvola di panna montata.

Non perdere l’occasione di passeggiare nella sala da pranzo che ha ospitato gli Onassis e lo Scià dell’Iran. Quindi la tua prossima destinazione è Sant Ambroeus per goderti questo classico senza tempo.

  • Savini in Galleria
Caffè storici italiani

A Milano a fare storia è (tra gli altri è anche) il Cafè Bistrot Savini. Da metà Ottocento serve l’aperitivo a premi Nobel, socialite e artisti. Ci trovavi Puccini e Verdi, lo frequentava Chaplin, e anche Sinatra.

Lo storico bar milanese, nato nel 1867 in periodo di Belle Epoque, ha infatti studiato una proposta per i clienti di Galleria sin nei minimi dettagli, compresa la mise en place con tovaglie bianchissime inamidate e posate d’argento.

Per chi vuole avere una privacy completa c’è il Tavolo 7, un piccolo angolo rinomato per essere uno dei luoghi preferiti dal soprano Maria Callas, con una meravigliosa vista panoramica affacciata sulla Galleria Vittorio Emanuele II, come se fosse un vero balcone.

La patria del caffè è Trieste

  • Caffè Tommaseo, Trieste

Trieste annovera diverse caffetterie storiche, tra cui la più antica è stata inaugurata nel 1830: si tratta del Caffè Tommaseo, vicino Piazza Unità d’Italia. All’interno dei suoi eleganti interni con grandi specchiere, si sono sedute personalità di spicco come Italo Svevo, Umberto Saba, James Joyce.

Caffè storici italiani
  • Altra bellezza triestina

Caffè degli Specchi, Trieste. Nella città del caffè per antonomasia, sono diversi i locali dove sorseggiare, come un paio di secoli fa, il celebre capo in b, il cappuccino servito nel bicchiere di vetro.

Tra tutti abbiamo selezionato questo caffè del 1837, il cui nome deriva dagli specchi delle pareti interne su cui una volta si usava incidere gli avvenimenti importanti. Il locale si trova nella piazza più celebre della città, Piazza Unità d’Italia.

Frequentato spesso da Svevo, Joyce e Kafka, fu utilizzato nella Seconda Guerra Mondiale come quartier generale della marina britannica. Recentemente è stato riaperto dalla famiglia di maestri cioccolatieri Paratoner. Immancabile l’assaggio di una delle colazioni in giro per il mondo.




Nel Centro Italia

  • Antico Caffè Greco, Roma

Come abbiamo visto nella nostra panoramica sui caffè letterari storici, dal 1760 l’Antico Caffè Greco di Roma è il luogo di incontro preferito da artisti e intellettuali, che qui oggi possono gustare della visione di oltre 300 opere esposte nelle varie sale. Al fascino raffinato di un locale storico si accompagnano un caffè delizioso e leccornie dolci e salate.

In Toscana

  • Caffè Gilli, Firenze

Aperto inizialmente in via Calzaioli nel 1733, il Caffè Gilli di Firenze è diventato ben presto famoso per le sue specialità, oltre che per il caffè impeccabile. Gli interni del locale oggi in Piazza della Repubblica evocano un’eleganza maestosa, come possiamo dedurre da cornici in stile liberty, archi, affreschi e boiserie.

  • Caffè Le Giubbe Rosse

A Firenze non si può ignorare il Caffè Le Giubbe Rosse, intramontabile crocevia di artisti e letterati. Fondato nel 1897 da due fratelli tedeschi fabbricanti di birra, dal 1913 diventa luogo di incontro dei futuristi e fu teatro della rissa tra i futuristi milanesi guidati da Marinetti e gli artisti rivali provenienti dalla rivista fiorentina La Voce.

Comprato da un magnate Kazako e in fase di ristrutturazione, post pandemia, questo luogo storico non è stato ancora riaperto. Si parlava dell’autunno 2022, ma è più facile primavera 2023.

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  • Caffè di Simo a Lucca

Nel cuore di Lucca, a due passi da piazza Anfiteatro, questo luogo che ha conservato gran parte dell’arredo originale, negli anni tra la fine dell’ottocento e l’inizio del novecento ha dato vita ad un vero ‘concerto di amicizie’, come ricorda la lapide posta nel 1958 dai proprietari di allora – Angelo Ricci e Fernando Pieri.

Fu il caffè in cui echeggiò l’entusiasmo del risorgimento e accolse poeti letterati ed artisti amici del droghiere mecenate Alfredo Caselli fra cui Giovanni Pascoli, Giuseppe Giacosa, Alfredo Catalani, Giacomo Puccini, Pietro Mascagni, Libero Andreotti e Lorenzo Viani. 

Chiuso per un contenzioso alla fine del 2013, pare riavrà nuova vita grazie ad un accordo raggiunto nell’aprile di questo anno. Speriamo prenda nuova vita in attesa del centenario pucciniano del 2024.

  • Nelle Marche

Ad Ascoli Piceno il Caffè Meletti è un’istituzione dal 1907. Fascino neoclassico e liberty nella centrale Piazza del Popolo, per un salotto cittadino che oltre all’élite marchigiana ospitò anche Mascagni, Sartre ed Hemingway.

Nel Sud Italia

Accoglienza campana

  • Gran Caffè Gambrinus, Napoli

Punto fermo di Piazza Plebiscito dal 1860, ancora oggi il Gran Caffè Gambrinus a Napoli risplende del lussuoso sfarzo che lo contraddistingue a partire dalla Belle Epoque: marmi, stucchi, bassorilievi e affreschi hanno incantato personaggi storici come Ernest Hemingway, Oscar Wilde e l’imperatrice d’Austria Sissi.

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  • Ancora in Campania

Amalfi è una perla assoluta di una delle zone più belle della Penisola, di quelle che come si suol dire ”vanno viste una volta nella vita”. E una volta nella vita, ti consiglio di sederti alla Pasticceria Pansa, in piazza del Duomo. Sicuramente è uno dei locali storici d’Italia, visto che è lì dal 1830, non so se mi spiego!

Appena entri la sala col bancone antico, il lampadario dorato con le candele e i legni tutto intorno ti trasportano in un’altra epoca. I dolci, invece, ti trasportano direttamente in Paradiso. C’è l’imbarazzo della scelta, dalle scorzette di agrumi con la cioccolata alle sfogliatelle. Il caffè con la scorza di limone infatti è tipico di Amalfi, e l’occasione per assaggiarlo non va persa.

Bontà regionali

  • Gran Caffè Renzelli, Cosenza

Nato nel 1803, anche il Gran Caffè Renzelli di Cosenza è stato sfondo di alcuni episodi legati alla storia d’Italia. Nel 1844, è qui che nacquero i moti cosentini contro i Borboni ed è qui che furono portati i fratelli Bandiera per concedere loro un po’ di ristoro prima di essere fucilati.

  • Altamura

In Puglia, Altamura non è solo la città del pane. Sorge infatti sul corso Federico II di Svevia, accanto alla cattedrale cittadina, lo storico Caffè Ronchi Striccoli. Incastonato nella pietra, dal 1832 offre dolci, gelati e liquori artigianali in una location suggestiva e fuori dal tempo. Assolutamente imperdibile.

  • Ancora in Puglia

Resiste a Bari dal 1950 il Martinucci Laboratory, in pieno centro, ma, con spin off in tutta la Puglia e da pochissimo anche a Roma.

Il caffè è diverso dagli altri locali storici d’Italia visti finora. Intanto ha un arredamento ultramoderno.

Inoltre il Martinucci non vanta arte, letteratura o frequentatori famosi, ma ha una storia intima e familiare che con impegno e successo è arrivata fino ai giorni nostri.

Rocco Martinucci fondò l’omonimo bar circa 70 anni fa. Aveva imparato il mestiere del gelataio dal padre e da Annunziata Panese. La coppia poi aprì varie sedi in Salento e i figli proseguirono l’attività di famiglia, tenendo alto il nome di una pasticceria rinomata soprattutto per l’approccio artigianale alla produzione.

Al Martinucci infatti ti consiglio assolutamente di accompagnare il caffè con un delizioso pasticciotto, tipico pugliese e qui fatto veramente da sballo.




Nelle isole

  • In Sicilia

Antico Caffè Spinnato, Palermo. Tra i tre migliori bar di Sicilia secondo il Gambero Rosso, è un paradiso del gusto. Qui, oltre al caffè prodotto nello stabilimento di Piana degli Albanesi, potete trovare il meglio della pasticceria della regione: oltre ai classici cannoli e le cassate, la torta di ricotta e pistacchio, il gelato, i biscotti con la pasta di mandorla, i frutti con il marzapane. Da non perdere gli arancini al ragù e al burro e alcuni piatti tradizionali come gli spiedini di pesce spada, la pasta alla Norma e gli involtini di melanzane.

Caffè storici italiani
  • In Sardegna

Non si può scordare il Caffè Tettamanzi di Nuoro. L’ebanista piemontese lo fondò nel 1875 e gli intellettuali dell’Atene Sarda lo frequentarono assiduamente.

Stucchi, specchi, tavoli rotondi e divani rossi per un gioiello della Sardegna centro-orientale.

Il caffè storici italiani piccole considerazioni

Caffè storici italiani

Questo viaggio in su e giù per l’Italia nasce dalla rubrica #adventcoffeecalendar sviluppata su Instagram durante l’avvento 2022.

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Sicuramente entrare in un caffè storico italiano offre la possibilità di fare un’esperienza che va oltre il tempo e lo spazio e spesso “non è a buon mercato”.

6 euro per sorseggiare un caffè al Florian di Venezia o 10 euro per un cappuccino al Greco di Roma. Ma c’è un però. Ovvero in questo caso non si paga solo ciò che avete ordinato, ma si paga viaggiare in secoli di storia in luoghi che hanno fatto la storia. Esperienza non da tutti i giorni, siamo d’accordo, ma sicuramente da fare almeno qualche volta nella vita.   

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